La realtà e altre tare.

– Ti sei fatta male?
– Dove?
– Sotto l’occhio…
– È sctato i’ divano.
– Hai battuto?
– Mi ha morscio.
Marta vive in questo mondo di divani dai denti a sciabola, dove i mobili fanno un po’ paura e le persiane chiudono gli occhi alla casa, gli armadi hanno grandi stomaci mangia bambini e le vecchie sedie trascinano le gambe. Cammina facendo la giravolta a ogni passo con la sua gonnellina a campana, ogni passeggiata le dà le vertigini e intanto canta. Lorenzo, lui corre dritto, le allucinazioni dei primi anni di vita, le vertigini, le stramberie da ultimo arrivato diminuiscono, colora nei contorni, pesta le righe per strada, cresce. Se gli domandi, risponde con una fantasia sempre più coerente. “Ti è piaciuto il salone del libro?” “Mamma, non capisco… non è più bello leggere ognuno a casa sua?”. Coerenza e buon senso. Marta no. Avete mai parlato con qualcuno che si sta addormentando? Quel buffo momento in cui si chiacchiera nel letto e uno dei due comincia a biascicare, le parole sempre più impastate di sogni, una frase sensata e tre sconnesse, qualche barlume di lucidità, a volte una risatina. E’ divertente. Marta parla così anche di giorno, completamente sveglia. La realtà degli adulti non ha fatto ancora la tara ai suoi sogni, ché la realtà è la nostra tara genetica, ci nasciamo e peggiora invecchiando.
– Mamma vojo il ciuccio.
– Ma come vuoi il ciuccio, ormai sei grande…
– No la scera sono piccola.
– solo la sera sei piccola?
– scì!
– e la mattina?
– La mattina nacco grande.
– Nasci grande e poi diventi piccola la sera?
– scì. Anche tu mamma!
E ride. Sarà per quello che qualche sera il letto vuoto mozzica anche me.
11051800_10153208281776392_3912171940688342501_nFoto di Valentina Fontanella: http://www.susanita.it
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19 thoughts on “La realtà e altre tare.

  1. Che bello quando si è ancora senza tara.. Quella arriva poi per forza, ma per alcuni – quelli fortunati o quelli matti – resta lieve.
    Ad ogni buon conto, si possono continuare a pestare le righe per sempre, che è un’onesta mezza via 🙂

      • Sì, su questo sono d’accordo, infatti io sarei così come persona, con molte poche tare e pare, però, osservando mio figlio, non mi sembra di essere riuscita a trasmettergli più di tanto questo senso di leggerezza. Mah, vedremo in futuro… 🙂

  2. Concordo con Lorenzo.. è più bello leggere ognuno a casa sua… e un buon libro, la sera prima di addormentarmi, è per me quello che è il ciuccio per la tua dolcissima Marta… una meravigliosa coccola!

  3. Lorenzo ha ragione, leggere a casa propria è avere una banda di amici sempre accanto. Ma andare al Salone è un buon modo per incontrarli tutti, ma proprio tutti quanti e poi decidere.
    Già, perché decidere i propri libri, come gli amici, è una delle libertà che ancora possiamo avere.

    • verissimo, io comunque al salone ci sono pure andata a presentare il libro e mi sono divertita come una bambina (non come Lorenzo evidentemente)

      • lucia says:

        e infatti mi sa che ti ho vista domenica a passeggio per il salone con un bellissimo vestitino, mi sa che eri proprio tu 😉 alla presentazione non sono venuta perché l’avevo già sentita al circolo dei lettori e in quel momento ero ad un altro incontro. I tuoi bimbi mi fanno morire dal ridere 🙂 non so quando iniziamo a perdere quella leggerezza e iniziamo a vedere il mondo con occhi da grandi…

  4. Mi piacciono tanto i tuoi post su Marta e Lorenzo, mi piace vederli crescere. Vi immagino un po’. Mi spiace non aver scritto nulla io sui miei, da piccoli, perchè tanto si dimentica o si mescola se ne hai 3. Purtroppo. Tu non smettere, rileggerete alcuni post di questo blog e loro ti saranno grati per aver tenuto traccia di ciò che non possono ricordare. A ben pensare non sempre ti saranno grati, ma è il triste destino dei figli di mamme che raccontano di loro sui blog 😉 Bellissimo post e bellissimi loro.
    PS: ma come fai a non tenerteli nel lettone con te? Insegnami!

  5. Ari says:

    Bellissimo post come sempre. Io uguale a Marta: fino alla sera arrivo piccola…con mille fratture..pronta a rompermi…solo Cla mi tiene unita…

  6. Serena says:

    Io torno piccola ogni volta che gioco con il mio 4enne, lui mi insegna come si fa. Il mio letto per ora morde solo quando lui è dal suo babbo, nelle altre sere mi godo la sua dolce invadenza (mi dorme praticamente addosso!)

  7. Claudia says:

    Ringrazia Marta da parte mia, finalmente ho capito come mai ogni tanto esco dal letto con dei morsi addosso 🙂

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