Il cuore è un maledetto biscotto della fortuna cinese.

Ultimamente viaggio spesso in treno, è una cosa che mi piace: leggiucchio, sonnecchio, scribacchio, ché il vero lusso è concedermi l’ucchio, l’ecchio e soprattutto l’acchio che mi pare. Di solito prendo i Frecciarossa che hanno tutti i comfort tranne il buon vecchio optional di poter spiare nel riflesso del finestrino le gambe della vicina di fronte. I Frecciarossa però non arrivano nella piccola stazione del paese piemontese in cui mi sono trovata un sabato di due settimane fa, le Frecce snobbano le piccole stazioni piemontesi dove i bagni si chiamano ancora “ritirata”.

Di lì ci passano solo regionali così lenti che se decidessi di scendere e di improvvisare tu un trenino “eh meu amigo Charlie Brown” con i tuoi compagni di viaggio arriveresti prima. Comunque ero lì ad aspettare al binario deserto nel silenzio irreale del tardo pomeriggio, quando sono sbucati tre ragazzi ululanti, stereo e musica disco in spalla, chiassosi e spavaldi come solo a sedici anni. Hanno attraversato le rotaie di corsa sfidando ben due linee gialle e si sono messi a ballare a un metro da me. Impossibile non pensare a Footloose, impossibile non provare tenerezza per quell’atto sovversivo, per quella piccola rivolta alla linea gialla di un binario evidentemente morto da dieci anni.

Ho avuto la tentazione di parlargli, di fare qualche domanda, forse di rassicurarli. Siete già sopravvissuti alla prima ragazza che vi ha spezzato il cuore? Per quanto doloroso ci si deve passare, il cuore è come il maledetto biscotto della fortuna dei cinesi, lo devi spezzare se vuoi che ti dica qualcosa. Avete paura dei professori? Li immaginate mentre fanno la cacca prima delle interrogazioni? Con me funzionava, riportava tutto nella giusta prospettiva. Che poi più dei professori dovreste avere paura dei compagni che dicono di non aver studiato niente e poi sanno tutto. Ve li ritroverete davanti, in fila, per il resto della vita. Gli adulti vi fanno pena? Perché così dovrebbe essere. Soprattutto quelli che vi ridicolizzano e pensano di avere le risposte, stanno bluffando. Siamo tutti arrivati da troppo poco tempo per capirci qualcosa, al mondo ti abitui ma comprenderlo è un altro paio di maniche. Tra l’altro io non mi abituerò mai alla noia e alla mancanza di senso dell’umorismo, che forse sono sinonimi. State ascoltando della musica di merda, ve ne rendete conto, sì? Ok, non è grave, io aspettavo Festivalbar con ansia e ancora oggi mi piacerebbe infilare la parola “patron” in qualche discorso. Vi si accartoccia il cuore quando i vostri genitori vi chiedono se vi “spinellate”? Mia madre mi diceva proprio così “ti spinelli?” e mi veniva voglia di iniziare con le droghe pesanti piuttosto che sentirla.

Siete spaventati? Ne avete tutte le ragioni. Ora è il vostro turno di attraversare le righe gialle, fatelo con cautela ma, vi prego, scegliete un cazzo di binario in funzione, vi spetta di diritto.

footloose1984

Standard

35 thoughts on “Il cuore è un maledetto biscotto della fortuna cinese.

      • Zerocinque says:

        io tornerei ad una decina d’anni fa, quando avevo 25 anni. O anche a tutti i miei vent’anni, che sono stati il periodo più intenso. Alla mia adolescenza non so, si forse ci tornerei ma con la possibilità di cambiare il mio atteggiamento. Con l’opportunità di aggredire un po’ più la vita e superare più linee gialle (in senso metaforico eh 🙂 ).

  1. L’importante è non sapere. Che stai rischiando la vita in totale sicurezza.
    Magari lo intuisci ma fai lo gnorri, checché ne dica Socrate.

  2. Ragazza e’ un po’ di tempo che ti leggo un po piu’ malinconica, o sono io che con l’ arrivo del maledetto monsone vedo tutto piu’ triste?
    Vabbe’ comunque e’ sempre bello leggerti

  3. Recentemente per lavoro ho interagito con Patrizia Mirigliani, ho tastato la situazione e ti confermo che no, non si lascia chiamare patrona.
    Forse ora si direbbe “da un’idea di Vittorio Salvetti”, à la Stefano Accorsi.

  4. Anch’io aspettavo con ansia il Festivalbar, This is the rhythm of the night, che ho scoperto solo di recente non essere cantata dalla lungagnona con le treccine e le zeppone, pensa te. Meglio vivere nell’adolescente ignoranza 🙂
    Grazie per i tuoi pensieri

  5. Raffaella says:

    No, non tornerei all’adolescenza manco dietro lauto (lautissimo!) compenso!
    Però ci sono dentro con tutti i piedi causa namberuan e… beh vorrei che fosse un periodo lieve. O, almeno, da ricordare con sprazzi di luce.
    Quell’entusiasmone di Leopardi, del resto, non aveva scoperto l’acqua calda… quant’è bella giovinezza….
    (grazie Tesio, grazie anche da parte della malmostosa liceale)

  6. I miei neanche me lo chiedevano se ero “spinellato”, anzi, visto i discorsi che facevo quando tornavo a casa, credo che in fondo speravano che lo fossi. E comunque non avevano il tempo di fare domande, mi fiondavo in camera con la radio squash della Vidal a palla. Concluderei con un bel…patron.

  7. Un paio di settimane fa ho rotto uno di quei biscotti della fortuna,me l’avevano regalato, il messaggio dice : “L’inizio sarà lento ma dopo poco la ricchezza ti invaderà..”
    E chi ha fretta? chi si muove? sono tutto orecchi!

  8. speakermuto says:

    No, proprio per niente avrei pensato a Footloose, perché nel paesino del midwest, dove citare Mattatoio n.5 era una roba da comunisti, musica e ballo erano proibiti, mentre noi viviamo nella terra di Amici di Maria (non quella fumata), i gggiovani fanno quelli che gli pare e i poliziotti non possono dirgli A altrimenti passano pure un guaio.

    My 2 cents.

  9. Renato says:

    Finalmente graffi di nuovo!
    Era da un po’ che non lo facevi.
    Si vede che ti sei stufata, alla fine. 🙂

  10. Angela says:

    Che poi più dei professori dovreste avere paura dei compagni che dicono di non aver studiato niente e poi sanno tutto. Ve li ritroverete davanti, in fila, per il resto della vita.
    Non fu mai scritta veritá piú vera.
    Seguo da poco il tuo blog, mi piace moltissimo
    Angela

  11. Dovremmo raccoglierle le frasi irritanti delle nostre madri, giusto per provare a fare meglio. La mia spalancava, senza bussare, la porta di camera mia mentre provavo a studiare e seguiva un: “hai concluso qualcosa?” ottendendo come unico risultato che una volta richiusa la porta io chiudessi i libri. Adolescenza mai anche per me, meglio ora. E ho detto tanto. Anche se ora un po’ me lo ricorda la mia adolescenza. “Siamo tutti arrivati da troppo poco tempo per capirci qualcosa” sarà il mio primo tatuaggio. Bel post Enrica, davvero.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s