Quest’estate è ancora nostra.

La raccolta degli smeraldi sul bagnasciuga, la delusione di scoprire che sono solo pezzi di bottiglia levigati, la certezza che quelle bottiglie fossero piene di  messaggi e mappe di pirati. Le conchiglie nate già con un piccolo forellino, pronte per passarci un filo e farne collane. “Non entrare così sudato che ti prendi un accidente”. “Bevi piano che è freddo e ti viene una congestione”. “Niente acqua dopo il gelato”. Il Calippo che prima non esce. Poi si trasforma in razzo missile. Alla fine sporca la maglietta di sciroppo quando bevi il fondo. La testa sotto la fontanella dei giardini quando si gioca a calcio, la frustata di capelli bagnati per sentirsi come Mark Lenders. “Tempo” urlato e pipì dietro a un albero. Le lucciole, la loro magia che si spegne dentro a un bicchiere. Un granchietto, la voglia di acchiapparlo, la voglia di liberarlo. I bambini di campagna che suonano le foglie e raccolgono ortiche. I bambini di città che scappano di fronte alle ortiche in mano ai bambini di campagna. Le spighe di campo che si agganciano alle maglie e ti si arrampicano addosso. La sosta all’Autogrill, quello bello col ristorante, le lasagne e poi si riparte. “Vi arriva l’aria?” di chi guida, “tira giù di più, papà” ché l’aria non basta mai. Le boccacce alle macchina a fianco. La gatta che miagola tutto il tragitto e fa pipì di paura. Settembre non esiste, fino alla prima pubblicità di zaini e portapenne. Il libro delle vacanze sul tavolo della cucina, aperto sempre sulla stessa pagina. I grandi che giocano a calcetto, i piccoli che aspettano il proprio turno, occhi e mani a bordocampo.  “Hai rullato, non si rulla!”. Jerry Calà di Professione Vacanze. Il tabellone dei gelati: la coppa del nonno che piaceva effettivamente al nonno, la leggenda metropolitana dell’esistenza del mai pervenuto “Piedone”. Il legnetto del ghiacciolo come bandiera sui castelli di sabbia. La sdraio è per il popolo, il lettino è dei ricchi. Il fazzoletto in testa come una contadina. Le quattro ore di ordinanza tra il pranzo e il bagno. “Non alzare la sabbia!”. Il cuscino dalla parte fresca. Il mare svuotato a secchielli. Il mercatino improvvisato sul marciapiede della “Passeggiata” con i vecchi numeri di Topolino e qualche gioco ammaccato. Girare intorno, appesi a un lampione, mentre i genitori chiacchierano fuori dalla gelateria. “Chiudi che fa corrente”. Il golfino sulle spalle che la sera fa fresco. Una generazione sopravvissuta alla corrente e tutto l’amore in un golfino.

paola patrizi

GRAZIE A PAOLA PATRIZI PER L’ILLUSTRAZIONE CHE E’ UNA DELIZIA.

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49 thoughts on “Quest’estate è ancora nostra.

  1. Mi hai fatto tornare indietro di mille anni,i miei non avevano l’auto e si andava con gli zii..8 in macchina,i più piccoli sdraiati sulle gambe o sul pavimento,frittata di maccheroni e canzoni di Baglioni a squarciagola..che nostalgia,che tristezza oggi..

  2. barbara says:

    Che nostalgia….anzi…e’ proprio malinconia!!!! Ricordi seppelliti che ogni tanto riaffiorano e ti fanno fare una capriola al cuore, strappano un sorriso e scivolare una lacrima……grazie

  3. Pingback: Top of the post: 29 giugno 2015 - Le Birbamamme

  4. Ninphe says:

    Madonna mi hai fatto ricordare le estati in Puglia coi nonni (i miei genitori arrivavano poi più tardi) 🙂

    Ah e il Piedone esiste 😀 L’ho mangiato…MEH!

  5. barbara71 says:

    Lo zio Milio (Emilio) e la zia Bruna portavano me e mia cigina al mare….non mancava mai l’uovo sodo, il budino di cioccolato e la Tassoni (e mia cugina non me ne dava neanche un sorso!). Ti sto scrivendo con le lacrime agli occhi..i miei figli ora hanno l’età che aveamo noi…peccato che la Bruna e Milio non ci siano più….

  6. alessiawhatelse says:

    Piedone è tornato! Lo rilanciano come novità, adesso! Mio figlio lo ha mangiato ieri in piscina, è dell’algida.

  7. Raffaella says:

    noi quassù si urlava ‘bando’ per avere il tempo di andare a fare la pipì, si giocava a nascondino con i grandi con la paura di esser dimenticati per tutta la sera, si prendeva il ghiacciolo alla menta sul pontile. Il liuk e’ sempre nel mio congelatore.

  8. Non solo il Piedone esisteva, ma c’era pure la Pantera Rosa col naso di cicles che secondo me era sua parente stretta. Io ovviamente da figlia del trash ne ho mangiati a chili. Li ho ancora tutti sul culo.

  9. alessiawhatelse says:

    Spiaggia ligure. non so perché capitavo sempre con olandesi/tedeschi/inglesi.
    Per loro non vale la regola delle 3 ore dopo il pasto.
    Quindi io ero paonazza, immersa sino all’inguine (sì, quello era il limite per scongiurare la fatidica congestione di ferragosto!) mentre loro sguazzavano felici…

  10. Descrizione perfetta, che tuffo nel passato! Quaggiù ora è inverno e mi fa molto strano sentire le scuole che finiscono, mamme e bimbi che partono per 3 lunghi mesi. Le mie figlie vivranno un’estate diversa perché quest’anno torneremo in Italia per Natale, poi si vedrà…

  11. Bellissimo! Io ero di quelle bimbe graziate che potevano fare il bagno anche appena mangiato, in vacanza con i nonni, però, mi toccava “il risposino” con la consueta fuga fuori dalla finestra. E poi serate in bici e ferite che non guarivano mai.

  12. L’ho letto tutto d’un fiato!
    E mi piace ricordare quelle cose, il caldo dei pomeriggio ahimè passati a casa col Lemonissimo e il Fior di Fragola; quell’odioso libro delle vacanze che mi riducevo il 3 settembre; i rumori dei viaggi in macchina, la bottiglia di plastica con l’acqua dentro ormai diventata brodino caldo.

    E comunque…già adesso fanno la pubblicità degli zaini…cioè, neanche è finita la scuola stiamo gggià a pensà all’anno prossimo?
    Comunque…io ero più New Team!
    Lav

  13. mammaalcubo says:

    I miei figli ci giocano ancora con le spighe che si arrampicano 🙂 e mangiano Piedoni come se non ci fosse un domani (ma l’hai provato il Ditone? Buonissimo!)

  14. Lorena La Spettinata says:

    Confermo il Piedone c’era ed era come mangiare una Big Babol fredda …..ma vogliamo parlare del Cremino che si scioglieva all’istante e ti impiastriccavi di cioccolata o l’ultimo pezzo del “BIF” (ghiacciolo) che cadeva regolarmente nella sabbia !!!!

  15. Bellissimi ricordi…noi avevamo la Tipo! gran macchina, una roccia ed è capitato che eravamo in 6 + valigie! vacanze spensierate…Ha ragione Barbara, sono ricordi che strappano un sorriso e scivolare una lacrima o anche due… 🙂

  16. ah che ricordi. chiudo hli occhi e vedo la mia costa salentina incontaminata degli anni 80 quando il Salento non era di moda come adesso.
    Si poteva parcheggiare sul litorale senza pagare!!! e la spiaggia era tutta liber per km.
    Sul calippo sono morto. Ghiacciolo infernale.

  17. …e le zanzare? Dove le mettiamo? Eh?
    Gli zampironi che fan scappare tutti tranne loro, l’autan spalmato o spruzzato ovunque tanto troveranno sempre un angolino da ciucciare, il corrispettivo naturale dell’autan: la citronella, che funzionerebbe meglio come gusto per i ghiaccioli, le nottate accendi-spegni alla caccia del sibilo ronzante che a luce spenta ti penetra il timpano, a luce accesa scompare, la profonda goduria quando la becchi, i cadaveri spiaccicati sui muri bianchi della casa (tanto è affittata!), i gerani sul balcone per allontanarle, intanto loro nella pauta dei sottovasi ci fanno l’acqua park, ed infine nulla era risolutivo quanto…la croce con le unghie sul ponfone! 🙂

  18. Angela. says:

    Mi hai fatto piangere. Ti seguo da un po’, la tua intelligenza, il tuo umorismo, l’acume, la tenerezza che sprizza da tutti i pori anche quando devi dire qualcosa di più spinto (“Papà è fotte, la mamma no” No, Lorenzo, la mamma non fotte, non ti ci mettere anche tu” 😀 ) sono disarmanti, hai un vero dono. Ti voglio bene, baci.

  19. Le corse in bicicletta in strada fino a sera perché tanto le macchine non passano.
    Giocare a impastare la farina facendo una montagna di sabbia asciutta e mettendo l’uovo di sabbia bagnata in mezzo.
    La doccia prima di salire in casa per levare il sale, con l’acqua che cadeva dall’alto e noi a frignare ‘ché non ci eravamo abituati.
    Fare “il mercato” in giardino mettendo in una fila ordinata verdure, erbacce e pigne.
    Mangiare il cono la sera “non farlo cadere che non ne avrai un altro” – e puntualmente il cono si rompe e cade per terra.
    Il Twister e tutti i gelati che erano dietro la copertina del Topolino (come si chiamava quello con la scimmietta?).
    Correre davanti all’albergo in montagna con i due pupazzi preferiti che seguivano imperturbabili ogni viaggio, farli cadere accidentalmente nel ruscello e rincorrerli al ritmo della corrente.
    Piangere dalla disperazione il giorno del ritorno, con papà arrabbiato per l’irrazionalità della cosa… e non aver ancora imparato del tutto a vincere quella tristezza della fine delle vacanze, dei sogni e di un mondo parallelo che prima o poi finisce – ma è giusto così.

    PS: complimenti per pensieri, post e blog 😉

  20. Pingback: Quest’estate è ancora nostra | Pensieri strani...eri

  21. Quante cose di quelle estati! Le ho viste e fatte quasi tutte! Ed ora…ho ancora una marea di golfini…che tanto co’ sto caldo neppure alla sera c’è più il fresco! 😄

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