l’amore è un posto di fantasia.

Stanno vicini, l’estate è finita, fanno finta di non accorgersene. Lei porta un po’ di mare in un bicchiere e lo versa nel secchiello. Mentre il secchiello si riempie spiega a lui: “sono fatine dell’acqua, le potto qui, tu fai la guaddia”. Lui fa no con la testa, come se volesse smentirla, prenderla in giro, c’è solo acqua e sale in quel secchiello e ribatte con tono saccente: “Ma no, non puoi lasciarle al sole, non lo vedi che perdono la magia!”. Segue un’articolata disquisizione sull’habitat delle fatine d’acqua, che certo non possono vivere a lungo in cattività. Serviranno a curarmi un piccolo taglietto sul piede e poi ritorneranno al mare.
Io non credo che Lorenzo veda le fatine di Marta, lo capisco da come mi sorride, eppure accetta di entrare nel mondo della sorella senza portare scompiglio. Si seguono per un po’ in questo racconto  strampalato a due voci, ne aggiungono dei pezzi, si correggono, prima guida uno, poi l’altro, sono qui accanto a me ma lontani, in un posto loro. Penso che fantasticare insieme sia la forma d’amore che preferisco, quella più alta. Nulla di speciale in realtà: due amici che progettano un viaggio che magari non faranno mai, due amanti che sfidano il mondo fermando il tempo coi loro corpi e poi si dicono che come loro nessuno, uno scrittore e un lettore che si incontrano in un libro.
C’è stato un tempo in cui ho creduto che l’amore avesse bisogno di una tensione, sempre e comunque. Ora tiro io, ma tu non mollare! Una corda che si sposta da una parte, a volte dall’altra, ma guai a lasciare, quello è il segreto, ci si spezza piuttosto. Ora no, non lo penso più. Ora credo che l’amore sia darsi corda (non troppo, il giusto) e saltarci dentro insieme. Non so se questo c’entri con le fatine dell’acqua, ma comunque la ferita sul piede poi è guarita.
Foto di susanita.it (unica artista capace di fotografare le fatine d’acqua).
faatine
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13 thoughts on “l’amore è un posto di fantasia.

  1. Grazie, davvero…non so se anche qui c’entrino qualcosa le fatine d’acqua o piuttosto quel luogo fantastico in cui si incontrano scrittrice e lettrice, fatto sta che leggerti é sempre “favoloso”!!!

  2. Non lo so. Si, sarebbe magnifico ma spesso la corda la porta solo uno dei due e a giocarsi insieme non sempre ci si riesce o viene bene. Uno dei due sarà sempre quello che gioca meglio a saltarci dentro e l’altro/a avrà voglia di stare lì e godersi lo spettacolo.

  3. Che poi, no, credo che darsi corda, tirarsi la corda….l’importante è che ci sia una corda (sì lo so, sembra un cruciverba “difficilitato” del Bartezzaghi, ma ha una sua logica…credo). Comunque…io devo ancora metabolizzare il trauma della fatina dei denti. Cavolo, ci credevo davvero. Per fortuna mi è rimasto Babbo Natale a consolarmi.. Ah, sì, ho costretto a comprare il tuo libro tutti i miei parenti. Fino al quinto grado di parentela.

  4. Hai ragione, l’importante è che ci sia una corda… sottile, di cotone, di lino, di canapa… l’importante che ci sia e non sia ferma; sempre in movimento… per non perdere il ritmo, perché saltarci dentro è la cosa difficile, quando poi prendi il ritmo, it’s easy to play…
    Grazie.

  5. ilprostituto1980 says:

    La fantasia è un po’ come l’amore. Qualcosa che ti viene da dentro e non capisci come è arrivata a testa e cuore. Non la puoi spiegare la fantasia.
    È interessante l’amore-corda, armonia invece che tensione.
    Il dubbio viene sulla possibilità di trovare qualcuno che sappia saltare dentro insieme.

  6. Serena says:

    Il fantasticare più autentico del mondo è quello dei bambini, e splendido è quello dei fratelli. I tuoi due bimbi hanno un gran tesoro tra le mani: loro stessi l’uno per l’altra. Il fantasticare adulto, per quanto meraviglioso, spesso è pervaso dalla razionalità, malefica megera che scombina sempre i piani e fa sospirare di delusione. Ma non smettiamo mai di farlo, che la fantasia è il polmone della vita e dentro ci sta di tutto, comprese le splendide fatine d’acqua.

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