L’analisi logica della felicità.

Da bambina mi piaceva frugare nella terra. Non ho mai avuto il pollice verde, mai, le piante mi sono sempre morte tutte, tranne un povero limone comatoso nel mio terrazzo. Dicono che prima di occuparsi di un’altra persona, sia necessario far sopravvivere una pianta, poi un animale domestico, poi si passa agli umani. Io ho bollito un pesce rosso per sbaglio cambiandogli l’acqua rovente, l’ho inzuppato manco fosse una bustina di Twinings. Ho sterminato foreste di ficus e mandato in depressione tronchetti della felicità. Poi sono passata agli uomini e alla fine ai bambini, con loro mi è andata meglio. Però da piccola mi piaceva frugare nella terra davanti alla cascina scalcinata della mia famiglia, più che una botanica ero un’archeologa.

Una mattina ritrovai una moneta sepolta, la lucidai, mi sembrava un miracolo. I giorni successivi andai di nuovo sul luogo dello scavo e scoprii una seconda moneta, questa volta i segni del tempo erano minimi, era sporca sì, ma molto meno vissuta e levigata. Ci furono un terzo e un quarto giorno e una terza e una quarta moneta. E poi una sera, alla finestra, beccai mio nonno che interrava spicci, esattamente all’altezza del mio giacimento. Mi truffava. Perché quella, ai miei occhi, era una truffa bella e buona. Io volevo la meraviglia della prima monetina, le altre fasulle se le poteva tenere. Mi è stato chiaro fin da subito che le cose facili non fanno per me, a me la fortuna piace faticarmela.

Con Lorenzo siamo entrati nella fase che precede il “ti vuoi mettere con me? sì no forse”. Pare sia ambito dalle bimbe della sua classe, pare che la cosa lo lasci tiepido e che non sappia cosa significhi ambito. L’altra giorno mi ha annunciato che la piccola A. era fidanzata di lui, l’ho corretto che no, si dice “con”, non “di”. Allora ha riformulato la frase e mi ha spiegato che A. era proprio innamorata con lui. E niente, l’ho ricorretto, “di”, non “con”. Mi è sembrato confuso. L’amore sfugge all’analisi logica, è un dato di fatto. Però come sarebbe bello se il verbo innamorarsi reggesse il “con”, prevedesse solo sincronia e contemporaneità. Troppo facile? Troppo facile. Vuoi mettere l’incertezza di quando una persona ti centra in pieno, all’improvviso e resti così, stordito, tra la vita e l’amore. Vuoi mettere guardarsi dopo e dirsi “che culo, poteva non succedere quel “con”, e invece…”. Ma come spiegarlo (non ora, tra qualche anno) alla piccola A. che la mattina aspetta Lorenzo agli armadietti e poi saluta anche me dalla finestra? Farai fatica, ti sporcherai le mani, ma alla fine il tuo soldo di felicità lo troverai e che sia autentico non ci sarà dubbio.

Comunque Anche Marta si è molto appassionata a Zeno, mi dicono che lui le chieda di mangiare le caccole, ma lei per ora si nega.

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foto di Valentina Fontanella. http://www.susanita.it

 

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26 thoughts on “L’analisi logica della felicità.

  1. Già… se l’amore prevedesse sincronia e contemporaneità non ci sarebbero tutti questi problemi nei rapporti umani.
    Purtroppo l’asincronia ci distrugge. Come un bacio o un abbraccio arrivati troppo tardi. Come delle scuse… forse mai arrivate 🙂

  2. Povero pesciolino rosso! Comunque anche io adoravo frugare nella terra… che ricordi.. ho vissuto 23 anni in aperta campagna, avevo un bel giardino… ahhh la terra, la terra…

  3. In effetti in inglese si dice “Fall in love WITH someone” (qualcuno sopra mi ha preceduto).

    Mio figlio (ora 13enne) non ha mai avuto morosette, forse una all’asilo che lo voleva baciare in continuazione sulle labbra ma lui scappava.
    Quest’estate ero in compagnia di mio figlio e l’abbiamo casualmente incontrata per strada, non la vedevamo da anni. Talmente bella che mio figlio è rimasto secco.

  4. El_Gae says:

    anche i miei due gemelli pare che a scuola le bimbe se li litighino. Le altre mamme aggiungono benzina al fuoco. Io non so che dire; a scuola non sono mai stato ambito, ero schivato e di conseguenza schivo. Quando saranno nella fase del dolore=amore non sarò in grado di aiutarli neppure con l’esperienza. Forse, a conti fatti, è meglio se si mangiano le caccole, quello almeno lo saprei fare.

  5. anna says:

    A 3 anni marco era innamorato di me, a 4 di Cristina, sua compagna di asilo e per consolarmi , mi prometteva che avrebbero avuto una casa con un cortile tanto grande da contenere una giostra ed io, su quella giostra, avrei potuto fare tutti i giri che volevo. Ora di anni ne ha 26 è innamorato di Sofia e di giostre non mi parla più. C’EST LA VIE!

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