situazione sentimentale: mi lusso la spalla chiudendomi da sola le cerniere dei vestiti.

L’amore è banale, sarà per quello che i bambini non ne parlano mai, almeno fino ai bigliettini ti vuoi mettere con me? Sì o No. O la va o la spacca. Poi qualche genio aggiunge la casella Forse. La maledetta casella Forse, croce e delizia di tutte le nostre esistenze, origine di notti insonni e occhi gonfi, colei che incasina le regole del gioco. Perché abbiamo avuto tutti la nostra dose di forse e siamo stati tutti l’amore forsennato di qualcuno.

Peggio della casella forse, c’è solo la casella Altro. Cosa siamo fidanzati? Amici? No. Noi siamo Altro. E di nuovo notti insonni e occhi gonfi nel tentativo di credere che quell’altro sia sinonimo di speciale, unico, fuori dagli schemi e non la spietata sintesi di “sto con te in attesa di… altro”.

Comunque le notti più insonni e gli occhi più gonfi li conservi tutti per il mi ami ancora? Sì, No. Altra. Ecco la casella Altra fa proprio male, ma capita. Capita che tu te ne torni a casa stanchissima e ti sfili il reggiseno dalle maniche della maglia, slabbrando le spalline e incaprettandoti ogni volta, mentre lui è in una camera d’albergo a mangiare biancheria commestibile indossata dall’Altra. Capita, immagino, e soprattutto capita anche a ruoli invertiti.

Non è questione di maschi o femmine, di buoni o cattivi, sono fermamente convinta che la tiritera delle donne dolcemente complicate e degli uomini semplicemente stronzi sia la vera grande bufala del nostro tempo. Donne e uomini, a un certo punto della relazione non si accontentano più delle carte che hanno, non si sentono più fortunati della mano che gli è capitata in sorte, e vanno a “vedere”.

Sono stata accoppiata per un buon ottanta per cento della mia vita da adulta, l’altro venti lo riassumerei in “situazione sentimentale: mi lusso la spalla chiudendomi da sola le cerniere dei vestiti”. Tutti gli uomini che mi hanno accompagnata, continuano in qualche forma a volermi bene. Deve essere una mia peculiarità quella di venire rivalutata postuma, tipo i poeti e i pittori impressionisti. Tipo che avevano per le mani un Monet dell’amore e se lo sono lasciato sfuggire. Io, da buona nostalgica, tendo alla gratitudine, ho avuto fortuna, alcuni mi hanno amata così bene da convincermi di meritarlo. E dire che sono difficile da convincere. Amo le chiacchiere da vecchi amanti, quando ti incontri dopo anni e hai paura di chiedere come sta la nonna tanto simpatica o il gatto preso insieme, che magari non ci sono più.

Le chiacchiere tra vecchi amanti dopo anni sono fuori discussione con il padre dei miei figli. Aver avuto due bambini ci ha trasformato in parenti, strettissimi. Non c’è una casella per noi, al momento. Ci siamo fatti diversi danni, ma ci siamo dati anche la cura, che sono Marta e Lorenzo. Mi piace vederla così. Alle medie (ok, anche dopo) quando mi piaceva un ragazzino prendevo un foglio e provavo a scrivere il mio nome accanto al suo cognome. Strano, dato che non ho mai desiderato sposarmi, ma quelle due parti vicine, i nostri nomi uniti in una cosa sola, mi emozionavano. Se guardo Marta e Lorenzo vedo fusi insieme non i nostri nomi, ma i nostri geni, i miei occhi, i suoi piedi, le mie mani, il suo naso… montati su altri due individui. Il pensiero mi emoziona ogni volta, sono sentimentale, lo so. Ma qualcosa mi dice che sarà sempre la mia condanna e la mia salvezza.

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Foto di Valentina Fontanella: http://www.susanita.it

 

 

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19 thoughts on “situazione sentimentale: mi lusso la spalla chiudendomi da sola le cerniere dei vestiti.

  1. Reblogged this on Amore Platonico and commented:
    Vorrei saper scrivere d’amore così anche io. Vorrei sapervi raccontare di come, ogni volta, pronunci il mio nome seguito dal cognome del ragazzo con cui esco e di come il suono, in realtà, non mi sia mai piaciuto.
    Però c’è lei e ogni volta è un tuffo al cuore.

  2. mi piace!
    Credo che un po’ tutte hanno fatto il gioco di scrivere il cognome del ragazzo che ci piace vicino al nome…e io ho sempre pensato che il mio cognome fosse quello che ci stava meglio, e poi un po’ per caso ho conosciuto un uomo meraviglioso che ho sposato e il suo cognome era perfetto vicino al mio…non più bello ma identico al mio, ebbene si abbiamo lo stesso cognome 🙂

  3. Capisco perfettamente quello che scrivi,situazioni vissute e che vivo attualmente. E mi ritrovo a chiedermi dove ho sbagliato, perché, cosa ho fatto di male..amo e perdo..sta diventando una maledetta costanza.

  4. Forse due persone sono fatte solo per stare ad una certa distanza. Ci si vuole bene, o qualcosa del genere, ma altro non funziona… o forse non funziona per sempre.
    Spero anche io di trovare la cura nei miei bimbi

  5. A quanto pare e io dico finalmente, un.post che ha messo da parte l acidità del nome del blog per lasciare respiro alla dolcezza all amore e alle belle sensazioni. Evviva 🙌 i figli e gli affetti. L amore arriva e non sempre t incula 😉!!!

    • In realtà il titolo è sempre stato provocatorio… io sono fermamente convinta che l’amore non venga per nuocere. A me sembra di avere questo tono dall’inizio del blog, ma è probabile che sia solo una mia intenzione non tradotta nelle parole scritte

      • anna says:

        Ma no dai Enrica era logica e palese la provocazione del titolo. Pezzi cm questo ne ho letti parecchi nel tuo blog. E mi emoziono e mi rivedo parecchio. Grazie. Anna

  6. “Io, da buona nostalgica, tendo alla gratitudine, ho avuto fortuna, alcuni mi hanno amata così bene da convincermi di meritarlo”.
    Mi hai aperto gli occhi.
    Io sono stata amata “benissimo”, nel mio passato (e anche nel presente, ma questo è un altro capitolo). I miei ex, li augurerei a tutte…
    Ma – accidenti, lo capisco solo ora – ero assolutamente convinta di meritarlo. Che presuntuosa.
    Forse..

  7. Sei sempre emozionante e riesci a toccare corde che – giuro – finiscono sempre col farmi commuovere.
    Io sono la casella forse fatta donna. Quella che c’è fino a che non arriva altro e viene cercata e ricercata dagli ex come l’amica che non vogliono perdere. E non so se questo sia essere amati bene. Io aspetterei un sì al posto di quel maledetto forse e di tanti aspiranti amici.

  8. Io ti adoro, semplicemente ti adoro.
    Adoro la tua ironia, il tuo sarcasmo; a volte piango leggendoti, a volte rido rumorosamente.
    Vorrei avere la tua lucidità , visto che non so’ che fine abbia fatto la mia in questa fase della mia vita.
    Michela

  9. LaStedaBo says:

    Se stessi in un abitino con cerniera, io l’avrei anche chi me la tirerebbe su. Uhh ci siamo passati anche noi per i grandi forse di una convivenza, attraversando anche a il “mai più” quando, ferita nel profondo più fondo, volli mettere il saldo 0 al mastro dell’amore, io ragioniera, senza considerare quale altro pesante carico di dolore comportasse anche per me, che sul libro contabile del sentimento avevo saldato il debito…
    Abbiamo tenuto botta proprio per quei cromosomi cosi evidenti sulle loro guanciotte, nei loro occhioni, siamo passati da un po di letti d’ospedale che hanno rimesso in bolla tutto quanto al grido di “‘quando mi sono ripreso ho capito di essere completamente nelle tue mani”…
    …in culo ai forse e ai mai più!

    Té tu Enrica sei brava.

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