Sogni particolari e altre generalità.

Da piccola c’erano due cose che mi facevano veramente impressione: i grandi che baciavano in bocca i figli e i ragazzini che chiamavano per nome i genitori. Soprattutto la seconda pratica mi pareva una specie di bestemmia, tolleravo i vari mamy e papy, ma il nome di battesimo mi suonava così male, così strano. Oggi mi turbano anche gli adulti che, parlando del proprio bambino, abusano del possessivo “mio”. Mio figlio è bravo a calcio, mio figlio non mangia le verdure e magari lui è proprio lì, ad ascoltare. In generale credo che i figli dovrebbero chiamare i genitori papà e mamma, per ribadire il loro ruolo, per chiarire che non sono amici, coetanei o coinquilini, per ricordare che “sei papà, sei mamma, sei quello grande”. D’altra parte i figli è bene chiamarli per nome, riconoscendoli come individui, calibrando gli aggettivi possessivi. Un po’ meno mio, un po’ più tu, con la tua identità. Che l’identità è una cosa delicata, abbiamo anche una carta con noi che ci dovrebbe definire. Io devo rifare la mia, è scaduta, non avendo la patente è necessario che mi affretti, non ho un piano b per dire chi sono.

Mi chiederanno se ho marito, se ho cambiato colore dei capelli, se sono cresciuta in altezza. Ma dei miei figli nemmeno una parola. Eppure gli occhi si appannano, i capelli si perdono, i lavori pure, sui centimetri puoi barare, i matrimoni vanno e vengono. Ma se sei madre o padre è per sempre, fino all’ultimo rinnovo. Tra le generalità sostituirei anche i segni con i sogni particolari, quelli ricorrenti, strani, per far ridere i Carabinieri e gli impiegati annoiati dell’anagrafe. Io per esempio sogno spesso di avere una coda prensile che mi aiuta a reggermi sul tram, così posso leggere a mani libere. Valgono anche i sogni ad occhi aperti, ma il chiringuito sulla spiaggia no, quello non è particolare, per ogni milanese che sogna un chiringuito, mi sa che c’è un “chiringuero” che sogna di aprire un chiosco di madunine in piazza Duomo. Per la foto, stavolta, voglio quella dove sorridevo e non guardavo.

Tra i documenti da infilare dentro al portafoglio ci metto anche una lettera di referenze scritta da un ex, un po’ come si fa con il curriculum per un nuovo lavoro. Poche righe, ma sincere, una piccola raccomandazione al netto dell’amore che fu. E poi, un testamento di cose inutili, che non si sa mai, dove dico a chi lascio le agende vuote (ogni anno le compro, ci scrivo il mio nome e poi le abbandono), la collezione di bollette scadute, i disegni al telefono fatti sovrappensiero. La burocrazia, pensandoci bene, ha una sua poesia.

Il Carabiniere romantico e miss Coda Prensile sono di Ilaria Urbinati.

12473520_10208110092008636_3628753261832695650_o.jpg

 

Advertisements
Standard

17 thoughts on “Sogni particolari e altre generalità.

  1. Anch’io non gradisco sentir chiamare i genitori con i nomi di battesimo, ma conosco famiglie (anche parenti stretti) dove questo accade. A me non piace, allo stesso modo in cui non mi piace che gli studenti dicano “ciao prof” quando secondo me per rispetto bisognerebbe sempre dire “buongiorno signor/a professore/ssa”.
    Ma forse sono io ad essere vecchio.
    Per quanto riguarda i “sogni particolari” è meglio non dirli, dati che noi maschietti abbiamo spesso una sola idea fissa in testa.

  2. LaStedaBo says:

    Io odio chi parlando con me di terze persone che non conosco le chiama coi nomignoli “ninni mi ha detto” ma Ninni Chi ?. Cavolo ma sta parlando dell’assessore!
    C’é quella sensazione di piccolo provincialismo, di chi deve dimostrare confidenza con la crème de la crème in town.
    E poi ci sono io e la mia metà, che dopo vent’anni insieme, due figli e senza una carta ufficiale chiamo del tutto abusivamente ” marito”.
    Perché va bene tutto, ma compagno no e poi no

  3. Marianna says:

    A me fanno impressione i mariti (o compagni che dir si voglia) che chiamano la moglie “mamma”.
    Ma forse è tutta questione di abitudine. I miei non lo hanno mai fatto. E neanche si abbandonavano a grosse effusioni davanti a noi, altra cosa che mi avrebbe fatto senso. Perché sì lo sappiamo tutti che papà e mamma non ci hanno concepito per corrispondenza, ma preferiamo non immaginarci troppo la scena. O no?
    Eh sì anche a me fa schifo “compagno” per definire il facente funzione marito. Compagno mi evoca nell’ordine: banco, partito, merende…
    Marianna

  4. “Mia” figlia, mi ha sempre chiamata per nome di battesimo. Io l’ho sempre chiamata “NA”, Non ricordo da dove è venuto fuori questo nomignolo, solo io la chiamo così. (si chiama Giulia) Non so se sia giusto o sbagliato, ma fa parte del nostro rapporto, che dura splendidamente da 25 anni, la madre può dire che è ottimo, la figlia non so, bisognerebbe chiederlo a lei.

  5. Ho sempre fatto attenzione anch’io a questi piccoli particolari e.. Fanno strano anche a me!!!

    Comunque sei un genio della scrittura, mi piace, continua così!
    Buona serata 🙂

  6. Le due cose che ti facevano impressione da piccola a me ancora adesso da grande. Ho un’amica la cui figlia adolescente a volte la chiama per nome e lei si arrabbia e reclama il suo mamma, d’altra parte mia cugina se l’e’ sempre tirata un sacco sul fatto che i figli la chiamassero per nome. Sara’ un caso ma adoro la mia amica e con mia cugina non ci sono mai andata d’accordo.
    Come sempre hai scritto un post geniale e mi rassicura tanto il fatto che qualcuno la pensi come me anche se ho notato che quando in Italia le persone sottolinenao una mancanza di rispetto o di educazione, subito aggiungono che forse stanno invecchiando. Quando vivevo a Londra mi sono riconciliata con il mondo dei valori universali che giovani o meno giovani che si sia, sono sempre ben chiari e quasi immutabili.

  7. Sara says:

    Penso che non ci siano regole .mi fa ridere invece la carta d’identità di mio figlio dove allo stato civile hanno scritto libero e come professione infante..

  8. ti seguo da qualche mese e non mi sono ancora fatta un giro serio sul tuo blog, ma questo è sicuramente il tuo più bel post tra quelli che ho letto (ed anche uno star i più belli che ho letto in generale)

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s