Pensieri di salvezza (chiudi la finestra e torna a dormire).

Una volta ho letto un’intervista a un attore o forse era un’attrice, onestamente ci penso da un po’ ma non ricordo chi fosse. Parlava di solitudine e tristezza, quella tristezza disperata che ti porta ad aver voglia di buttare via tutto. Diceva che una sera in hotel, un hotel di lusso per signore con tutte stelle nella vita, aveva visto la finestra aperta e ne aveva sentito il richiamo. Questa persona di cui non ricordo il nome si era dovuta alzare e aveva dovuto spostare un armadio davanti alla finestra, per tapparle la bocca. Dopo quel trasloco si era sentita più serena ed era tornata a dormire.

Probabilmente tutti noi abbiamo le nostre sere no, che non significa desiderare di morire, ma piuttosto aver voglia di buttare via tutto. Allora tocca fare il trasloco mentale per tappare la bocca alla finestra che ci portiamo dietro. Si inizia con le cose che rendono la vita piacevole, eviterei i libri o le canzoni tristi, finiscono per creare dei gradini con cui è solo più facile affacciarsi e guardar giù. Eviterei anche la televisione che se per caso si accende nel trasloco è peggio. Funzionano bene i progetti per il futuro e i ricordi felici, per fare volume.

Il letto di quella volta che avete fatto l’amore nel dormiveglia, di notte, col temporale; il tavolo della cucina dove facevi i compiti con l’odore del soffritto. Cose semplici. Per me funzionano bene tutti i sassi fatti ruzzolare per strada con i miei figli in silenzio. È un gioco che amo, cammino e do un calcio alla pietra lungo il marciapiede, Marta o Lorenzo la rilanciano un po’ storta ma recuperabile e andiamo avanti così, attraverso incroci, superando vecchietti lenti, evitando le buche, raccogliere la pietra o la castagna matta con le mani non è un’opzione. Facciamo dei buffi versi di sforzo, che è come ascoltare una partita di tennis senza telecronaca, ridacchiamo anche. Alla fine la pallina raffazzonata cade in un tombino. Buca! Ed è l’ora di trovarne un’altra, sufficientemente sferica. Le pietre, tutte insieme, la mia finestra la oscurano.

E poi, se sei fortunato, c’è il pensiero di qualcuno, di una madre di un amico di un fratello di un padre di un figlio di uno spirito santo di un amore che non è ancora arrivato ma che arriverà. Il pensiero entra, chiude la finestra, abbassa la tapparella e ti sussurra: “sei salvo”. Essere quel pensiero per qualcuno, non è che ci siano tante cose che danno più senso alla vita.

Foto: Susanita13087731_10154235325261392_1086663360437673795_n.jpg

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18 thoughts on “Pensieri di salvezza (chiudi la finestra e torna a dormire).

  1. Per ricordarmi di evocare un pensiero tappa-finestra io ho fatto un tatuaggio sull’avambraccio destro:
    “Expecto Patronum”
    I babbani non possono capire.
    Detto questo, che post meraviglioso, pieno di poesia e verità.
    Grazie.

    • cavallogolooso says:

      pensavo di smettere di piangere un po’ dopo aver finito il testo.
      poi arrivi tu con il patronus e devo piangere di nuovo?
      Il patronus è esattamente questo. E faccio tanta, tantissima fatica ad evocarlo.

  2. michelarosa says:

    Scusa è ma il colpo di grazia della foto di susanita, tristezza malinconia ipocondriaco..,..io sto sulla veranda con quattro archi spalancati sulla valle a 700 mt sul mare…,.aspetto un post pieno di giubilo, me lo devi.
    L armadio in Narnia e l utero materno. Per le donne ci vorrebbe un bell attaccapanni.

  3. si percepiscono una sconsolatezza irrimediabile…
    ma questa è una delle tante facce della vita, che sia giusta ed abbia un senso, francamente ancora non l’ho capito

  4. Cate says:

    Buum, colpita e affondata. Oggi ho la lacrima facile, ma la verità è che hai scritto una cosa che mi tocca profondamente.
    Il post è bellissimo, brava.

  5. cavallogolooso says:

    Spero che tu non sia mai stata davvero in quella condizione. Perché quando sei in quella condizione *davvero* sai che quella persona puoi e devi essere tu. Ma benedetto chi aiuta eh.
    Comunque vaffanculo perché mi hai fatto di nuovo piangere PRRRRRRrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

  6. bisognerebbe non essere quel pensiero per nessuno, bisognerebbe che ognuno riuscisse a chiudere da sè la sua finestra, bisognerebbe semplicemente che che la si chiudesse insieme, eventualmente; essere quel pensiero per qualcuno significa vivere con l’ansia di non averla chiusa bene, non è un bel vivere

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