Bambino anni Ottanta vs Bambino Moderno.

Il cinema.

Oggi. Esce il nuovo film della Disney e le mamme della chat si scatenano: “è adatto al mio bimbo di otto anni? No, perché Paolo è tanto sensibile, piange ogni volta che muoiono i pidocchi della pubblicità anti-pediculosi”.

Ieri. Il bambino anni Ottanta ha visto sprofondare il cavallo di Atreiu nelle paludi della tristezza. E ho detto tutto.

Oggi. Prima del film i genitori comprano pop corn e bevande varie e si dotano dell’alzatina per far godere il film al figlio. Nel caso l’alzatina non sia sufficiente decapitano gli astanti.

Ieri. Non mi è chiarissimo perché ma al cinema si entrava più o meno sempre a film iniziato e poi si aspettava lo spettacolo successivo per vederne l’inizio. Ci si sedeva sul cappotto di papà arrotolato sotto le chiappe con le chiavi di casa nella tasca che ti si conficcavano in una coscia.

Le minacce.

Ieri. “Marco conto fino a tre e poi vedi. Marco 1, Marco 2, Marco 3. Aggiudicato a Marco una scarica di legnate!”.

Oggi. “Marco conto fino a 3 e poi vediamo se 4 5 o 6 sono ancora lì dove immaginavamo che non si sa mai, ‘sti numeri burloni fanno certi scherzi…”.

Il medico.

Ieri. C’era il pediatra. Il mio fumava il sigaro mentre mi visitava, non scherzo. Il pediatra anni Ottanta aveva un solo grande nemico: l’acetone. L’acetone era diffuso e ne soffrivano molti bambini che alle dieci di mattina in classe vomitavano. Sul vomito delle 10 della mia compagna Rosalia pare ci regolassero il Big Ben.

Oggi. C’è wikipediatria! Perché rivolgerti a un medico quando hai le bufale di internet a disposizione?

Lo sport.

Ieri. Io ero cicciottella da piccola, l’idea di attività di mia madre fu andare a scuola e dire alle maestre di non darmi la pagnotta a mensa. Non aveva niente contro lo sport a patto che non si sudasse, il sudore era il male: “guai se ti asciughi il sudore addosso” o peggio “guai se ti si ghiaccia il sudore”, me lo ripeteva estate e inverno. Comunque lo sport per l’infanzia era roba da snob. Danza per le bambine, judo per i maschi. Nuoto se avevi la lordosi o la scoliosi. Grazie al cielo la mia schiena era dritta, tra la scoliosi e il rischio di farmi asciugare addosso il sudore mia madre avrebbe comunque preferito farmi mettere il busto.

Oggi. Il bambino moderno di attività sportive ne fa almeno tre, più che altro perché i genitori si sentano giustificati a scrivere lettere aperte sui compiti impossibili da finire se fai almeno tre attività pomeridiane e sei un bambino moderno.

La festa.

Ieri. I compleanni del bambino anni Ottanta erano in famiglia: si sospendeva la criogenesi alla bisnonna che presenziava al soffio delle candeline (usate), si scattava la foto seppiata vestiti con la salopette (in caso di compleanno di maschio) o la gonna scozzese (in caso di compleanno femminile) e via.

Oggi. I compleanni del bambino moderno partono dal Prediciottesimo (mese) con l’animazione dell’Aquafan a ferragosto.

Oggi. Alla materna fanno i pigiama party. Ai miei tempi non c’era quest’abitudine e meno male, io con i pigiama che mi faceva mettere mia madre avrei scatenato episodi di bullismo fino all’università.

La verità pedagogica.

Oggi. “Ai bambini bisogna spiegare le cose guardandoli negli occhi, dicendo loro sempre la verità”.

Ieri: “amore i Bambini in Africa muoiono di fame perché tu non hai mangiato le tue verdure”.

Gli integratori.

Oggi. Gocce di fluoro, vitamine a b c d, eleuterococco e uncaria, propoli, oscillococcinum…

Ieri. Lo zabajone al Marsala di nonno che fa crescere (alcolizzati) e, naturalmente, l’olio di palma. Ci siamo fatti fuori Palm Beach sotto forma di tegolini, crostatine, soldini, baiocchi e nutellame vario. Ah… io mangiavo la gommapane, che comunque era più buona dei buondì. Dei buondì vecchia ricetta era commestibile solo la calotta crostosa, il resto serviva a lucidare l’argenteria di nonna.

Non si può scordare poi la santissima trinità della salute rappresentata da: Olio di Fegato di Merluzzo, Vicks Vaporub e Mercurocromo. Un’infanzia a pois rossi alla Pimpa profumando come boschi di conifere.

Consapevolezza genitoriale.

Oggi. “Oddio sono un genitore imperfetto, forse non sono all’altezza di questo compito, sto facendo solo danni?”.

Ieri.    Cosa ho fatto per meritare un figlio così stronzo? È tardi per scambiarlo con quello dei vicini?

I nonni.

Oggi. I genitori che lasciano i figli ai nonni pretendono che seguano corsi di aggiornamento a tema canzoncine, giochi montessoriani, tecniche di spinta dell’altalena.

Ieri. Mia nonna Luisa usava me e mia cugina Eleonora per pulire la casa. “Oggi giochiamo alle Signore?” diceva e noi giù a spolverare, asciugar piatti, lucidare l’argenteria con i buondì.

La festa a scuola.   

Ieri. Per le feste le nonne si sbizzarrivano e preparavano dolci di ogni sorta da portare in classe. I dolci erano dolci, con burro, farina, uova, cioccolato, zucchero. Se contenevano mele valevano come frutta, naturalmente.

Oggi. Se la nonna fa un dolce per la scuola deve prima ospitare il RIS di Parma nella cucina e vedersi portare via la torta dentro il cellophan come una Laura Palmer qualunque.

Musica.

Oggi. Mozart da quando il piccolo è in pancia, perché la musica è fondamentale per l’equilibrio psicofisico.

Ieri. “E venne l’angelo della morte che prese il macellaio che uccise il toro (e poi c’era anche un bastone che picchiò il cane che morse il gatto, per non farsi mancare niente)”. Giusto per tenersi allegri.

15175368_10211532583614519_1148463405_n.png.jpeg

 

 

Standard

266 thoughts on “Bambino anni Ottanta vs Bambino Moderno.

  1. Simone says:

    Complimenti per l’articolo: è tutto vero e sempre…i nostri genitori avrebbero detto più o meno le stesse cose di un ipotetico anni 50 vs anni 80. Negli anni 50 mio padre, come merenda, quando andava bene aveva una fetta di pane impomodorata o un fico raccolto dall’albero, se era stagione. Avere avuto e tenere queste abitudini belle, buone e sane e prendere il meglio dal progresso, secondo me è la vera ricetta di una vita serena per noi e per i nostri figli. La cosa veramente triste è il dover portare le torte comprate alle feste dell’asilo… la fiducia nel prossimo va sempre più azzerandosi e ciò non è bello, nè può essere facilmente contrastata ed invertita come tendenza, purtroppo. L’importante è mettercela tutta🙂 Simone classe 77.

  2. Blacky says:

    Enrica,grandissima,ha rievocato i miei incubi migliori ,te ne sarò grato a vita, mia nonna era peggio di Rommel ma quei gnocchi ,le polpette e i fiori di zucca facevano delle gran pippe a Cracco e a tutti i mastersciefs del mondo

  3. ste1g says:

    Ho iniziato a ridere al primo buondí, per poi non riuscire a trattenermi piú.
    Sará per quello che ancor oggi quando sudo mi viene l ansia?! ah ah ah
    Ti aggiungerei il non poter fare il bagno dopo mangiato perché se no ti becchi una congestione.

  4. Il pezzo dell’anno.
    IL PEZZO DELL’ANNO.
    E io non scherzo su ‘ste robe.
    Al pediatra con sigaro momenti vomito dal ridere.
    Tutto vero, tutto maledettamente preciso, ho due figli, lo so.

  5. AHAHA!

    In piu’ ho sentito spesso e volentieri la triade di suggerimenti:

    i) se ti fai male ti ci meno sopra…
    ii) se ti fai male ti do’ il resto…
    iii) se vengo li mi paghi i passi… (mostrando in questi ultimi due casi l’effettivo possesso di abbondante valuta per il saldo: le mani e/o la cucchiarella di legno)

  6. Dani02 says:

    fantastica!!! come sempre…non smetto più di ridere pensando al cinema con le chiavi sotto le chiappe -.-”’ e all’ acetone ….quanto biochetasi..se sento l’odore sto male di nuovo!
    comunque il mio ha una pediatra prossima all’ alcoolismo, le torte le possiamo ancora portare e fare come vogliamo noi! gioca con l’aspirapolvere😉 ed io ovviamente incentivo questo tipo di giochi, ma soprattutto va matto per Branduardi e tutte (quasi…) le canzoni…

  7. Carla says:

    Straordinario. In una piatta giornata di giovedì, hai risollevato l’umore dell’ufficio.
    Stima e ancora stima.
    E ricordi a non finire =D =D =D

    Noi, il VoV lo si faceva in casa… =P

  8. Renzo says:

    Numero uno, sono morto dalle risate ed aggiungo:
    Quando andavo a giocare, se cadevo e mi facevo male, a casa le prendevo per essermi fatto male!
    Però siamo cresciuti dritto e senza risvoltini…

  9. Stefano says:

    Bellissimo articolo. Tutto vero.
    Io personalmente avevo anche:” SE NON LA SMETTI DI PIANGERE VENGO LÌ E LE PRENDI…. ALMENO PIANGI PER QUALCOSA! ”
    E il Medico? Per difficoltà nella digestione il mio pedriata ha consigliato a mia madre di darmi un po’ di birra prima della pappa… avevo 14 mesi… GRANDE!!!!

  10. manuela says:

    E il “a casa degli altri non si va in bagno, non sta bene?” della nonna, dove lo mettiamo???? Ancora oggi quando sono invitata da amici la tengo fino a farmi scoppiare la vescica per poi cedere ed andare in bagno con dei sensi di colpa pazzeschi!!!

  11. Ketty says:

    Quest’articolo è terribile. …
    Non ho mica avuto quell’infanzia di merda qui descritta…
    E mio figlio quando fa il monello un ceffone se lo becca eccome…
    Quanto alle torte un classe… mio fino ha compagnetti allergici alle uova e al glutine. .. ovvio che non entra in classe nessuna torta della nonna! E di chi è la colpa? Ma forse di tutta la merda che abbiamo mangiato negli anni ottanta? ???????
    Per me: pollice verso…

      • giulia says:

        Enrica ti prego! Sacrificati per noi, per gli otto unti di domanda consecutivi, per le allergie ai genitori che hanno sempre da dirne una! Sappi che se lo fai mi tolgo dal gruppo wa di classe in maniera pubblica così la smetto di mandare foto di stralci ad amiche per acidarci su!

    • Sara breda says:

      Terribile??? La maggior parte di noi legge questo articolo con un sorriso sulle labbra e tante emozioni,tanti ricordi coloriti quanto belli. Da parte mia nn ringrazierò mai abbastanza la nonna x i “a casa facciamo i conti”, il panino con la cotognata fatta in casa x merenda e il vestitino nuovo la domenica che non potevo alzarmi dal tavolo e giocare x nn sgualcirlo! Queste cose mi hanno resa una persona migliore di quanto saranno mai le nuove generazioni iper protette,senza più stimoli ne passioni.

    • Andrea B. says:

      @ Ketty: e chi dice che l’infanzia di una volta qui descritta sia stata “di merda”?
      Guarda che questo è un pezzo da riderci sopra…comunque anche sui compagni di scuola che ora, come epidemia, sono diventati tutti allergici alle torte della nonna ci sarebbe da fare ironia, a cominciare dalla spiegazione stile bufala da wikipediatria che ti dai…😄

  12. Il tuo è verbo, solo verbo.
    A me, mia nonna per “divertimento” mi faceva estirpare le erbacce dal giardino o dall’orto. Le mie sono vere braccia rubate all’agricoltura.

  13. Margherita says:

    Non so chi tu sia (ora mi informo) ma mi sono scompisciata dalle risate fin dalle prime righe… E’ tutto preciso, i maschi con le salopette nelle foto dei compleanni AHHAHAHAHA ma come le avete ritirate fuori ste cose😀

  14. Francesca Lizzi says:

    E i genitori dei miei compagni di classe elementare (io sono del 78) che dicevano alle maestre :” se la fa disperare, gli dia un bel ceffone! “. Oggi, se sei insegnante e solo riprendi verbalmente un bambino, la di lui famiglia ti aspetta nel parcheggio per linciarti, o ti arrestano per abusi su minori….

  15. GRANDISSIMA, come sempre! Più che tanti trattati di sociologia o antropologia culturale, si dovrebbe consigliare di leggere qualche Post della Tesio!!! ;o)
    E, tra parentesi, LA STORIA INFINITA me lo guardo e me lo riguardo ancora adesso, che ho superato i trenta da un po’ e vado per i quaranta…
    Un abbraccio forte.
    Gabriele

  16. sono dell’85 ma ho vissuto anche io queste cose, mi hai fatto davvero ridere! io non ho figli magari non lo posso capire ancora ma mi chiedo spontaneamente come si sia passati all’ansia eccessiva che adesso mi sembra abbiano i genitori, repulsione verso il vecchio modello genitoriale vissuto? o solo sintomo dei tempi che stiamo vivendo?

    • Tigre Bianca e Rossa says:

      Ovvio che se hai vissuto quel modello e poi la società ti permette di abbandonarlo lo abbandoni.
      La repulsione è spontanea,noi ex bambini anni 80 e 90 eravamo a metà fra l’essere lasciati abbandonati a noi stessi al libero pascolo per ore e ora,intere mattine e pomeriggi senza che gli adulti si preoccupassero di noi,all’essere comunque over controllati, censurati, sempre sotto pressione,a dover pensare 1000 volte prima di fare un passo per paura di prenderle, non a caso siamo generazioni psicotiche e io più di tutti!

      I bambini si crescono curandosene ogni giorno con dolcezza e attenzioni e preoccupandosi del loro benessere psicologico e emotivo oltre che di quello fisico ,i vecchi genitori ci hanno cresciuti a disinteresse mazzate e psicopatia (la loro,poi la nostra).

      • Andrea B. says:

        Per favore… “l’essere abbandonati a sé stessi” e poi venire puniti se si abusa dell’autonomia che ci viene data è ottima cosa, serve per accrescere la responsabilità personale, questa sconosciuta ai bimbi “moderni”. Sempre che ovviamente “abbandono” e “punizione” non sconfinino nel penale.
        In ogni caso questo è un ottimo pezzo da riderci sopra… per psicanalizzare la propria infanzia ci sono altre sedi.

  17. Mattia says:

    Ma una via di mezzo tra un infanzia di merda piena di traumi e una da bambino viziato?
    No perchè, dal tuo post, sembra che se non vieni picchiato non hai avuto una buona infanzia.

    • Caro Mattia, una via di mezzo è possibile sì e la puoi trovare in qualsiasi manuale di puericultura. Questo è evidentemente un post con scopi ironici che gioca sugli estremi e non dà giudizi proprio perché entrambe le proposte sono surreali. Mi dispiace ma credo che tu stia cercando buon senso dove c’è solo intenzione di divertirsi. Buona serata

    • giulia says:

      Infatti! Mattia, io con la mamma maestra se avessi scritto un infanzia altro che ceffoni!!! Ovviamente scherzo… però veramente mi sarebbe arrivato…

  18. Tigre Bianca e Rossa says:

    Classe 1989, mi rivedo nella descrizione anni 80 ma preferisco i tempi odierni, infatti non posso vedere i miei genitori🙂 W I GENITORI MODERNI.

  19. Luisa says:

    Classe 71 mamma di due bimbi di sei e otto anni ….mi sono ritrovata nei tuoi racconti ed ho riso tanto ma un velo di nostalgia mi ha fatto rammentare che alla fine quei tempi erano fantastici….mia nonna ci faceva cucinare….toglievamo la polvere…inventavamo storie …c’era molta severità e rispetto… Alle insegnanti e a tutti gli adulti si dava il lei….e bastava uno sguardo di papà per calmare gli animi….giocavamo e ci divertivamo con poco usando molta fantasia ….la tecnologia ancora non ci aveva raggiunto quando cercavamo i gettoni nelle tasche di papà per fare una telefonata dalla cabina telefonica (perché mamma aveva chiuso con il lucchetto l’ apparecchio a casa) e si giocava sotto casa , per le scale o sul balcone con l’ elastico …i pattini , a unduetrestella, senza iPad E Xbox ….a tavola si stava tutti assieme e si guardava ciò che decidevano i grandi per cui Dallas e Dinasty…dopo aver fatto i compiti un po’ di TV per bambini (arrivò anche bimbumbam) ma col contagocce ….poi bisognava giocare tra di noi bambini e con quei pochi giochi che ricevevamo a Natale e alla befana ( non come oggi che la sera della vigilia i bambini per scartarli tutti devono iniziare tre/quattro ore prima di mezzanotte e non danno valore a nessuno di essi)

  20. Divertente e realistico … suscita risate per la vita di un tempo e forse qualche rimpianto, visto che c’era socializzazione fisica e non virtuale tramite fb wu o altre diavolerie, ci si ritrovava sempre senza avere il cellulare e le madri sapevano esattamente dove si trovavano i figli senza localizzatore … complimenti!!!

  21. Claudio says:

    Fantastico paragone, io sono nato nell’85 quindi bimbo degli anni 90 però la tecnica era più o meno la stessa, anch’io ho visto Artax morire almeno una ventina di volte da piccolo🙂

  22. Emilio75 says:

    proprio un bello articolo, descritto tutto con precisione di sensazioni e ricordi!!!!
    Ho rivissuto con il sorriso il passato degli anni 80 quando ero bimbo e poi ragazzo.

  23. ho riso e pianto.. io al cinema la prima volta ho visto La Bella e La Bestia con i miei fratelli…e siamo rimasti a vedere l’inizio dello spettacolo successivo!! tutta grande verità, soprattutto sul trattamento dei figli al giorno d’oggi.. .cos’ho fatto di male per meritare un figlio così stronzo? penso che fossi io la prima ad aver desiderato il cambio di famiglia, ma con i miei zii, che mi vivevano accanto.

  24. gianni says:

    Felice che mia madre mi abbia fatto il culo a strisce con la cinghia l’unica volta che mi sono fatto tentare da amici più grandi e smaliziati e siamo andati a rubacchiare delle bibite gassate (che fra l’altro potevo ottenere senza problemi anche a casa..). Sono diventato l’uomo piu onesto del mondo e restituisco spesso soldi che mi danno in più commesse sbadate. Sulle botte, credo che in qualche modo dovremmo imparare dagli animali. Mi spiego: anche mamma gatta a volte assesta uno scappellotto ai suoi gattini più impertinenti. Serve solo a fargli capire che stanno oltrepassanso il limite. Così come i sani scapellotti educativi dei nostri avi avevano semplicemente lo scopo di insegnare a vivere e in effetti la societa era basata su rispetto e educazione. La massima trasgressione che ci permettevamo, era suonare un campanello e scappare.. Naturalmente la vera violenza, bambini che arrivano a scuola carichi di lividi, non hanno niente a che fare con tutto cio…
    Anche io ammiro i genitori che riescono a essere sempre amorevoli, sorridenti e positivi.
    Per inciso io sono del 58..alle elementari (e anche alle medie) gli insegnanri avevano licenza di menare e non si facevano pregare…il mio maestro di quinta aveva il vezzo di “arrotolare” il lembo superiore dell’orecchio degli alunni riottosi tra pollice e indice…lui la chiamava permanente…dolorosissimo! Ma devo ammettere che si stava attentissimi, sono diventato il migluore della classe in materie che altrimenti mi sarebbero state odiose. E non lo ho mai detestato, visto che non lo faceva solo con me e non aveva mai l’aria che ci fosse una antipatia nei miei confronti.

  25. gil says:

    Ricordo ancora con terrore l’arrivo di mio padre a casa quando prendevo un brutto voto a scuola, in ostaggio di mia madre alla quale supplicavo di omettere dettagli sulla condotta soclstica… quante volte andai a dormire senza aver cenato…
    Per non parlare di mia madre e della sua frase più tipica sempre in caso di mia marachella. “Io ti ho fatto e io ti guasto”.
    Altra tipicità era quella di avere le mutande sempre pulite, non tanto per una seppur legittima questione igienica bensì per evitare il caso in cui, a seguito di un ipotetico malessere con annesso ricovero ospedaliero, mi avessero dovuto praticare cure mediche e quindi io avessi dovuto spogliarmi, mostrando l’abbigliamento intimo sporco.
    Altra cosa era il pettinarsi per non far sfigurare la famiglia, con la riga a sinistra.
    Si erano anni di merda.
    Oggi ho 41 anni e due figli splendidi grazie ad una moglie tenerissima.
    Ebbene si, i miei figli possono dirsi più fortunati di me.

  26. lisa says:

    Atreiuuu. Top.
    Ma vorrei pure aggiungere. Ma dove la mettiamo la gran figata di seguire le avventure di Sebastian che segue le avventure di Atreiu(uuu), cioè ma chi se le scorda le lacrime versate per quel poveraccio del cavallo di Atreiu(uuu)? E la fifa nera quando arrivava quel mostrolupo infoiato che a guardarlo oggi a trent’anni capisci chiaramente che è un muppet solo più brutto, ma vent’anni fa ti sembrava il lupo nero?
    Invece oggi i ragazzini, tra Pretty Little lears-storia triste di un’adolescenza zoccolante- e vampirilandia dove lo trovano tutto quel patos? E l’empatia per un altro essere umano? E insegnamenti di vita tipo nt’avvicinare mai mai mai alle sabbie mobili?
    Ecco. Atreiu e compagnia bella tutta la vita.

  27. Ecco, sono definitivamente vecchio (classe ’77). Mi hai ricordato quando mia madre mi faceva mettere la canottiera di superlana perchè “asciuga il sudore”. E ho smesso di fare calcio al primo starnuto dopo il primo allenamento. Infanzia bruciata.

  28. e si arrivava a scuola a piedi, in gruppo e rigorosamente senza adulti, attraversando la camionabile, e si andava a chiedere le assi “tarocche” al falegname che faceva cassette da frutta vicino a casa, poi con i martelli veri si costruiva la capanna per l’estate, vero è che noi eravamo figli degli anni 60, talmente tanti da essere sacrificabili🙂

  29. chiara says:

    Cherrrrridereeeee! Stavo giusto per piangere pensando all’ennesimo fine settimana tappati in casa coi bimbi malati e sono morta di lacrime sul pezzo dei genitori anni 80 “ma perché devo avere un figlio così stronzo”…e in realtà su tutto il resto.sei un genio.

  30. Verena says:

    per superare il Gap generazionale io e mia figlia ( 7 anni) ci disperiamo insieme x Artax e malediciamo Micheal Ende con cori da stadio!!!

    • ma chi l’ha mai detto che andasse bene? sono esagerate tutte e due le parti in gioco, perché il gioco sta proprio lì. é un pezzo che deve far ridere attraverso il paradosso e l’iperbole

  31. Perle says:

    Bellissimo post!
    Aggiungerei:
    bambine anni 80 con costumi in spugna che ti mandavano a fondo
    bambino moderno con costumi galleggianti stile kamikaze
    e tv anni 80 con i lupi che si mangiavano i cani di Remì in Senza Famiglia contro la sdolcinatissima Dottoressa Peluche del bambino moderno.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s