“L’importante è che piaccia a te”. Piccola lettera malinconica di fine anno.

E di tutti i peccati da genitore quello che non mi perdonerei è il “Deve piacere a te”. Una madre “deve piacere a te” è quella che di fronte alla figlia (o al figlio) che presenta per la prima volta l’innamorato/a, confidando nell’approvazione familiare, assume un’espressione imperturbabile e tace per i successivi tre giorni. Al quarto, di fronte alla domanda diretta “E allora?” risponde con un ambiguo “deve piacere a te”.

Certo che deve piacere a me, mamma, anzi nel mio caso siamo un po’ oltre il piacere, sono completamente scema di questo ragazzo che mi pare bellissimo nonostante i brufoli, affascinante nonostante la magrezza goffa, navigato nonostante i sedici anni e l’assurda abitudine di indossare la lupetto beige. Mi piace e sarebbe bello che piacesse anche a te o che se non ti piacesse mi spiegassi perché.

La mia è stata una madre “deve piacere a te” o meglio “A te piace? L’importante è quello”. Così per ogni cosa che ho fatto o scelto, con l’effetto di lanciare un’ombra di dubbio anche sulle certezze.

Le costava tanto dire sì? Sì, costava tanto, come costa ai figli adolescenti la tenerezza. Come mi costava e mi costa ancora capire che l’intelligenza non serve ad avere ragione, ma a comprendere le ragioni degli altri, altrimenti è solo dialettica e prepotenza. Mi viene in mente la frase di Mazzacurati, “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile, sempre”. È uno di quegli insegnamenti che ha il sapore del comandamento religioso, indiscutibile, ma ho il sospetto che la condividiamo e annuiamo pensando di essere sempre noi i protagonisti della battaglia più spietata e all’ultimo sangue, mai gli altri. Sempre noi quelli da capire.

E così la mamma non dice “sì, mi piace”, perché è più forte di lei. E la figlia alza le spalle “tanto non mi importa” perché è più forte di lei. Abbiamo fatto vincere le più forti di noi e tu hai perso un po’ me e io ho perso un po’ te. Nessuno ti insegna ad essere genitore a parte i figli e io non devo essere stata un’insegnante facile. Lorenzo e Marta sono maestri migliori.

A volte mi chiedo perché non spiegarsi, non chiarirsi una volta per tutte, mi rispondo che non esiste una volta per tutte, così come non esiste il lieto fine. C’è nei film, nelle storie di fantasia. La volta che eravamo al mare insieme ai bambini e a Silvia, quello sarebbe stato un gran bel lieto fine, mamma: le tue figlie, i tuoi nipoti e il mare d’inverno. E invece la vita va avanti, quando ti pare di aver sciolto il nodo se ne forma un altro e un altro. Non esiste il lieto fine, al massimo la fine del momento lieto, con l’augurio che ce ne siano tanti. Almeno quanti ne conta questo nuovo anno che inizia.

 

foto: susanita

13138814_10154258079596392_5663880710265775615_n.jpg

Advertisements
Standard

11 thoughts on ““L’importante è che piaccia a te”. Piccola lettera malinconica di fine anno.

  1. Intelligenza non serve ad avere ragione, ma a comprendere le ragioni degli altri. Verità sacrosanta! però, il “deve piacere a te” lo interpreto in maniera molto più drastica…secondo me è simile al “uh, per cambiare…” che era la risposta di mio padre ai tentativi di variazioni culinarie di mia madre. Tradotto significa: a me fa cagare, ma siccome ti voglio bene, provo ad essere un po’ più diplomatico. Quindi non capisco: secondo te è meglio non essere diplomatici e dire quello che davvero proviamo, oppure bisogna essere così bravi dal farsi piacere anche ciò che non ci piace? Te lo chiedo perché da genitore di adolescenti questi dubbi mi vengono. io gli dico sempre ad entrambi che qualsiasi cosa facciano, dicano o scelgono io sarò dalla loro parte. Ma se fanno, dicono o scelgono qualcosa che non mi piace io glielo dirò. E secondo me è un dovere dirglielo. Com’è un dovere dire che invece certe scelte ci trovano completamente d’accordo. Però a questo punto non so se sono andato fuori tema!

    • La tua traduzione fa pieno centro! Diciamo che la frase ‘l’importante è che piaccia a te’ sottintende senza troppi veli la premessa ‘a me non piace neanche un po’…’
      Che poi suppongo sia abbastanza naturale che un genitore aspiri al meglio per i propri figli, salvo poi trovarsi di fronte persone reali, che avranno sempre e comunque dei difetti, primo fra tutti l’intento di portare via un bene preziosissimo…

  2. Ogni giorno mi domando se sono un buon padre, ed ogni giorno mi rispondo “no, non lo sono”.
    Lo trovo un mestiere difficile, specialmente di fronte ad un adolescente che appena esce di casa diventa un agnellino, ma in casa alza un muro pressoché invalicabile.
    Penso ai natali passati, con lui bambino e la magia nell’aria. Ora la magià sembra svanire, ed anch’io mi ritrovo ancorato ai ricordi.

  3. A me, mia madre diceva “non potevi sceglierne uno peggiore”
    E me lo diceva per tutti! Ergo, ho sposato il peggiore dei peggiori. Infatti mi ha mollata. Insomma, aveva ragione mia madre! 😀
    Buone feste :*

  4. Anche io mamma di adolescente: noi siamo alla scelta della scuola superiore. Il “deve piacere a te” stavolta però non funziona del tutto. Deve piacere a te ma anche un po’ a noi, visto che non è che te ne andrai da solo alla scuola superiore ma nel bagaglio ti porterai sempre un po’ di noi e non sono d’accordo che il mondo si affronta da soli. No, affronterai il mondo partendo (almeno all’inzio eh) dall’esperienza che noi ti abbiamo trasmesso finora. Non è che sei nato ieri, siamo cresciuti insieme in questi anni. E ci tocca (per fortuna) vivere insieme questa nuova avventura della scuola superiore e quest’altra avventura di te che continui a crescere. Quindi se a me non piace anche io te lo dirò. E non ti dirò “va bene lo stesso basta che piaccia a te”. Perchè tra poco saremo due adulti che si confrontano e non un adulto e un bambino e il confronto spero sia sempre costruittivo e trasparente. Quindi farai le tue scelte e noi ci sentiremo liberi di esprimere un’opinione. E sarà dura, mygod se sarà dura.

  5. Nicoletta says:

    Ho scoperto da poco il tuo blog e fino ad ora ho riso tantissimo. Oggi ho un po’ di malinconia. Ti vorrei ringraziare per entrambe le cose. Non penso che ti lascero’ più. Bune feste. Nicoletta

  6. Cara Enrica, questo post è un passo avanti verso l’illuminazione. Grazie per la tua intelligenza, grazie per i sorrisi, le lacrime e le risate che mi regali, per essere lì quando ho bisogno di acqua fresca. Buon Natale e buon 2017 a te, a Lorenzo e a Marta.

  7. ‘L’importante è che piaccia a te’ fa il paio con ‘fai come vuoi’ anche (ma non solo) quando è chiarissimo il dissenso e però non viene espresso. E specialmente con un adolescente, che ha bisogno di chiarezza e non solo di appoggio, rischia di esser letto come un ‘non m’interessa’.
    O forse è solo il mio vissuto, però con mia figlia cerco di esprimere sempre i miei dissensi assieme al mio appoggio incondizionato. E le discussioni, che mi avevano insegnato ad evitare, sono una ricchezza per entrambi.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s