C’è molta più acqua ma la chiamano Terra, la gente ci annega facendo la guerra.

Ho l’abitudine di leggere il giornale davanti ai miei figli, mentre Marta osserva le foto, Lorenzo scandisce i titoli, indicano, chiedono. I bambini della neve, il pullman in fiamme, gli sbarchi dei disperati. Che strano mondo eh? C’è molta più acqua ma lo chiamano Terra, la gente ci annega facendo la guerra.

Anche io lo facevo di osservare le cose dei grandi, ho passato l’infanzia sbirciando attraverso le dita dei miei genitori.

Marta i film li vuole guardare così: in braccio a me con le mani sugli occhi, vede tutto, ma ha l’illusione di sentirsi protetta. Io sono una madre dalle dita a maglie larghe, lascio vedere e più delle minacce là fuori, temo il dolore là dentro. Quello che non puoi sapere se cova o no, quello che in qualche forma, ne hai la certezza, è fisiologico ci sia.

Lorenzo l’altra settimana mi ha detto “più cresco più tutto è stretto”, non so esattamente a cosa si riferisse, ma la avverto la pressione dei sentimenti che lo fa piangere senza motivo, di rado ma accade. Si sfoga, batte i piedi e ritorna piccolissimo quando scalciava nella mia pancia. Poi, per calmarsi, mi chiede di mettergli una mano sugli occhi, come una pezzuola fredda quando si alza la febbre. Tengo le dita un po’ aperte perché così posso sbirciare cosa capita dentro di lui.

Si dice bambini piccoli piccoli problemi, intendendo che le vere preoccupazioni arrivino con la crescita, non so se sia vero, ma qualcosa sta cambiando. Se penso al mio passato prossimo, alla maternità nei primi anni, la parola che mi sale alle labbra è RESISTENZA. Alla fatica soprattutto fisica, al sonno, all’isolamento, alla mancanza di spazio, di tempo. Non è stato tanto male, io sono resistente. Ci sono momenti di sconforto, ma è uno sconforto verso una condizione, dai colpa alla società, al lavoro, alle attese, mai al bambino e comunque pensi che dopo la Resistenza giunga la pace o quantomeno una forma di liberazione. Invece arriva il fuoco amico, da questi tuoi inquilini bassi, a volte pretenziosi, a volte davvero arrabbiati, non perché abbiano fame, mal di pancia, le coliche, il naso chiuso, sono davvero arrabbiati con te, per come sei fatta. La maternità non è più uno stato o un ruolo, ma un rapporto, dialettico e complesso. E i figli non sono quasi mai dei buoni biografi dei genitori.

Non so se è chiaro: ho paura che presto starò sul cazzo ai miei figli. Perché se è vero che le madri minacciano “facciamo i conti a casa”, a conti fatti, siamo ben contente di pagare noi. Non ora, ma presto.

Ora è ancora semplice. La mia funzione è soprattutto dar loro fiducia e loro, in cambio, mi danno fiducia nel mondo e nel futuro.

Mi basta guardare Marta e il suo modo meticoloso e ostinato di pinzare la maglia nel pugno quando infila il golfino. In quel gesto lento e immancabile, trovo senso e speranza. Mi basta anche che Lorenzo abbia ribattezzato il cane poliziotto che gira per la stazione “canebiniere” e che ne rida con me.

Mi basta la mattina, quando corrono nel mio letto, incastrarci per bene, i miei concavi nei loro convessi, per un tempo infinito. So che presto dovremmo muoverci, ci sposteremo di poco, quel poco che farà entrare il freddo, una fessura che romperà l’incanto. So che per ricreare il calore che prima sembrava naturale ci vorrà pazienza e fatica. Più andrà avanti più saranno frequenti gli spifferi, è normale, l’amore passa anche da lì. Però però ora restiamo così, ancora un po’.

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23 thoughts on “C’è molta più acqua ma la chiamano Terra, la gente ci annega facendo la guerra.

  1. Vans says:

    Grazie
    Scrivi veramente bene
    Però basta leggermi nel cuore. Che in sto periodo la cosa di stare sulle balle ai figli mi turba abbastanza.
    I miei ancora non sanno niente di quello che succede nel mondo. Vedremo l’anno prossimo quando inizierà a saper leggere .
    Per ora filtro poche notizie e vedo che A si turba … magari a distanza di mesi tira fuori paure legate a notizie passate. Mi sa che devo imparare meglio a filtrare con le mie dita. Notte

  2. wasadreamer says:

    La mia “grande” non ha ancora 7 anni e gia’ ogni tanto alza gli occhi al cielo quando le parlo….la fase “stare sul cazzo” temo che la attraverseremo tutte, l’importante e’ che passi e che, oltre all’amore, torni la stima. Vedere i difetti dei genitori e’ facile, accettarli molto meno, ma entrambe le cose sono importanti e necessarie. Quanto a noi, impareremo a staccarci piano, e poi tocchera’ a noi guardare attraverso le loro dita. Per ora godiamoceli. Un abbraccio

  3. Temo arriverà per tutti, si chiama adolescenza. Ma so anche che poi, dopo, avanti avanti, si ritroveranno, come me ora, a ripensare indietro, a calarsi nei miei panni, a comprendere molte cose e forse anche qualcuna di più. A capire che tutti siamo umani, con i nostri errori, ma che cerchiamo di fare del nostro meglio.
    E quel giorno, che per me avanti avanti non è stato, avranno gli occhi lucidi e il groppo in gola, e mi perdoneranno.

  4. Nicoletta says:

    È proprio bello, magnifico. In questo come in altri tuoi post, si percepisce la vertigine dell’essere buttati nel mondo a caso, senza sapere come e perché, e ritrovarsi a incarnare ruoli tutto sommato fragili, che basta poco per vedere l’abisso immenso che c’è dietro. Si vede che provi questa stessa vertigine densa.

  5. Annamaria says:

    Vivete l’attimo,ragazze. Crescerete insieme ai vostri figli e alla fine scoprirete di aver imparato molto da loro, ma con calma, con molta calma. Ora godetevi questi momenti,la vita va gustata.!

  6. Non invidio quel tempo. Lo tengo con me nella zona della memoria e lo proteggo. Dagli eventi, una separazione, la morte di mio padre, il quasi abbandono del loro. Le mie ragazze sono adolescenti, incasinate, rompi balle, incerte, oscillanti. Eppure mi piace questo tempo, come l’altro, forse di più. Sarò egoista, ma ora c’è uno spazio anche per me. Insomma, non sono nostalgica. Non stiamo più tutte e tre nel lettone, troppo ingombranti, ma ci facciamo delle grasse risate quando le rincorro e loro scappano, quando si parla di sesso e mi chiedono cos’è un pompino…Le osservo mentre sono innamorate e il loro sguardo è volto altrove. Al di là di me e mi piace. Ecco, sarò banale, ma esiste un tempo per ogni tempo e io me lo tengo stretto. Ora come allora. Buona giornata Penny

  7. Che pensieri accoglienti che hai.
    Mi ha molto toccata la frase di tuo figlio che sente tutto stretto. Anche il mio più grande a volte credo si senta così, ha 5 anni e forse non saprebbe dirlo allo stesso modo. In realtà credo che si sentano così sempre, ogni volta che fanno un pezzettino del loro percorso e lo macinano e da mamma mi piacerebbe potergli anche allargare il mondo che li aspetta, perchè possano stare comodi.

    Grazie..

  8. Anche la fase del “i miei non mi capiscono” arriverà. E sarà appunto solo una fase: quella della Seconda Resistenza.
    Mia figlia di 4 anni a volte sembra già un’adolescente. “Mamma, tu non capisci niente!”; “Mamma, non urlare che non sono mica sorda.” “Mamma, lo farò più tardi”. Nutro scarse speranze anche sul piccino, con un tale esempio…
    Ogni genitore poi si industria per “fare da filtro” tra il mondo e i propri figli. A volte ci riesce, altre no. A noi è successo due settimane fa: è morta un’amichetta di mia figlia, in classe con lei all’asilo. Certe cose a volte irrompono nelle nostre vite e saperle gestire non è facile, proprio per niente.

  9. Pingback: Di post su facebook, forme di resistenza e sonno. | 2 + 1 (+1)

  10. …la foto rappresenta un bel po’ della mia vita, ora per fortuna leggiamo di più prima della nanna che sulla tazza, ma in ogni caso è ancora un momento bello che ci lega, finchè dura…

  11. Cara, non siamo noi Mamme di adolescenti a star loro sul cazzo, ma il bisogno che sentono ancora di incastrare i loro convessi coi nostri concavi, è a quello che si ribellano quando ci respingono, alla realizzazione crudele e naturale che nonostante non vogliano, devono staccarsi da noi e diventare grandi.

  12. vipero says:

    Ricordo Lella Costa, che una volta disse: “a me ha salvato il sapere che per i figli non è mai un fatto personale”.
    Chissà, a volte sembra davvero di stargli sulle palle.
    Spesso mi dico lo fanno perché sanno come colpire, come raggiungere lo scopo. niente di personale quindi, è solo strategia.

    con me funziona, li possino.

  13. Non si può dare le dimissioni da genitori , anche quando stai sulle palle ai figli …per fortuna il periodo è stato breve e soft .
    Brava ..un bel racconto

  14. Pingback: C’è molta più acqua ma la chiamano Terra, la gente ci annega facendo la guerra. | l'eta' della innocenza

  15. Leonardo says:

    Sono passati molti mesi da quando hai scritto questa… poesia, nota sul diario nascosto, lettera nella bottiglia… non so definirla ancora. E dopo tutto questo tempo, ogni volta che la leggo mi vengono le lacrime agli occhi.
    Ho messo il titolo come mio motto su twitter, spero non ti dispiaccia.
    In ogni caso, grazie mille per le risate e i sorrisi commossi che mi fai fare.

    Leonardo

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