I compiti: ovvero come trasformare tuo figlio nel pesce Bob.

Da bambina la domenica era il giorno di andare in chiesa e io in chiesa soffrivo. Mio padre mi ci portava la sera alle sei, giusto per protrarre l’agonia dell’attesa. Ricordo una volta che vennero gli zii con la cuginetta, io rimasi nella stanza con lei addormentata, a guardarla, sperando che si dimenticassero di me. La pregavo che si scordassero di noi, pregavo la bellissima neonata addormentata. Accadde, i miei genitori reputarono di non farmi uscire e io mi sentii benedetta. Fu la domenica migliore della mia vita.

Adesso la domenica è giorno di compiti, anche il sabato è giorno di compiti, ma il sabato si procrastina, la domenica ti mette di fronte alle responsabilità, così è nei secoli dei secoli. Prima di avere un figlio alle elementari non capivo, leggevo quelle giustificazioni dei genitori stile “Maria Sole non ha studiato la pagina di geografia perché era intenta a laurearsi all’università della vita” e non mi era chiaro il punto. Ora invece ho avuto la rivelazione: i genitori odiano i compiti perché sono il luminol del rompimento di palle di cui possono essere capaci i figli. La giustificazione corretta della mamma di Maria Sole dovrebbe essere “ieri mia figlia non ha fatto i compiti perché se avessimo continuato a stare al tavolo l’avrei trasformata in un simpatico stencil da cucina”.

Perché se ritieni di aver sofferto per un bimbo che non vuole mangiare, se pensi di aver patito per un bambino che non vuole dormire, bene un bambino che non vuole fare i compiti ridefinisce il concetto di martirio genitoriale.

Tuo figlio, allegro e salterino, di fronte al quaderno si trasforma in un invertebrato, la consistenza del pesce Bob, anche il suo sguardo assume quella stessa espressione ficcante.

blob.jpg

Poi comincia a sentire la necessità improvvisa di temperare. E qui bisogna che qualcuno mi sveli il mistero dei temperini, ne ho comprati almeno quindici dall’inizio dell’anno, dopo due giorni si trasformano nelle fauci di Chuck Castoro.

ShinDonChuckMonogatari5.jpg

(Madonna Don Chuck come assomigli all’Ape Magà!)

Inserisci una matita estrai un pezzo di liquirizia masticata. Tra l’altro è l’ora di semplificare la cancelleria: il foro grande del temperino non serve a un emerito matiton, è tipo quelli di Sephora, sono vuoti incolmabili. Anche quelle gomme rosse e blu, il blu ha l’unica funzione di bucare il foglio, è proprio una specie di auto-sabotaggio. Metti in mano a un seienne una gomma rossa e blu e ti aprirà un varco spaziotemporale in qualsiasi superficie cartacea.

mcachedl_JdQt53.jpg

(Qualcuno crede ancora a questa leggenda? No, sappiamo tutti che la parte blu è stata usata per aprire il Traforo del Frejus).

Ma l’horror non finisce qui, dopo le Colline hanno gli occhi, ogni sessione di studio si trasforma nei Quaderni hanno le orecchie. Pagine di lino, origami complicatissimi, a ogni movimento il gomito fa una nuova piega, non sospettavi che tuo figlio avesse un ferro da stiro al posto dei gomiti, ma non si smette mai di imparare.

L’importante è iniziare, ti ripeti, ma sono dieci minuti che raccoglie una gomma e cade un portapenne, raccoglie il portapenne cade il quaderno. Sembro io di fronte allo stendino delle occasioni di Zara, quando le vestine di raso non ce la fanno proprio a stare sulle grucce e alla fine appallottoli tutto e via. Solo che adesso vuoi appallottolare tuo figlio, nasconderlo sotto il tavolo e andare a farti un cicchetto domenicale, dimenticando la tua esuberanza procreativa.

Comunque il punto più alto della disperazione arriva quando leggi sul diario: filastrocca sul quaderno rosa o anche detta “101 modi per seviziare Rodari”. Sì perché tu ti affatichi a trasmettere alla tua prole il piacere della bella parola e si trova a memorizzare testi in una metrica che manco il miglior Max Pezzali. Tra l’altro spesso sono firmate da poeti di rilievo del calibro di Herbert Ballerina e Rupert Sciamenna. Ed è un bene che tu abbia ricevuto un’educazione cattolica, perché altrimenti le bestemmie, signori, le bestemmie!

Advertisements
Standard

80 thoughts on “I compiti: ovvero come trasformare tuo figlio nel pesce Bob.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s