Bambini fantastici e dove trovarli.

Molti sono i nemici di un genitore felice che affronta i luoghi pubblici. Spesso i propri figli, per dirne una. Ma anche il vicino di ristorante che ti guarda male quando schiaffi i bambini davanti all’iPad per mangiare almeno una portata senza causarti l’ulcera; ma anche il vicino di treno che ti guarda male perché non schiaffi i bambini davanti all’iPad e così lui non può viaggiare senza farsi venire l’ulcera.

La nonna che ti fa sapere che tua figlia è troppo poco vestita e poi c’è il ballismo tra mamme (anche cyberballismo nella forma social) l’abitudine di mentire sulle performance della prole per il solo gusto di farti montare l’ansia, che comunque i bambini delle balliste hanno parlato a tre mesi, hanno letto a un anno, hanno tradotto a due, perché i tuoi no? Ma non ti preoccupare eh, ogni piccolino ha i suoi tempi, ti tranquillizzano (stronze!).

C’è il tizio dei giardini che ti viene a sgridare perché Marta e Lorenzo hanno staccato delle preziosissime foglie di un cespuglio e tu vorresti dirgli “se Marta e Lorenzo mi mollano un po’ e giocano felici a fare la zuppa con i cespugli del parco per me possono anche disboscare la fottutissima Foresta Amazzonica e anche abbattere L’Albero Azzurro con Dodò sopra e lanciare il napalm sul Fantabosco con il Lupo Lucio protetto dentro” e invece sorridi, ti scusi e dici che sì, smettono subito.

Ci sono i vicini di ombrellone, quando vai in spiaggia, che non correre sulla sabbia e non schizzare nell’acqua e non parlare le parole e non sudare il sudore e tu bestemmi le bestemmie ma sempre col sorriso.

In tutto questo c’è anche un raggio di sole. La presenza di gente per bene, genitori che stanno crescendo quei piccoli uomini e donne anche chiamati bambini più grandi. Sono creature rare, preziose, che si prestano a giocare con i tuoi figli. In spiaggia, a volte nei ristoranti, ma soprattutto al parco si avvicinano e fanno il loro esorcismo a quelle bestie di satana che hanno generato i lombi caprini del tuo ex.

Si prendono Lorenzo in squadra e lo applaudono, lo toccano sulla testa, dicono cose tipo “è forte il piccoletto”, lo mettono in porta e non lo prendono a pallonate fortissimo per divertimento. Oppure intrattengono Marta, Marta la riconosci perché è quella che arriva col suo bel vestitino rosa Frozen (ha pianto imponendo di metterselo) e dopo trenta secondi si è trasformata nella Ciociara. Impolverata, con le calze rotte, con una scarpa sola.

La bambina più grande si prende la mia piccola Ciociara, la porta alla fontanella, la spinge sull’altalena, la spinge sulla giostra rotante, la spinge lei, capite, non io, io faccio una cosa incredibile: riposo il riposo. Io bacerei le madri e i padri di questi esseri angelici, genitori che hanno tanti meriti ma il più grande è quello di aver trombato con successo tre o quattro anni prima di me e il caprino. Proprio benedico quegli ovuli santi, quegli spermatozoi determinati.

Il problema è che le suddette creature deliziose fanno apparizioni rare, vivono sempre in altre zone della città, perché i tuoi vicini di casa sono i maledetti studenti ciellini iscritti a ingegneria da circa quindici anni, quelli che ti hanno mandato i carabinieri la domenica pomeriggio mentre folleggi ballando Rovazzi con i tuoi inquilini bassi di sei e quattro anni.

Le bambine più grandi sono in quel meraviglioso stato di grazia probabilmente un solo pomeriggio nella vita, un miraggio passeggero, una meteora luminosissima, prima di diventare preadolescenti o peggio prima di trasformarsi negli studenti ciellini che vivono sotto di te e ti mandano i carabinieri perché pensano che Rovazzi sia il diavolo. E forse non hanno nemmeno tutti i torti.

 

18190858_10213304298710445_371948323_n.jpgIllustrazione: Letizia Rubegni!

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35 thoughts on “Bambini fantastici e dove trovarli.

  1. Quanto ci rimarrei male, leggendo un libro ad esempio, a scoprire che gli infidi studenti ciellini una volta erano stati anche loro dei bambini più grandi…
    Chissà cosa è successo, quale dolore o menzogna li abbia deviati (non potrebbe essere altrimenti).
    (Tipregotipregotiprego scrivilo!)

  2. “No no il mio dorme tutta la notte”.
    Quanto ho odiato ‘ste troie, che il grande l’ultima sveglia se la regalava alle 4 e io metto piede in ufficio alle settemmezza.
    Poi ho capito e ringhiavo, che da uomo assonnato me lo potevo pure permettere. La mia popolarità è scesa ma io ho goduto.
    Altro capitolo, i ciellini.
    Ci vivo in mezzo, me li ritrovo a scuola, agli sport, ovunque.
    Assolutamente no comment rischio querela.

  3. vipero says:

    Quanto ti abbraccerei, oggi. Io, portatore sano di due molesti.
    Bannato a vita da un elenco ormai a fisarmonica di ristoranti.
    Odiato dal vicino del piano di sotto, ex collega, ex amico, tanto da aver reso isterici quei due al grido: “camminate senza toccare il pavimento!”.

    Ma è tutta gente nata adulta, sono sicuro.
    Oppure devono essere stati, a loro volta, dei bambini così scassapalle da averne prese a badilate doppie, stratificatesi in montagne di rancore, che ora attendono solo di essere sfranate addosso ai nostri piccoli disturbatori della pace mondiale.

    Invece loro, alla guida e al parcheggio dei suv, o mentre comunicano al megafono senza sapere che è solo un cellulare, loro no. Non rompono i cojoni…

  4. vipero says:

    “abbattere L’Albero Azzurro con Dodò sopra e lanciare il napalm sul Fantabosco con il Lupo Lucio protetto dentro”
    (p.s. questo avrei tanto voluto farlo io, assieme ai Doodlebops e ai Teletubbies)

  5. LaRiccia says:

    Io ho trovato un raro esemplare di bambina grande e non ho neppure faticato: è la figlia della mia migliore amica. Le fortune, a volte, iniziano con un: “Ciao, mi chiamo X, facciamo la stessa facoltà. Mi ricordo di te perché assomigli a mia cugina”. Lei invece di scappare a gambe levate, è ancora al mio fianco dopo 20 anni ed (mi) ha regalato una perfetta compagna di giochi a mia figlia

  6. Mia figlia, oggi dolcissima dodicenne (ma trattengo il fiato in attesa del prosieguo dell’adolescenza), per tanti anni appartenente alla categoria dei molesti, si trasformava miracolosamente in angelo in presenza dei bambini più piccoli. Miracolosamente, pur non essendo più né molesta né bambina, ancora lo fa (ma trattengo in attesa del prosieguo dell’adolescenza).

  7. Rovazzi E’ IL MALE, lo sottoscrivo anche se non sono una studentessa ciellina 😀
    Dopo 4 anni di duro lavoro per l’avviamento di Nano1 al rock se ne arriva un bel giorno dall’asilo canticchiando quella stramaledettissima “ilcachemenefrega”, mossetta inclusa (che mi pare di aver capita abbia pure un nome, dab….mavaffa!)
    Per il resto abbiamo dovuto anche noi soccombere al rintronamento figliale da tecnologie pur di uscire incolumi dal ristorante, che delusione. 😦

  8. Mia figlia maggiore è di quelle sempre lodate, ed è la bambina grande che tutti desiderano, tanto che perfino il figlio autistico di un’amica l’abbraccia, la cerca e si fa coccolare.
    Con tutti, tranne che con la sorella di 6 anni più piccola. Metterle insieme in una stanza provoca urla in 3 secondi. Loro, e conseguentemente mie.
    La piccola, che a vederla sembra una tenera bambolina, al nido picchia i bambini più grandi con una regolarità tale che le educatrici a volte rinunciano a sgridarla. Coi più piccoli invece promette di essere anche lei una brava bambina grande (non ha ancora due anni, si deve ancora esercitare un po’).

  9. sto ancora ridendo.
    nel mio caso i ruoli sono invertiti. non so come è potuto accadere ma dal mio corpo è uscita un Alien che riprende ME, capisci ME, al ristorante perchè faccio casino. Mi fa notare che dimentico le cose o che parto col vestito di frozen (peccato non c’è della mia taglia) e torno come la ciociara.
    L’ultima volta al ristorante, nell’attesa del piatto, ha tirato fuori un libro e si è messa a leggere. La commessa mi ha chiesto come ho fatto ad educarla così. Peccato che non ne ho la più palida idea. Per me è DNA alieno o mutante.
    Sto aspettando ancora un responso da Mulder e Dana.
    Le persone mi riprendono perchè è troppo educata e sicuramente è colpa mia che sopprimo la sua essenza O.o
    insomma non va mai bene niente 😀
    Ps: te la presto per spingere Marta sull’alatalena.

  10. Crissy says:

    “il ballismo tra mamme (anche cyberballismo nella forma social) l’abitudine di mentire sulle performance della prole per il solo gusto di farti montare l’ansia”
    sacrosanta verità… e poi faccio pure outing… domenica mi sono portata il tablet al ristorante e sono riuscita a mangiare una portata in santa pace!

  11. Tutta colpa della “Sindrome dei nati adulti”,alias piccoli uomini o donne incazzati con la vita,spesso quella degli altri…piccoli esseri umanoidi che non ricordano di essere stati infanti! Li riconosci subito,calma invidiabile,tono pacato,di quelli che se alzi la voce per il richiamo della prole ti tacciano “burina”. Se ti bendassero li individueresti senza dubbio alcuno tra la folla solamente per la loro frase preferita,quella che se ne esce inerte dalle loro labbra sbuffanti e che tu odi e riodi (voce del verbo UDIRE,che se fosse ODIARE andrebbe bene comunque) ad oltranza e che fa: “Ehhhhh! Insomma,non ci sono più i bambini di una volta…con tutte queste mamme prive di regole che ci vuoi fare…eh si!…pace Amen!” (Segue chiusura di palpebra saccente 😐😑)…che ci vuoi fare Enrica,porta pazienza…ma tanta bene però!!! 😘

  12. Io ho generato una Bambina Grande Prodigio, che si accolla i piccoli altrui. Generalmente, dopo venti minuti, mi presento al genitore e chiedo la parcella 😛

  13. Io sto sperimentando il ballismo precoce. Ho sentito una dire che il piccolo (un mese di vita) dorme 12 ore di fila (oltretutto di notte!). No, cara, scusa, ma le cose sono due: o tieni il riscaldamento troppo basso e lo stai preservando criogenicamente, oppure ti sei accoppiata con Yoghi e hai partorito un orso. Occhio ai cestini del pic-nic quando lo porti al parco.

  14. Qui in Australia mi e’ capitato di vedere genitori che si sono alzati al ristorante per portare fuori il pargolo piangente per non disturbare i vicini di tavolo. Mi sono commossa….in anni di vita italiana non era mai successo. Il pargolino era cosi carino e loro cosi preoccupati di disturbare che me ne sarei piuttosto andata io. Cosi per dire…

  15. muffiandme says:

    13,5 lui 12 lei , assolutamente autodidatti per quanto riguarda il divertimento, sono ottimi intrattenitori e coprono un po’ tutte le età: dai 3 mesi sella nipote, sono zii, ai 17 dell amica della spiaggia, quella soprattutto il maschio, parchi e spiagge Emiliano Romagnole. Poi però glisso su tutto il discorso scuola, si va avanti a frustate verbali e 6—
    La soddisfazione di madre di secchione nemmeno in religione o motoria. Ma si sa hanno i loro tempi, chissà magari a ingegneria saranno tutti 30, ma cl no.

  16. anna says:

    Tranquilla, poi cresceranno, andranno a studiare all’estero oppure chissa, diventeranno studenti di ingegneria ciellini e tu ti strafogherai al ristorante in santa pace rimpiangendo questi anni! TI VOGLIO BENE!

  17. cavallogolooso says:

    Mioddiocomemisentomeglio.

    Però ora ho l’orrore di non ricordare come si chiama quella roba di cui qui hai abusato splendidamente e che mi ricordo nel mio libro GIALLO di latino (l’altro era quello BLU) come eccezione… vivere la vita, sognare i sogni. E’ una figura retorica? E’ solo una cosa che non si deve fare e che quando la fai è un’eccezione e dunque tu la fai e prrrrrrrrrrrrrrrrrr a tutti? Non mi ricordo :-O

    Si ma ora dimmelo.
    E se non lo sai fatti venire l’ansia, tié 😛 😀

  18. LadyJo says:

    @ cavallo goloso: si chiamava tipo L’OGGETTO INTERNO, in quanto era “compreso nel prezzo” del verbo. Mi pare.
    …confermo: ho googlato e ricordavo bene. https://it.wikipedia.org/wiki/Complemento_oggetto_interno
    (giuro che ho googlato dopo).

    questa cosa della bambina più grande l’ha fatta mia figlia quattrenne nel weekend, al ristorante, con una pupetta di un paio d’anni, io ovviamente disapproving perché secondo me i genitori avrebbero dovuto CONTENERLA; però non l’avevo mai vista da questa prospettiva. E ora sono anche un po’ orgogliosa di lei. *_*

    Enrica, complimenti per tutto.

  19. kitten says:

    A proposito del ballismo, segnalo una possibile replica prodotta da un nonno ai giardinetti. All’ennesima dichiarazione mammesca che “ah mio figlio a un mese gattonava, a un anno camminava, a due parlava” ecc., il vecchietto se ne uscì – con quel tono che solo un romano può avere – con: “e la patente signò ancora naa presa?”

  20. pass says:

    Ma noooo, ho dovuto cercare chi fosse rovazzi, ma è terribile! non si può sentire…
    dai, mettici delle xxx nel testo, così il lettore si fa le sue storie e non rischia di dar ragione ai ciellini dopo aver scoperto la verità! 😉

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