Del perché i fidget spinner siano oggetti demoniaci e altre storie.

– PSSSSS Mamma guarda come gira.

PSSSSS mamma guarda come gira sul pollice.

PSSSSS mamma guarda come gira sul ginocchio.

PSSSSS mamma guarda come gira sul tavolo.

PSSSSS mamma guarda come gira sull’indice.

PSSSSS.

(Avanti così, tutto il giorno).

– PSSSS mamma domani me ne compri uno rosso?

– No, Lorenzo, ne hai già uno giallo.

– PSSSSSS ma quello rosso gira in senso contrario!

Ecco, questi sono i fidget spinner… aggeggi che riproducono il sibilo sinistro del demonio e che secondo il mio primogenito girano in senso antiorario a seconda del colore, come l’acqua del lavandino nell’emisfero australe. Io mi sono abituata a sentire in loop “Lezioni di Nirvana, c’è puzza in fila indiana”, mi sono abituata pure alla dab, ma al sibilare del demonio non mi abituo.

La cosa davvero fastidiosa non è il loro eterno ruotare insensato nelle mani dei bambini e dei ragazzi, ma che nei pressi troverai sempre un genitore pronto a raccontarti la storia della sfigatissima inventrice del medesimo. Tu stai lì al parco con tuo figlio che va di indice e pollice e arriva il pippone dell’adulto contrito: “eh loro si divertono… ma pensa quella poveretta che l’ha inventato e siccome non se l’è filata nessuno alla fine non ha rinnovato il brevetto e l’anno dopo: il boom!”. Ma io ci penso a quella poveretta, è logico che non se la fosse cagata nessuno, è come se brevettassi il far scattare in continuazione il meccanismo della penna. È un’idea di merda, dai.

La cosa davvero fastidiosa non è il loro eterno insensato ruotare nelle mani dei bambini e dei ragazzi, ma che nei pressi troverai sempre un adulto a ricordarti il suo originale utilizzo terapeutico per curare i problemi di disattenzione dei bambini autistici. E tu non puoi fare a meno di pensare: sì soprattutto quello con le lucette intermittenti che ok servirà ai bambini autistici in compenso gli epilettici sono fottuti.

C’è sempre qualcuno che ti dice “è un gioco di abilità fantastico, ho visto un video su YouTube di questo ragazzino che faceva mille evoluzioni”. Su YouTube c’è un ragazzino che fa trick praticamente con ogni cosa animata e inanimata sul globo terracqueo, con la penna, con una bottiglia di Vecchia Romagna, con le bacchette dei cinesi, con i cinesi, con le grucce degli abiti, con gli ombrelli. Mi comprai lo yo-yo perché avevo visto un video di un bambino che con il filo del medesimo ci tesseva un maglioncino, lo indossava, lo disfaceva nel giro di un su e giù, mentre io restavo lì come una minchiona e il mio pendolo di Foucault.

È evidentemente un oggetto del demonio. Nasconde i numeri di satana (666), poi datemi pure della lombrosiana ludica, ma per me la somiglianza con la maschera del mostro di Scream è evidente.

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Ho cominciato a usarlo per dare i tempi ai miei figli: lo faccio girare e loro si devono lavare i denti velocissimi prima che si fermi. Se non ce la fanno purtroppo viene invocato lo spirito del suddetto mostro.

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Sempre meglio delle eliche luminose dei pakistani in piazza. Te lo fanno sembrare facilissimo il lancio dell’elica luminosa, in realtà prima di uscire nelle strade delle nostre città i pakistani fanno un training di due anni in un campo militare durissimo. Se non sei nei corpi speciali delle eliche luminose, non ci son cazzi: è impossibile far alzare da terra quei velivoli impropri. Io per esempio c’ho provato e sono riuscita a usarli come fionda colpendo una signora sul lungomare di Alassio che in effetti ha visto la luce. Lo posso assicurare, l’unico modo per far funzionare le eliche luminose del pakistano in piazza è acquistare anche il pakistano.

Il fidget spinner fa schifo, ma mai quanto il going, quel gioco con la palla arancione ovale e i fili della nostra infanzia. In soffitta, credo di avere ancora un cugino incaprettato con quelle corde, è lì dal 1984.

 

Illustrazione satanica di Letizia Rubegni.

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34 thoughts on “Del perché i fidget spinner siano oggetti demoniaci e altre storie.

  1. Silvia says:

    No, tu non ti rendi conto. Pensi che un figlio con l’ attrezzo del demonio sia dura. Io ho 20 alunni seienni che se non sto attenta se lo portano pure al gabinetto. Ne ho sequestrati talmente tanti per uso improprio che potrei mettermi su via Garibaldi, venderli e pagarmi le vacanze. Invece alle pagelle li restituirò ai genitori dicendo “buona estate”. Seguirà risata satanica.

  2. Tutto giusto, però vuoi mettere la soddisfazione di portare a letto le bimbe, darle il bacino della buonanotte, tornare in sala, sedersi sul divano, trovarci lo spinner e… e iniziare a usarlo, dapprima con moderazione, poi con numeri sempre più estremi, fino a farlo roteare a velocità folli sul mignolino del piede sinistro.

  3. Il diablo era parimenti un oggetto del demonio, ma almeno lo usavano i sedicenni fattoni al Valentino per darsi un tono e irretire le ragazzine boccalone come me.

  4. Io il going l’avevo da pollici. Mai andato per un cazzo.
    Di spinner in casa ne ho 5 e faccio girare anch’io la vecchiaromagna.
    Quando è vuota va tutto benissimo.

  5. vipero says:

    Se… il going.
    Quello era uno spasso.
    Prima del going c’erano quelle coppie di palline in plastica durissima. Loro si che erano il demonio.
    Tenute da una cordicella, l’abilità consisteva nel farle cozzare tra loro tenendo la corda al centro, tra indice e pollice.
    Tatatatatatatac!
    I traumi ai polsi non si contavano. Ricordo gente con bozzi enormi sugli avambracci.

    Gli spinner, al confronto, sono angioletti.

  6. lucia venturi casadei says:

    Ah si chiama going il pallone ovale coi fili? Io in un raptus di nostalgia canaglia l’ho comprato il mese scorso da tiger e piace anche a mio figlio 🙂

  7. E vogliamo ricordare ai più giovani che per un paio di anni a metà degli anni settanta i pronto soccorsi pullulavano di mocciosi , ma pure adulti, che si massacravano i polsi, le mani e si cavavano gli occhi con le pallette del click clack? Nessuno ha mai trovato un contrappasso adeguato per l’inventore di quelle

  8. Giuliana says:

    sarà che sono un’insegnante e già lo devo sorbire a scuola (e sono citrulli di 14 anni!), sarà che tutto sommato mio figlio è un cinquenne quindi piuttosto facile da tenere a bada, ma io ho risolto in modo semplicissimo: non l’ho comprato 😛

  9. Cana05 says:

    Non è vero che gli spinner danno fastidio. A me invece da fastidio leggere questi testi scritti da persone di bassa vedutezza che non sanno neanche che gli spinner girano in entrambi i sensi.Tanto nessuno vi ascolta perché tanto solo alle mie prof non piacciono

  10. Chiara says:

    Il pallone con i fili ai miei tempi si chiamava Diablo… con mia sorella abbiamo rischiato il distaccamento del braccio dalla spalla più e più volte.
    Il fidget spinner mio figlio di sei anni lo usa così: lo appoggia sulla fronte del fratellino (di un anno) quando è in auto legato nel seggiolino e lo fa partire.. e il piccolo si immobilizza per le vibrazioni. Sarò una madre degenere, ma a me fa troppo ridere.
    PS: sono una tua fedelissima, quella che ieri ti ha scritto che ti mancava un dito del piede nella foto… 🙂

  11. Francesco says:

    Voi siete tutti scemi io ho 14 anni e tutte ste stronzate non me le bevo, voi avete il demonio dentro voi siete indemoniati…il fidget spinner è solo un gioco….UN GIOCO !!! Tutte ste robe dono fatte per gli ascolti è come la blu whale challenge stessa cosa

    • francesco, adesso ti spiego una cosa che ti servirà nella vita, te lo spiego come una vecchia zia. Non siamo scemi, stiamo scherzando, usiamo una cosa che si chiama sarcasmo. ti abbraccio come a un figlio, un po’ tonto

  12. sei mitica! mi hai fatto morire dalle risate in un escalation culminata con l’immagine di un poveretto incaprettato in soffitta!! Scrivi in modo davvero bello, leggero e divertente! complimenti!!

  13. cavallogolooso says:

    hey, non mi ricordavo si chiamasse Going! E non sapevo che quel coso si chiamasse come lo stai chiamando! 😀 Ad un evento che fotografavo c’era un bimbo che lo faceva ruotare e siccome avevo tempi altissimi invariabilmente io lo fotografo congelato, fermo, quindi ho alcune foto di bimbi con questo coso triangolare in equilibrio sulle dita: infinitamente meno interessante dei loro ritratti identici mentre semplicemente guardano, oppure ridono verso quello che succede intorno.

    Comunque dai, ogni anno c’è qualche minchiata del genere, ogni tanto qualcuno inventa la palla, oppure andare in equilibrio, o lanciare il fango sul muro, ma in versione lucro. Sono quasi sempre due o tre euro di più di quello che secondo noi quei pezzi di plastica dovrebbero costare, finiranno sempre nel cesto dei giochi fino a 30 anni dopo … ma alla fine ci farai un sorriso. Come ho fatto io con la RIMBALZINA! 😀 Una … wow PALLA DI GOMMA! 😀

  14. il going, in realtà, è molto più vecchio: ci giocava mio fratello alle medie (leva 65) e io lo ODIAVO. mio zio venditore di giocattoli pretendeva che fosse un articolo sportivo, e che provassimo a farlo andare anche con i piedi…
    io continuo a non vendere il punto in quella forma ovale che andava avanti e indietro.
    quando non si fermava a metà

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