La surreale esperienza di parlare al telefono con i miei figli.

Madre:           Ciao, amore!

Figlio:             Ciao.

Madre:           Eh ma che voce, sei triste?

Figlio:             Eh?

Madre:           Non è che sei triste perché ti manca la mamma?

Figlio:             Eh? Quale mamma?

Madre:           Di madre ce n’è una, tutte le altre son nessuna. Tua madre, io, me medesima.

Figlio:             Ah sì, sì. Mamma tu.

Madre:           Che cosa stai facendo?

Figlio:             Niente.

Madre:           Stai guardando la tv? È per quello che non capisci quello che ti chiedo?

Figlio:             Eh? No Masha, no mamma, volevo dire.

Madre:           Vabbè. Ti piace lì?

Figlio:             Sì.

Madre:           Dai raccontami qualcosa.

(rumori di suggerimenti dalla sorella, chiede l’aiuto da casa, tergiversa).

Figlio:             Ti volevo dire che… sai che… ti volevo dire, no… oggi…

Madre:           Ce la puoi fare, Lorenzo, concentrati, la sapevi questa!

(rumori di fondo di un telefono che viene inghiottito da un narvalo che viene inghiottito da un capodoglio).

Madre:           Pronto? Pronto? Lori?

Figlio:             Ti passo Marta.

Madre:           Ti voglio bene.

Figlio:             Grazie.

***

Figlia:             Mamma perché tu sei lì e io sono qui?

(Mi soffia nella cornetta).

Madre:           Amore stai facendo Darth Vader, tieni bene il telefono.

(Parte il vivavoce, poi il muto, poi la conference call con la Cina, poi segnali dal futuro).

Madre:           Perché sei qualche giorno al mare mentre lavoro.

(Schiaccia tasti a caso con la guancia producendo una sequenza di cinque note).

Madre:           Cos’è, Marta, “Incontri ravvicinati del terzo tipo”? Vuoi comunicare con me così?

Figlia:             Non ho capito.

Madre:           Niente, niente.

Figlia:             Mamma…

Madre:           Eh?

Figlia:             Cos’ho qui?

Madre:           Non lo so.

Figlia:             Ma qui non vedi? C’ho qualcosa che crude. MI CRUDE!

(Rumori di tasti che suonano il bolero di Ravel mentre si sta strusciando il cellulare contro la gamba per farmi vedere la puntura di zanzara).

Madre:           Prude non crude. Però non vedo, no. Comunque mi manchi tanto.

Figlia:             Anche io mi manco. Ti passo papà.

***

È la prima volta che resto da sola a casa senza i miei figli. Ci siamo allontanati solo quando sono stata in Sierra Leone e lo scorso settembre, nei giorni difficili di mia madre in ospedale. Quindi è la prima volta che resto da sola a casa, serena. È bello e silenzioso, la casa è pulita, i gatti non vomitano da un po’ (ho il sospetto che abbiano una bulimiao da stress), la mattina vado al lavoro a piedi, la sera ceno fuori con chi mi vuol bene. Ho pianto su sette puntate in tirata di Big Little Lies. Ho cercato la ragazza che ero, prima di loro, l’ho cercata nei dehors all’ora dell’aperitivo e nella voglia di spingersi in là nella notte. Ma non l’ho trovata, non mi manca, non farei a cambio con lei. Si è presa gli anni più difficili, io quelli più belli e faticosi. Si è presa la solitudine, io la moltitudine, il fracasso. Si è presa la semina, io l’infinito raccolto. E raccolgo piccoli giochi da terra, qualche paillettes, una pinzetta rosa per i capelli di Marta sotto il mobile di cucina. Le metto da parte per domenica che le faccio i codini. Aspetto che ritornino e mi godo il silenzio e le assurde telefonate della sera.

Illustrazione: Letizia Rubegni.20030894_10214097327015657_760042921_n.jpg

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39 thoughts on “La surreale esperienza di parlare al telefono con i miei figli.

  1. Bello. Nemmeno a me manca la ragazza che ero, ma mi piace restare sola con la donna che sono diventata… ma non succede quasi mai e non nego che mi piacerebbe

  2. Hai un modo di raccontarti e di raccontare la maternità incantevole. Ci vedrei un libro, nei tuoi racconti, perché arrivi splendidamente anche a chi come me è in una fase della vita così diversa, se vogliamo anche un po’ spaventata dall’idea di famiglia, eppure mi aiuti a adottare un punto di vista di vista più sereno e a riflettere sull’argomento. Brava, come sempre!

    • tu dama distratta, io pessimo ufficio stampa di me stessa. Ho scritto un romanzo per Mondadori due anni fa che si intitola “la verità, vi spiego, sull’amore”, quest’anno è uscito anche il film con ambra angiolini al cinema. A ottobre uscirà il nuovo romanzo. Così ti sei beccata tutta la mia agenda ahahahahha. un abbraccio

      • Ho appena visto il trailer carinissimo ma adesso vado a informarmi sul libro – che si sa, il secondo è sempre meglio:D e ancor più mi hai fatto venire voglia di comprarlo per il pessimo ufficio stampa ;D un abbraccio anche a te

  3. Figurati che io sono messa così male che aspetto il trasloco con ansia per smollare i tre nani a mia madre e poter stare un po’ sola con mio marito!! Ho dovuto minacciarlo, tra l’altro, perché lui non voleva mandarli; gli ho detto: o trasloco senza figli, o trasloco senza ME e i figli, decidi! Non ha voluto ciucciarsi il trasloco da solo…chissà come mai…Avrei potuto dirgli di andare lui coi nani e io farmi 10 giorni di pace durante il trasloco…

    • Luigi says:

      Mia madre ha molti difetti e ha commesso un’infinità di errori, ma non mi ha mai chiamato NANO e di questo le sono grato.

  4. vipero says:

    È che ci sanno fare tutto, col telefono, tranne parlarci dentro.
    I miei, quando squilla, lo guardano basiti e si bloccano, espressione alla Homer, e poi sussurrano un doh!

    A volte il doh! lo urlicchiano più forte, se la chiamate dovesse interrompere qualche partita.

    Il mio io precedente mi manca solo quando litighiamo per il controller della PS4. Una volta, ai tempi della PS1, era tutto mio.

  5. Eh, certo che non siamo più quelli che eravamo prima di diventare quelli che siamo adesso. Mia figlia non ha mai conosciuto una certa precedente versione di me, perché essa esisteva fino a quando lei non c’era. Poi è partito uno spin-off della nostra vita. E mi piacerebbe tanto che si incontrassero, loro, una volta, mia figlia e suo papà prima di essere suo papà. Perchè sono davvero due persone di cui non potrei mai fare a meno. Che brava che sei: l’ultima parte del tuo post è semplicemente struggente e clamorosamente bello. “Si è presa la semina, io l’infinito raccolto” è una immagine definitiva, universale. Di una bellezza devastante che a me, invece che piangere fa ridere, da quanto mi rende felice.

  6. Giulia says:

    A me le telefonate coi figli quando sono lontani commuovono sempre un po’. Li sento imbarazzati, inabili agli scambi a voce, poi mi dico che magari si sono faticosamente abituati a non avermi intorno e arrivo io con le mie richieste di parlarci per tranquillizzarmi. A volte diventano anche loro nostalgici, il più delle volte non vedono l’ora di chiudere e tornare alle loro occupazioni.
    Comunque poi chiudiamo la comunicazione e io torno ad alzare il volume della tv e a sgranocchiare patatine.

  7. muffiandme says:

    I miei, lui 13, lei quasi 12, sono stati fagocitati (con nonna) dai tentacoli della riviera romagnola, e io mi godo giorni solitari e giorni in trasferta dal marito che lavora a 200 km. Proprio oggi ho avuto un rewind, io che li allatto, “li” un’unica entità che tieni in grembo, loro con le manine che mi agguantano un lembo di maglia, di pelle o un mio dito…e mi guardano. Dillo tu Enrica che sei capace, cos’è quel contatto di occhi, che dagli occhi, ora, a ripensarci dopo tanti anni, ancora muove un luogo indefinito tra lo stomaco e il cuore.
    …Col telefonino invece non riesco proprio a parlarci, dovrò farmi Instagram per fargli almeno ciao con la manina, loro usano tutte le altre funzioni (che non uso io), ma non sanno te-le-fo-na-re con telefonino.

  8. La Fra says:

    Ho divorato big little lies in 3 giorni dopo aver scaricato le 7 puntate. È stata la mia analista a suggerirmi di vederlo e la ringrazio! Peccato che ho dovuto guardarlo a singhiozzi, mettendo pause o mandando indietro e poi avanti, perché le mie figlie gemelle di 8 anni avevano la capacità di entrare in sala, ogni volta che Celeste trombava con il marito.
    Poi un pomeriggio Carla mi dice: mamma, ti prego fammi stare qui sul divano con te, ho sonno mi metto con la testa nel cuscino e mi addormento, ti prometto che non guardo!
    C’era una scena tranquilla in quel momento, il piccolo Zicky chiacchierava con la mamma. Rispondo a Carla: “ok amore, ma addormentati subito! Capito?” non risponde, forse già dorme! Illusa io. Neanche il tempo di pensarlo e il piccolo Zicky dice a sua mamma: “quindi mi vuoi dire che il maschio mette il suo pisellino dentro il fiorellino della femmina…??” Carla alza di scatto la testa dal cuscino e mi guarda perplessa e prima che possa darle il tempo di farmi qualsiasi domanda, stacco tutto, rassegnata… e niente… ogni tanto vorrei poter avere un po di tempo solo per me nelle ore diurne e non aspettare la notte (a volte neanche quella) per potermi rilassare un po senza sentirmi chiamare…. mamma mamma maaammma mamma mamma!!!!
    Bacio Enrica, sei superlativa come sempre e ti ho invidiato un po per questo tuo weekend in solitudine.
    A proposito tu con quale delle mamme protagoniste ti identifichi di più???

  9. Oh Enrica…che tenerezza. Anche io sono sola, le mie figlie al mare con la nonna e io unica padrona del mio tempo. E’ gia’ la seconda estate che le lascio per tutto luglio (ha insistito mia madre, giuro!) e faccio la pendolare nel weekend. La prima settimana e’ un’ebbrezza leggera, stilo buoni propositi per sfruttare al meglio tutta questa liberta’. La seconda settimana i buoni propositi vengono in parte attuati, la terza miseramente barattati con la combo “divano/real time”. Alla fine del mese mi mancano cosi’ tanto che mi riprometto di organizzarmi diversamente per l’estate successiva…..comunque so che stanno bene, mi dico che qui morirebbero di caldo e dovrebbero subire i miei orari di lavoro, cioe’ sveglie presto tutte le mattine….le telefonate surreali (ormai solo con la piu’ piccola) sono il mio appuntamento serale, e ora che mia madre ha finalmente whatsapp si sono aggiunti anche i messaggini pieni di faccine cuoricini e animaletti. Alla fine del mese dicono “nonna” anche per chiamare me…..pazienza. Spero di fare una buona cosa, alla fine si deve pur sopravvivere all’estate…..un abbraccio

  10. Alice says:

    Sei una poetessa! Big little lies adorato anche qui. Proprio stasera partiremo per consegnare il 3enne ai nonni al mare, io poi andrò a dare il cambio fra 2 settimane. E’ già un’abitudine rodata, ma ormai evitiamo le telefonate in ore serali perchè lo agitano e gli fanno fare brutti sogni. Solo la mattina si può, mi racconta del mare e dei bagni. Momento struggente ugualmente, perchè io mi appresto al lavoro e io per tutta la giornata aspetto le foto che mi manda mio padre, per poi commentarle la sera con mio marito. Però divano, serie sboccate e schifezze da mangiare aiutano! Per fortuna la gatta riempe lo spazio vuoto con i suoi peli sparsi

  11. Alessia says:

    ti avevo un po’ persa di vista come sintonizzazione,invece ecco qua un pezzo bellissimo, buffo e tenero al tempo stesso. Racconti la tua vita dal tuo punto di vista e però da quel punto di vista sbirci un po’ pure nella vita di molte di noi! 🙂 brava

  12. Patty says:

    Ciao sono nuova (ma non anagraficamente): che brava che sei. Un saluto dalla ragazza che ero e dalla donna che sono

  13. cavallogolooso says:

    Anche la mia nipotina mi mostra le cose a telefono! 🙂 Anzi, entrambe, anche quella all’estero. Anzi, quella si allontana anche e parla dalle altre stanze (io sento silenzio e un lieve brusio). Ma da loro abbiamo imparato che siamo in questo millennio ed esiste skype: la nipotina francese attacca skype (da sola) e si mette a giocarci davanti, ogni tanto ti guarda, poi va a ballare in giro per la stanza, poi si fa i fatti suoi per 4 ore e poi magari la vedi che sembra entrare nello schermo “ZIOOOOOOOOOOooooooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!”. Non è gente che abbia pagato un’interurbana, no? Loro sono in questo millennio. Allora qualche volta facciamo videochiamate anche col cellulare, anche con la nipota italiana: quando devo “guardare qua” … si vede 🙂

    Così sti cavolo di giga servono a qualcosa anche ai quarantenni! 😀

    Detto questo: più ti leggo più capisco che io non ho sbagliato scelta di vita: io NON sarei un buon padre e non ci sono “ehnonpuoisaperlo” che tengano. Certo, se l’iddio del dovere mi affibbiasse mia nipote perché sono morti tutti è ovvio che non sarei una merda d’uomo. Ma non per scelta: le regalerei la mia vita, ma sentirei di perderla: semplicemente direi: beh, la tua mi sembra possa essere migliore. Invece chi veramente è un buon genitore è come te. Mi migliora la vita sapere che voi ci siete, genitori così. Non è lo stile, non è l’educazione, l’ironia sprecata o la pucciosità: è proprio la visione. Tu sei una Mamma davvero, la tua vita è completa per te solo in quel modo. E loro lo sentono, anche se nessuno ne è perfettamente consapevole.
    Mi ritrovo a fare da papà-amico per un sacco di ragazze che mi fanno da modelle rendendomi conto di quanto gli manchino i genitori. E loro ce li hanno i genitori eh. Ma alla fine dici: ma a me parli di queste cose? A me chiedi consiglio? Io devo portarti a fare questa cosa? Ti accompagno io, ti spiego io? Ma dove sono i tuoi genitori, cosa cazzo fanno, come ti rispondono? Rispondono?

    E tu… tu invece non hai solo creato un essere vivente perché non sapevi che fare nella vita. 🙂 Grazie!

  14. Mi rivedo quando da una parte vorrei prendere e partire con gli amici per un weekend e staccare da tutto…ma poi penso a quanto mi manca mia figlia quando sono al lavoro tutto il giorno e mi dico che ormai quei tempi sono andati…non è nemmeno che non ho più l’età per certe cose…è come dici tu…quella di un tempo è andata…è come rinascere e vivere un altra vita.

  15. Coccinella says:

    Ti leggo sempre ho letto il tuo libro sei una grande , mi ritrovo in tutto quello che dici io non ho neanche i nonni che la portano al mare solo una mamma incriccata dagli acciacchi a casa e mi tocca badare pure lei, la bimba sta al centro estivo nove ore io lavoro tutto il giorno e pure i rimorsi che la porto al centro estivo! La bontà è che lei si diverte mi ha detto mamma quello è proprio il posto che fa per me ! Mi ha fatto morire dalla risate 😜 mi piace tanto come scrivi fai ridere e piangere io mi commuovo sempre

  16. Sonia says:

    Telefonate identiche… e anch’io mi ritrovo così “Ho cercato la ragazza che ero, prima di loro, l’ho cercata nei dehors all’ora dell’aperitivo e nella voglia di spingersi in là nella notte. Ma non l’ho trovata, non mi manca, non farei a cambio con lei.”

  17. Angela says:

    Ti leggo spesso. Hai una scrittura veloce, la si “mangia”. Mi piace soprattutto la dolcezza che a tratti riaffiora. Descrivi bene quella sensazione che si prova ad essere mamma, quasi che il cuore si allargasse. Complimenti!

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