La vita sociale dei genitori con figli: no neutralizzazione no party.

Se sei un genitore e vuoi mantenere in vita uno straccio di attività sociale è molto facile che uscirai con altri genitori, con loro organizzerai cene, vacanze, gite fuori porta, grigliate. Gli adulti con figli si accompagnano ad adulti con altri figli, uniti verso un unico grande obiettivo condiviso: la neutralizzazione della prole.

A questo scopo le cene in casa tra amici con figli si consumano in due tempi. Il primo tempo prevede l’alimentazione rapida e indolore dei più piccoli secondo il menu Isola dei famosi (ovvero pasta in bianco, alla meglio riso in bianco anch’esso). I bambini mangiano velocemente, mentre gli adulti pregustano con euforia il momento in cui verrà decretato il “Liberi tutti, rompete le righe, fatevi una vita” che è il primo segnale della neutralizzazione. Capita che un padre proponga timidamente “ma non sarebbe più educativo farli stare a tavola con noi, fino alla fine della cena?”, ma passa di lì un trenino di genitori che lo ingloba cantando “meo amico Charlie Brown” e se lo porta, consentendo che la neutralizzazione abbia seguito.

La seconda parte della serata riguarda gli adulti che mangiano e bevono in pace e soprattutto increduli. Di tanto in tanto i bambini arrivano al tavolo per mostrare qualcosa ai loro genitori, allora è fondamentale dimostrare un interesse intenso ma repentino al quale far seguire una piccola carezza sulla nuca e un gentile ma determinato “ora va’ amore”. Non bisogna sembrare scocciati né frettolosi, tutto deve avvenire con naturalezza, tipo carezza di Giovanni XXIII, una carezza che congeda.

A fine cena c’è sempre una madre che urla “ragazzi, volete il gelato?”. E qui faccio un inciso sull’uso del termine “ragazzi”. Non so perché ma dopo i sei anni i figli quando sono con figli d’altri diventano magicamente un’entità chiamata “i ragazzi”. Quindi la mamma urla “ragazzi, volete il gelato?”. Ecco è un errore madornale. Tutto andava per il meglio, ci si ignorava amorevolmente, era bellissimo, ora tu gli dai il gelato e loro si prendono i giochi del cellulare, sei tablet e tutta la programmazione di Sky to go. Quindi no gelato, glielo date dopo in macchina tornando a casa. C’è la kids bag apposta.

Un’altra insidia per la neutralizzazione è rappresentata dal padre giocherellone, un fuoco amico insomma. Ogni tanto egli decide di voler dar sfogo alla sua stupidera e si butta in mezzo ai bambini, li insegue, ci fa la lotta. Padre giocherellone, ma che idea è? Un padre giocherellone è un drappo rosso per i tori, aizza i bambini a livelli incontrollabili, tra tre minuti ti rompi le palle di inseguire e farti menare e loro invece no, loro sono attivati e inferociti, tra l’altro affamati visto che si sono nutriti del menu dell’Isola dei famosi.

Dopo una certa ora i bambini sono così stanchi che l’unico modo per tenerli a bada è sfruttare un supporto audio-video qualsiasi, dalla fase neutralizzazione si passa alla fase zomba. La fase zomba è concessa per un massimo di mezz’ora, perché c’è un limite anche alla genitorialità gaudente, anche se gli amici con figli sono bravissimi nell’auto-indulgenza che si manifesta attraverso frasi standard tipo: “ai nostri tempi i bambini stavano tra di loro, gli adulti ci tiravano bucce di patate sotto il tavolo e se proprio accendevano la tv per intrattenerci davano Marcellino pane e vino”.

Nella mezz’ora zomba è bene non fare troppo rumore a tavola, né sembrare troppo felici o divertiti, i bambini anche in stato di semi-coscienza (che manco io davanti alle televendite miracle blade dopo una serata in discoteca ai tempi belli) non accettano che i genitori si divertano più di loro. Si riattivano istantaneamente e un bambino stanco ma riattivato vi manda in vacca gli effetti di una serata gaudente in pochi secondi.

Poi, visto che siamo a fine estate, aggiungo una piccola postilla che riguarda gli amici con figli in spiaggia. Verso le sette la pressione migratoria dalla battigia verso le case si fa indomabile: è allora che gli amici con figli si immalinconiscono e sospirano “è l’ora più bella, peccato non potersela godere”. Lo fanno tutti, fateci caso. Ora io vorrei rassicurarvi che invece potete, se lavate e nutrite i vostri figli dopo il tramonto non succede nulla, non avete partorito dei Gremlins, non si trasformano in mostriciattoli di merda. Quindi godetevi questa benedetta ora più bella, per cortesia, che poi viene umido e arrivano i reumatismi.

Illustrazione dell’amata Letizia Rubegni.

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26 thoughts on “La vita sociale dei genitori con figli: no neutralizzazione no party.

  1. Manuela says:

    Con il padre stupidero, la carezza del Papa e Marcellino pane e vino sono morta :-D… ma quanto vero è??? 😀 😀 😀 leggendoti mi sento meno in colpa per le mie serate social!!!

  2. il menù isola dei famosi può declinarsi anche in cotolettaepatatine che non s’è capito perché sono sempre pallide, un po’ sbiadite, tendente al bianco… e i bambini (ragazzi, pardon) lasciano raffreddare pizzicandone una al volo a intermittenze regolari tra una corsa e l’altra

  3. vipero says:

    La cosa peggiore di tutte, ma proprio tutte, sai qual’è?
    Quando, dopo aver corrotto la zia e mollatole i molesti per una sera, ti ritrovi a sospirare e mormorare: “certo, fanno casino, però… quanto ci mancano, eh? senza mi sento come fossi nudo…”.

    Vabbè. Ma a chi voglio darla a bere?
    È la migliore.

  4. Davvero simpatico! Per chi non ha figli.
    Si può approfondire parlando delle dinamiche di una tavola adulta di sole coppie, con o senza separazione per genere (padri con padri, madri con madri); della gestione dell’ironia e delle energie; dell’entropia derivante dalla partecipazione di un single (specialmente se divorziato recente)….

  5. simonac says:

    Sei semplicemente spettacolare. Ma posso capire come fai a raccontare (quindi, prima ancora, a vivere) in maniera così reale e palpabile ed ironica e seriamente scanzonata l’inquietante nonché strabiliante quotidianità?! Sei geniale.

  6. cavallogolooso says:

    Io sono solo zio 🙂 Ma sarei uno di quei papà-giocherelloni-che-tanto-dopo-mezzora come dici tu. Ma’nfatti io non ne ho prodotti, non ne voglio generare, mi faccio la vasectomia tra un mese per essere sicurosicuro. Da zio io ovviamente accondiscendo a qualsiasi desiderio della mia piccola (leggi: capriccio) anche se mi rendo conto di essere parecchio in linea con la severità (oddio… mia madre è del 36… lei SI che era severa…) della sua mamma (classe ’85) … Ma insomma io sono zio, faccio il cazzo che mi pare (se consentito) e sono qui apposta per viziare e guardare la mia piccolina con gli occhi a cuoricione. Non solo: ho il salvacondotto per restare zio anche se in realtà non siamo parenti né lo siamo diventati 🙂

    Si embé?

    … ma ‘namicomio che è stato (ovvio, lo dico da non genitore) un ottimo genitore e sempre un ottimo educatore … non è uno di quelli che tantodopomezzora. Lui è giocherellone sul serio, ama i bambini, adora l’età in cui sono davvero bambini e gli dedica (ora ha 52 anni ma si spacca in due lo stesso, se capita) tutte le sue energie, fino alla fine, fino al crollo sul divano. Certo, si caricano, certo faranno casino. Ma se li gestisce lui, non te li manda li … tu lo faresti davvero smettere? 🙂

    L’ora più bella… cavolo, sono così tanti anni che non la vedo che… mi sa che questa settimana ci vado: grazie per avermela ricordata 🙂

  7. Ennò! I miei sì che diventano Gremlins! Anzi, se lo magnerebbero il Gremlin !
    Chè si può tranquillamente godere dell’ora più bella in spiaggia (fatto), ma poi si paga il conto, e salato! (Qui servirebbe il post sui figli stanchi-mezzincoma-affamati-assonnati-mariattivati. E parte lo sclero generale.

  8. giuliadasé says:

    l’ora più bella questa estate è diventata la cena in spiaggia per i bimbi, abbiamo mangiato a cena panini ma vuoi mettere la soddisfazione di mostrare loro il tramonto nel mare e sentire il tuo seienne dire “che bello mi è piaciuto tantissimo”?

  9. Barbara says:

    voto tutto. soprattutto il menu Isola dei Famosi – integrato da tovagliate di prosciutto cotto “che a loro piace tanto” – servito all’apposito tavolino dei bimbi Ikea

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