Dodici ricordi e un segreto.

Se domani tutto dovesse finire, che ricordi porteresti in salvo? È un piccolo gioco come “obbligo-verità”, una di quelle domande tra amanti o tra amici, da fare dopo cena o dopo l’amore. Che ricordi salverei, se domani la memoria dovesse finire?
A casaccio.
Quando ho visto mio figlio per la prima volta, neonato, l’ostetrica che me lo passa e io che lo aggancio per sbaglio con l’indice nella bocca, all’amo, e lui smette di piangere, mentre io rido forte. Stava in acqua un attimo prima e io l’ho pescato dentro di me, come si pescano i desideri più profondi e si danno alla luce.
Lo schiaffo ingiusto di mia madre che ha paura di avermi persa e mi ritrova in spiaggia, un metro da lei.
Mio padre davanti alla tomba dei suoi genitori, una tomba chiusa da più di vent’anni, io piccola, lui che si asciuga gli occhi, mi guarda e dice: “non ci si abitua mai”, “a cosa?” chiedo, “a essere orfani”.
Il ragazzo che mi aspetta in fondo al binario e so che sono davvero arrivata per la prima volta, che lui è in quel momento il punto e io la linea che lo raggiunge. Poi mi regala un cassetto per lasciare cose mie quando dormo da lui, un cassetto e non c’è nemmeno il comodino o il mobile intorno, chissà dove l’ha preso.
Porto in salvo anche il dolore che non ti fa piangere, perché le lacrime sono per le piccole cose capricciose.
Ne mancano molti all’appello.
Le risate di ogni foggia, dimensione, altezza e intensità, quella di mia figlia tra tutte.
E poi io che prendo la rincorsa, ho una gonnellina a balze rosse, faccio un salto e mi alzo in volo, sospesa di appena qualche centimetro scivolo nell’aria parallela al pavimento. So di averlo solo sognato, ma a tanti anni di distanza, trentacinque per l’esattezza, so anche che quella bambina sapeva volare.
Infine, i miei genitori, mano nella mano, seduti in un prato in campagna, io li guardo, mia nonna mi dice di non disturbarli e io penso “che strano, mai visti così vicini, chissà cosa fanno”. Lo capii anni dopo, si stavano lasciando.
Cosa sarei io senza quelle risate? Senza quel cassetto? Senza sapere che i genitori sono figli? Che c’è bisogno di stare vicini anche per lasciarsi? Senza il volo e senza la caduta? Senza la maternità come pesca miracolosa? Sarei ben poca cosa.
Scriviamo le nostre memorie su vetri appannati, ci passiamo la mano sopra per goderci il paesaggio, a volte sono le stagioni a farlo per noi. Poi improvvisamente, mentre guardiamo fuori dalla finestra, in controluce, ecco che la storia ricompare nella condensa dei nuovi respiri.

Di questo parla il mio nuovo romanzo Dodici ricordi e un segreto: del respiro del presente, della memoria, dei suoi misteri e dei suoi sospiri. Io non ci sono, non c’è la mia storia dentro, ma quella di Attilio, Aura, Isabella, Tomaso e Guglielmo. Eppure è così mio. Esce domani in libreria, ma oggi potete scaricare da qui l’estratto gratuito insieme a una mia poesia inedita.

E se domani tutto dovesse finire, voi che ricordi portereste in salvo?

#DodiciRicordieunSegreto.

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48 thoughts on “Dodici ricordi e un segreto.

  1. Che bello Enrica! Lo compro e lo porto a Londra con me … e mi hai fatto venire voglia di fare anche io il gioco di scrivermi i ricordi che salverei per rileggerli tra tanto tempo

  2. …che lo sapevo che, prima o poi, ce l’avresti fatto questo scherzone. Brava brava brava.

    Dei ricordi che porterei qualche idea ce l’ho, ma son come i desideri con le stelle cadenti, se li racconto sfuggono via.

    Un abbraccio!

  3. Ceci says:

    Cara Enrica,
    leggo la tua posta con grande ammirazione e mi ritrovo spesso in ciò che tu sei riuscita ad esprimere in parole. Ho una bambina di 18 mesi, ma le tue mail mi accompagnano da ben prima che lei arrivasse, desiderata l’avrei dovuta chiamare. Poi ho scelto per Maria Vittoria (non cambia molto il concetto). Vorrei dirti grazie, anche per avermi commosso. Acquisterò il tuo libro. Un abbraccio

  4. Ginevra Tumiati says:

    Spaziale.

    Ginevra Laura Tumiati
    PR & Events
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    LANDOLL MILANO
    Sede legale: Landoll S.R.L. – Viale Bianca Maria, 41 – 20122 Milano (MI) – ITALY – P.I. 00195480199
    Sede amministrativa e operativa: Landoll S.R.L. – Via Soncino, 15 – 26010 Ricengo (CR) – ITALY – P.I. 00195480199
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    e-mail to: ginevra.tumiati@landoll.it
    http://www.landoll.it
    http://www.nashiargan.it

  5. Con una presentazione così, mi costringi a comperarlo al volo. Uno dei ricordi che porterei con me è quello di mio nonno, affetto da una forma di demenza che gli faceva dimenticare chi e dove fosse, che scambiando una pianta di camelie per un cancello non riusciva più a muoversi; e io, che avevo 7 o 8 anni, lo prendo per mano e lui docile come un agnellino mi segue. E altrove ho letto che nel tuo libro si parla di nonni: non so, è come se avessimo qualche ricordo in comune… 🙂

  6. Nadia says:

    Ti seguo da molto tempo, ti scrivo per farti i complimenti, mi sono quasi commossa quando ho letto del tuo libro…credo di averlo aspettato senza saperlo! Lo comprerò con grande piacere. Hai un dono speciale, arrivi al cuore delle persone con tanta leggerezza e nonchalance!

    • Grazia nadia, dopo il primo romanzo e il film, questo mi sembra una specie di libro calimero a cui però sono legatissima. speriamo vada per il mondo con le sue gambe sghembe. Ti abbraccio forte

  7. Laura says:

    MI hai fatto commuovere con questa introduzione al tuo libro… sarà disponibile anche in ebook? Chiedo troppo? Complimenti!!! 😉 Laura

  8. Amo i numeri dispari ma l’1 non mi piace. Ne arrivano oggi quattro copie da Mondadori, ne ho acchiappate telefonicamente 3, che è meglio 🤣

    P.S. Tre copie equivale a tre dediche? 😜😘

  9. I miei nonni seduti vicini che si danno la mano guardando la tv.
    Il funerale di mio nonno, avevo dieci anni ed è il mio primo ricordo adulto.
    I miei genitori che si sorridono complici nel giorno delle nozze d’argento.
    Mia cugina Monica ed io che da bambine litigando finiamo nella melma e mia zia che ci rincorre con la scopa perché entriamo in casa zozze e lei aveva appena finito di lavare casa.
    Ortensia, la mia vice mamma che mi consegna orgogliosa il mio regalo di laurea.
    Un ragazzo che mi porta a casa in bici una sera di ottobre di 37 anni fa che è diventato l’uomo che ancora si addormenta con la testa sul mio cuscino.
    Il giorno in cui abbiamo salutato un fratello del cuore insieme alla nostra gioventù.
    La prima volta che ho detto ad una mamma che il suo bimbo era sordo e anche l’ultima perché sono cose così difficili da fare che non ci si abitua mai.
    Ogni volta che assisto al miracolo del momento in cui una persona torna a sentire o un bimbo sente per la prima volta: è ciò che rende meraviglioso il lavoro che faccio

  10. L’album delle foto d’infanzia a casa di mio padre.
    Quando ho stretto tra le braccia mia nipote, appena nata, ed è ho sentito l’amore per la prima volta.
    La prima uscita e la notte folle con mio marito.
    Le frasi da innamorato che mi scriveva mio nipote.
    Le zampe dei miei gatti che mi accarezzano il viso.
    L’inverno islandese.
    Tutto il dolore che mi ha resa quello che sono.
    Complimenti e in bocca al lupo per il libro. Grazie per il post, che mi ha regalato questa pausa alla ricerca dei ricordi da salvare. Da fare più spesso 😉

  11. Claudia says:

    I miei genitori seduti a turno sul letto dove riposo in preda alla febbre, silenziosi e rassicuranti. Il primo giorno di scuola: il grembiule ereditato da mia sorella, il fiocco un po’ stretto al colletto e i banchi troppo alti. Il profumo del minestrone di mia madre, cotto con pazienza sulla piastra della stufa. Il primo bacio, i primi problemi e la certezza che mio padre me li avrebbe risolti tutti. Le favole raccontate ai miei figli la sera, anche se ero sempre la prima a prendere sonno. Il momento in cui ho deciso di riprendere in mano la mia vita dopo la fine del mio matrimonio. Il giorno in cui ho conosciuto il mio attuale compagno. Vorrei poter ricordare i colori delle mie colline e il profumo dell’aria quando sta per nevicare.
    Intanto mi godo la lettura del tuo libro…
    …e aspetto novità😉
    Buon tutto!

  12. Liv says:

    Grazie per questo bellissimo dono
    e specialmente per quelli che troviamo leggendoti ogni settimana.
    (Non vedo l’ora di procurarmi il libro)
    Un abbraccio

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