Siamo donne fatte e sfinite.

Ci incontriamo per un bicchiere di vino, mentre le figlie si vestono da sirene e volteggiano in salotto in una panatura croccante di brillantini. Ogni tanto i loro echi arrivano in cucina, ci chiamano, “resisti” ci diciamo, tanto lo sai che non hanno davvero bisogno, vogliono solo essere viste, guardate mentre ridono, la felicità è esibizionista. Ridiamo anche noi, di noi stesse, che ci nascondiamo a fumare in balcone, che “le mamme devono parlare di lavoro” appoggiando il palmo della mano sulle schiene per spingerle al largo, noi che ormai non siamo ragazze ma donne fatte e sfinite, noi che “perché in un mondo di dolcemente complicate ci tocca la parte delle semplicemente stronze?”. Che non ce la facciamo e poi ce la facciamo, ma che fatica farcela. Noi che campare o non campare, non c’è educare. Mentre allunghiamo un kinder prima di cena per ritagliarci un’altra mezz’ora di tranquillità.

Il peggio è passato vero? E ci diciamo di sì, ma mica è sicuro. E il meglio? Anche il meglio è passato? Sappiamo che non saremo più madri di altre creature, è stato così veloce e così intenso questo solo decennio dai trenta ai quaranta, dove accade il “da grande”. In realtà da grande io avevo sempre vent’anni, mica guardavo più in là. Da grande avevo un lavoro, bambini e un amore. Da grande è arrivato e ora? Da piccola non ti spingi nel dopo, ti fermi al felice e contenti e nel felice e contenti si hanno sempre vent’anni. E invece arrivano i trenta e adesso, alle porte i quaranta, un nuovo decennio di fertilità ma in senso del tutto diverso, dove accetto questa alternanza di umori e incertezze. Il dolore che arriva improvviso, come le doglie e come le doglie finisce e forse serve a dare alla luce un pezzo di vita migliore, una me più completa o solo più pronta a soffrire di nuovo.

Ci mettiamo lo smalto, di là si truccano gli occhi e le guance, le guardiamo: “come crescono, cazzo!”. A volte sembrano indietreggiare, si fanno piccole piccole ma è solo la rincorsa per saltare, alzarsi di scatto, si fanno l’infanzia tre gradini per volta. E a noi? A noi quando arriva questo benedetto scatto di crescita?

Mi sgridano tutti. Le maestre, la donna delle pulizie dice che il ferro non fa più vapore, il bidello mi sgrida perché non sto negli orari e poi devo chiamarlo assistente scolastico altrimenti mi sgrida ancora di più. Oggi mi ha sgridato quella della lavanderia perché le ho lasciato troppo il piumone, poi pure la Vodafone mi ha sgridato perché secondo lei ho un contratto di merda, ma me lo ha fatto lei signora Vodafone, non importa è di merda ugualmente. Il dentista mi sgrida perché non lavo i denti nel senso corretto, io che non ho mai avuto una carie, dice che è culo, non dipende dalla mia diligenza. Noi invece non ci sgridiamo, sospendiamo il giudizio, che siamo brave da sole a sputarci sentenze, noi e il dentista naturalmente.

Mi aiuti a odiare qualcuno? Inventiamo nomignoli indegni per uomini e donne che ci danno fastidio o ci hanno deluso, facciamo a turno, ci coalizziamo contro gente che manco abbiamo mai visto, un po’ ci bulliamo. Poi è l’ora di andare. Sulla porta guardiamo il casino lasciato dalle pazze sirene, la prossima volta facciamo da me: per vino, stanchezza, casino tra amiche si fa alla romana. Il bello è che mi è presa un’allegra euforia, sono entrata pesante e ne esco leggera e penso chi l’avrebbe mai detto che da grande avrei dato la vita e l’avrei vista saltare accanto a un’amica.

Illustrazione di Letizia Rubegni.

 

26755133_10215717062548033_180843091_n.jpg

Advertisements
Standard

13 thoughts on “Siamo donne fatte e sfinite.

  1. alem says:

    mia madre era la regina del “ti mollo il kinder :)” lo è ancora, solo che da donna è passata a 2 barrette invece che una, e leggendoti mi sono immaginata lei ( che non fuma ) quando dal balcone ci guarda andare via. Sua figlia che stringe la mano ad una sirena in preadolescenza, pensa agli scatti di crescita, pure lei?

  2. DARIA says:

    “..appoggiando il palmo della mano sulle schiene per spingerle al largo “, ..e sempre mi emozioni Enrica, sei uno specchio costante!

  3. Vans says:

    Ciao
    Ma che inizio anno col botto! Due post meravigliosi !
    Comunque un bicchier di vino con te lo prenderei volentieri mentre le bimbe fanno le sireneglitterate.
    Peccato che siamo un po’ lontane.
    Un abbraccio e buon anno
    V

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s