Il mio pianto libero

Piango di rabbia e piango di gioia e piango di sonno e piango di noia e piango di zucchero e piango di sale e piango di bene e piango di male e piango di miele e piango di bile, di neve e di pioggia assolata d’aprile il pianto è il mio filo che gli strappi ricuce è un pianto nel buio che riporta alla luce, è un pianto neonato di chi arriva nel mondo che ha dentro i polmoni lo sgomento profondo, è il pianto del vecchio che ha tutto vissuto: chi ha dato ha già dato, chi ha avuto ha già avuto.

E piango le donne che non sarò mai, perfette compiute lontane dai guai e piango le donne che sono già stata, la mamma la figlia la ragazza arrabbiata e piango noi due in quel letto infinito, lo strazio di averci senza averlo capito e piango sfogliando il mio cuore a cipolla e strato su strato il pianto non molla se trattengo i singhiozzi mi sento annegare i pensieri fan ruggine ed anche calcare e i miei occhi son pesci nella piccola boccia, è la forza dell’acqua che spezza la roccia.

E piango quei pianti che mi sono negata è inutile piangere se non sei consolata, se tu sei la spalla se tu sei il fazzoletto se rimbocchi coperte vai per ultima a letto. Ma adesso è il mio turno di intonare un bel pianto, dopo anni all’asciutto si è sciolto l’incanto e tra le lacrime rido chi mi fermerà più? Ché il mio pianto libero, stasera, sei tu.

 

Illustrazioni: Letizia Rubegni.28534888_10216184459512665_801189021_n.jpg

Advertisements
Standard

19 thoughts on “Il mio pianto libero

  1. Incredibilmente triste eppure vera, bella. Che il pianto sia fonte per la tua fioritura, il balcone è innevato ma la primavera è vicina 😉

  2. …ridiamo fino al soffito e non permettiamo a nessuno di farci riscendere a terra. Ridiamo della finitezza, della debolezza, ridiamo. E che infine un lungo eterno inconsolabile riso ci sotterri tutti… brava Enrica, gonfio con le tue parole palloncini colorati e volo, m’involo ridendo.

  3. Marta says:

    Vorrei dire a Letizia Rubegni che le sue illustrazioni sono molto belle, oniriche, deliziosamente evocative e sembrano continuare quello che Enrica ha finito di scrivere. Ecco, è come se, dopo il punto, la storia continui ancora un altro po’, denntro le tue illustrazioni. Le scarpe a topino sono commoventi!

  4. Francesca says:

    Sono sull’autobus che mi porta a scuola. Sono una di quelle prof. Secchione che arrivano due ore prima della loro lezione. Sono sull’autobus, che è diventato il mio acquario muto e piango piano, sottovoce, come una preghiera bisbigliata. Grazie, amica che non conosco, perché non piangevo da mesi e le tue parole hanno tolto il tappo a questa cisterna arrugginita, che porto ingiro cigolante, chiamandola cuore. Grazie perché non mi sento sola, perché siamo in tante, su autobus, treni, automobili e lavanderi, in camere da letto vuote, in letti pieni di bambini, in cucine disordinate, a intonare lo stesso canto.

    • Elena says:

      che ci sia una congiunzione astrale? Anche a me son saltati i tappi dei condotti lacrimali, anch’io nel coro delle piangenti, sorellanza lacrimosa mondiale ? un bacio, Elena

  5. Daniela says:

    Che dire? Altre vite, altre storie ma le parole, queste magiche congiunzioni, costruiscono sorellanze e legami e una madre e una figlia oggi hanno deciso di riscoprirsi perchè avevano lacrime negli occhi e domande e bisogni..grazie

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s