La quarantesima primavera.

C’è il mio corpo sul letto.

Appoggia l’orecchio al mio petto,

Lo senti questo cuore alveare?

Ascolta il frastuono, si è rimesso a ronzare

Ogni ape che vola è una nuova emozione

È una danza di miele, ma col pungiglione.

Appoggia l’orecchio al mio orecchio,

lo senti il martello del picchio?

lo senti il becco che batte sulla spessa corteccia?

è là che il tuo tarlo ha fatto una breccia.

Appoggia l’orecchio alla schiena

Lo senti il ruscello? È già in piena

Lo senti il respiro della fitta boscaglia

La rugiada dell’alba che muove la foglia

la rosa dei venti che sboccia tra i rami

e turbina il polline in piccoli sciami?

Appoggia l’orecchio all’addome.

Lo senti il frinire dei grilli? Ripete il tuo nome

è tutto un volar di farfalle.

Lo senti? Il risveglio che c’è sottopelle.

Il mio corpo è sul letto.

Appoggia l’orecchio al mio petto.

E mentre là fuori è bufera

Vieni a fare l’amore con la mia primavera.

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Illustrazione: Letizia Rubegni.

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10 thoughts on “La quarantesima primavera.

  1. Distesa nella mia primavera fiorita
    allungo le coperte dove ti ho concepita.
    Lo vedi? È nata la mia primavera tra queste lenzuola
    mentre il giardiniere potava l’aiuola.
    Lo senti? Si risvegliano in me
    odori, sapori e voglia di te.

    Mi hai ispirato. Sei bravissima!

  2. colomba66 says:

    Tra le sue orecchie non so quanto sia più o meno spessa tutta la corteccia celebrale che c’è, però la sa far andare a mille. Bellissima. Sarà un libro illustrato? Spero.

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