Promemoria per i miei figli (da leggere il giorno in cui mediteranno di chiudermi in istituto).

Figli miei, se avete aperto questa lettera è perché state discutendo su cosa fare della vostra povera madre rincoglionita. L’ho scritta in una sera particolarmente difficile, una giornata da circo, è un compendio per nulla esaustivo di piccole cose che avrete sicuramente dimenticato col tempo, siate clementi.

Una domenica di fine aprile, una domenica di riscaldamento globale a 30 gradi, vi ho portato al Circo de Cuba che è la mia personale concezione dell’inferno solo più rovente e con un’orchestra caraibica che suona ininterrottamente per due ore dal vivo, mentre un gruppo di ballerine e di appesantiti Ronaldi a fine carriera in tutine di lurex volteggia e danza. In particolare i Ronaldi si lanciano vicendevolmente per aria e si riprendono per le maniglie dell’amore, sfidando le leggi della fisica e soprattutto dell’idratazione. All’uscita non sai se sarai salutata da Merrill Stubing, il capitano di Love Boat, oppure attaccata da un gruppo di guerriglieri anticastristi. Sono rimasta fino alla fine, perché voi eravate felici e giuro mi sarei anche sparata un bel trenino se non avessi temuto la combustione, gli spettatori del Circo de Cuba in una domenica di riscaldamento globale a 30 gradi sono fatti della sesta sostanza dei sigari Avana.

Ho patteggiato per avere indietro i vostri palloni finiti nei giardini privati più chic di Torino, peggio della negoziatrice de La casa de papel. Perché noi frequentavamo l’isola pedonale della Crocetta, all’isola pedonale se ti finisce un pallone dall’altra parte dei recinti bisogna chiamare il portiere e prendere appuntamento, te lo concedono con le tempistiche di una visita dermatologica all’Asl. Un pallone me lo hanno restituito che andavate già all’università. Bucato. Con scritto sopra: ciao poveri.

Vi ho guardato sempre. “Guarda mamma come vado giù dallo scivolo” e io guardavo. Ma diciamoci la verità, Lorenzo, a meno che un bambino di sette anni non scenda facendo il triplo salto mortale come i Ronaldi di cui sopra, non stiamo parlando di uno spettacolo così mirabolante. È la fisica dei piani inclinati che fa il suo corso. Eppure io guardavo, ancora e ancora. Se la performance non riusciva abbastanza bene, la medesima veniva ripetuta fino al raggiungimento della perfezione. Se la performance raggiungeva la sua perfezione, partivano le proteste: “madre non hai guatato abbastanza bene, eri distratta!” e quindi la discesa veniva reiterata all’infinito in questo paradosso di guati inadeguati. Anche tu Marta: “mamma, guarda il mio balletto…” erano balletti adorabili, ma non da renderci ricchi, non per farci soldi su youtube. Non è che imitassi Beyoncé, facevi il cazzo di saltello della rana e del canguro. Robe meravigliosamente ordinarie. Mai una protesta da parte mia, comunque, vorrei che fosse messo agli atti.

Vi ho portato nei merdosissimi ristoranti per famiglie. Sono luoghi spaventosi dove si pasteggia a tagliatelle di Nonna Pina e sembra di essere in una puntata delle Prova del Cuoco, c’è sempre qualcuno che si assicura “ti sei lavato le mani, tesoro?”. Che poi la pulizia delle mani è l’ultimo dei problemi in un posto che fete di piedi per via dell’area gioco dove si può entrare solo scalzi. Di solito all’antipasto i grandi hanno una gran voglia di Pulcino Pio al forno. I bambini, dopo aver sbranato qualcosa al volo, fuggono verso la vasca delle palline e si tuffano senza nemmeno aspettare le tre ore per la digestione. Alla fine se nessuno vomita è già un grande traguardo. Questi ristoranti per famiglie hanno sempre la sala giochi nel seminterrato, per sottolineare la discesa fisica e psicologica nel girone dantesco, non è un caso.

Vi ho sottoposto ai lavaggi nasali, aspirando con la pompetta. Se ne parla nel concilio di Nicea come pratica satanica eppure le madri lo fanno, io lo feci.

Vi ho spidocchiato diligentemente, senza mai cadere nella tentazione di raparvi a zero. Sarebbe stato molto più facile mandare via voi e tenere i pidocchi, che comunque garantiscono un attaccamento e una costanza maggiore di un settenne e di una cinquenne.

(Continua…)

P.S. in generale a me sta bene l’Istituto, a patto che vengano le ragazze che studiano da estetista e da parrucchiera a farmi i capelli azzurri. Quella particolare sfumatura da fata turchina che va tanto di moda tra le ragazze, ma oggettivamente riesce bene solo alle vecchie. Ci terrei tanto. Ah, per quanto riguarda la musicoterapia geriatrica, vi prego, niente canzoni latinoamericane. Vi voglio bene e che il senso di colpa sia con voi.

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Illustrazione di: Letizia Rubegni.

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14 thoughts on “Promemoria per i miei figli (da leggere il giorno in cui mediteranno di chiudermi in istituto).

  1. La madre di una mia amica, da sempre innamorata delle sue figlie a livelli quasi surreali ( beate loro!) ha scritto alcune lettere da distribuire al dottore, all’ex marito e ad un avvocato nelle quali dichiara che per nessun motivo almondo vuole creare disagio alle sue figlie quando sarà rinco e quindi che venga assolutamente messa in una casa di cura che non sia un peso economico per le di sopra adorate figlie e via cosi….sembra una bella cosa ma forse un po’ troppo amore e controllo secondo me.

  2. Jennifer says:

    Intanto ti prego di mettere un disclaimer prima di questo genere di post: “attenzione provoca risate irrefrenabili e scomposte, si sconsiglia la lettura in ambiente di lavoro”
    Che il mio capo già pensa io non sia troppo normale in quanto italiana (sarà buono lui che è scozzese…) ma vedermi piangere dal ridere davanti al pc non ha aiutato la mia reputazione.
    Secondo poi: continua QUANDO??? io devo leggere il prosieguo subito!!!! Ti preeegooo
    Sentiti ringraziamenti
    Tua fan affezionatissima
    Jen

  3. Marta says:

    Ho pigiato giuro, ben tre volte tre, sopra (continua…) nel tentativo inadeguato e stolto di leggere come continuasse. A dimostrazione non solo del rincoglionimento,direi piuttosto prematuro , ma anche dell insana necessità di leggere ancora.
    Adesso scappo a farmi un bel taglio corto cotonato dalla maghica nuance turchina.

  4. Ro. says:

    Che carina, Enrica. Ti vogliamo bene anche noi. Mal che vada ci ritroveremo tutte insieme in istituto a farci fare le meches azzurre!

  5. Promemoria per i miei figli (da leggere fin da subito). “Vi amo tantissimo e per questo vi lascerò solo il mio amore, tutto il resto lo investirò per garantirmi una meritata e dignitosa vecchiaia da trascorrere dove mi parrà meglio stare”.

  6. Uh come vorrei avere ancora una mamma a cui leggerla per farla ridere, se ne è andata il giorno prima di finirci, in casa di riposo, a 89anni , tre mesi fa, e già mi rodevo dai sensi di colpa, ma a causa della situazione sanitaria davvero non avremmo potuto fare diversamente, ha risolto lei o chi ha deciso di venirsela a prendere. Ora mi faccio due lacrime poi posso pensare a lei che ride leggendoti

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