Guardatevi voi.

Guardatevi da chi non fa passare avanti la signora con soli due pezzi della spesa. Non sa il piacere che dà. Ti senti pacificato con il mondo, in odore di santità. Hai voglia di uscire dal supermercato, fermare i passanti e dire stasera quando tornerete a casa date ai bambini una carezza e dite loro che è la carezza del Papa.

Guardatevi da chi ha un senso del grottesco troppo sviluppato è una dipendenza che salva e condanna, a parte quando ti senti il Papa.

Guardatevi da chi non fa le boccacce ai bambini per strada. Da chi non parla con i gatti. Da chi non sorride ai cani.

Guardatevi da chi non sa quando è l’ora di andare.

Guardatevi da chi non riesce a dormire tranquillo sapendo che ci sono i piatti da lavare. Ha qualcosa da nascondere.

Guardatevi da chi dice che non è invidioso. Da chi “tutta invidia la tua”. Da chi “Il mio problema è che sono troppo buono”.

Guardatevi da chi sa ridere di tutto tranne che di sé.

Guardatevi da chi vi insegna a nuotare restando a riva.

Guardatevi dai cafoni che giustificano tutto con la timidezza.

Guardatevi da chi non sa intrattenere una conversazione futile. Una conversazione futile dice tutto, se uno è davvero intelligente lo capisci da come parla di niente.

Guardatevi da chi vi insegna a vivere, è classico di chi non sa essere felice occuparsi della felicità degli altri.

Guardatevi dalle donne equilibriste che pisciano mettendo i piedi sulla tazza. È da barbari.

Guardatevi da chi vi dice “sono fatto così”. E da chi “si è sempre fatto così”.

Guardatevi da chi non sa fare un 740, da chi non sa guidare, da chi non ha il senso del possesso per le cose perché l’ha sviluppato tutto per le persone. Guardatevi da vostra madre.

Guardatevi da chi vi chiede come stai? Ma è una formula magica per vomitarvi addosso i propri guai.

Guardatevi da chi dice “ai miei tempi”.

Guardatevi da chi vi dice sei sempre con me. Chi è sempre con te, non lo dice, perché c’è.

Guardatevi da chi ha paura delle parole. Da chi ha paura dei silenzi.

Guardatevi dai poeti, useranno le poesie scritte per voi per un nuovo amore.

Guardatevi dai comandanti, dai marinai e dalle loro promesse, siate la polena sulla prua della vita, impettiti, ad affrontare il mare, con i capelli al vento, ridete alle onde.

Ma soprattutto guardatevi voi. Guardatevi bene dal sentirvi dalla parte giusta. Non vi pensate esterni, non vi pensate eterni, non vi pensate meglio, al massimo pensatevi diversi. E guai, non fate bilanci quando siete tristi, per i bilanci aspettate il buonumore, una panchina accanto al fiume, una focaccia da mangiare, né troppa ombra né troppo sole.

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Foto: Susanita

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26 thoughts on “Guardatevi voi.

  1. Guardatevi da chi non ha mai alzato il gomito, da chi non ha mai fatto una sciocchezza, da chi non ha mai preso una decisione in un attimo.
    Guardatevi da chi “non hai capito” e da chi “scusa, non volevo”.
    Da parte mia, non so fare il 740, le conversazioni futili e “sono fatta così”, dunque guardatevi anche da me.

  2. Effettivamente bisogna guardarsi e guardarsi da tutto.
    Però guardiamoci anche dal guardarsi troppo e troppo da, si vive anche un po’ più leggeri riuscendo a fidarsi e sperare, per quanto possibile.

  3. Francesca says:

    Mamma mia Enrica…….quanto mi trovo in molte cose che scrivi, alcune tue cose mi arrivano dritte alla pancia e mi escono dai rubinetti degli occhi. Che gran bel dono che hai. Ah, volevo suggerirti, guardati da chi ti guarda con gli occhi stile saracinesche a metà e sorridono poco, la sanno lunga, ma non condividono il sapere, al limite lo vendono, ma solo un pochino altrimenti tu ne sapresti quanto loro.

    • Ah ah ho pensato lo stesso… ma poi sono una da cui guardarsi per molti altri aspetti, a partire dal fatto che non faccio passare nessuno alla fila del supermercato e che ho insegnato per anni a nuotare restando fuori dall’acqua… 🤣

  4. ioballodasola says:

    peccato che io i bilanci li faccia sempre quando sto male…o è lo star male che ti porta a far bilanci? ieri sera, gli gnomi dal loro papà, io sola per casa… a volte per non sentirmi invito persone, esco, vado in palestra… ieri sera invece non sono riuscita… che magone la casa vuota e in penombra…

  5. Mi viene da aggiungere: guardiamoci da noi stesse, mi riferisco in particolare al genere femminile perché spesso lottiamo per essere le nostre migliori amiche ma altrettanto spesso ci lasciamo sopraffare dalla parte “nemica” di noi.
    Questo giro di parole per direi: cerchiamo di essere benevole, accoglienti e tolleranti con il nostro essere imperfette.

  6. Son qua che penso a perché insanamente non lascio i piatti da fare la sera, pensavo fosse per il disgusto del piatto incrostato al mattino, ora invece guardo meglio cosa nascondo sotto al tappeto. E poi non guido e non ho pensato mai neanche lontanamente di addentrarmi in un UNICO mi terrorizza quanto un buco nero. In compenso ascolto molto volentieri chi mi racconta come sta, mi mette in pace col mondo

  7. Guardate (voi stessi) non solo fuori, ma anche dentro. Guardatevi sempre e non guardatevi le spalle, andate avanti, come viene, viene. Potrei proseguire, ma hai espresso già tu il concetto.
    Ps. ho dovuto vedere sul dizionario la parola “polena”. Ecco: guardatevi (mi, ci) le parole che non conoscete.

  8. Fiamma says:

    Guardiamoci anche da chi vuol fare tutto da sè e non si permette di avere aiuti per sistemare casa, o dare una pulita al giardino o rifare un orlo. Spesso non è intraprendenza ma tirchieria. Concordo praticamente su tutto, ma soprattutto sul fare pipì in piedi sulla tazza, è la più inquietante! Hai ragione, guardiamoci da queste

  9. Fiamma says:

    cose un po’ negli altri e un po’ in noi stessi, perchè svelano un momento, un sentire e aiutano a capire (a parte la storia della pipì, quella mi spegne la testa)

  10. Quanto me lo farei volentieri un giretto nella tua testa, a guardar le cose coi tuoi occhi… sempre resto incantata dalla tua capacità di messa a fuoco. Io non lo so fare il 740.

    • Volevo scrivere “Papa”, ma dal telefono è sempre molto complicato averla vinta sul completamento automatico delle parole.
      Anyway…
      Io credo di rientrare tra quelli che non vanno a letto senza aver lavato i piatti, ma quello che ciò nasconde, lo paleso ampiamente. Nascondo male, ecco.
      Vale comunque come motivo per cui guardarsi da me?

  11. Marta says:

    E da quelle che dicono: mangio d tutto e non prendo un grammo.
    E…mio figlio (neonato) mangia e dorme.non piange mai.
    E infine da quelle donne che come me, dico a colui che le molla: non ti chiamerò piu.
    Non è vero. Che sia messo agli atti.

    • cavallogolooso says:

      è esistito un tempo in cui mangiavo tutto e non prendevo un grammo. Era vero. Invidio quel tempo. Avevo 26 anni e il mio metabolismo ha detto : “adesso devi lavorare anche tu”. Ma io non parlavo quella lingua.

  12. cavallogolooso says:

    “Guardatevi da chi non sa fare un 740” : io sono sempre andato al CAF da dipendente e adesso vado dal commercialista 😦
    Guardatevi da me … ma non so perché :-/

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