Ogni tanto qualcuno mi chiede di te.

Ogni tanto qualcuno mi chiede di te. La gatta che mi ruba il respiro di notte, la barista gentile, il vicino di casa. Le parole che scrivo, loro mi domandano a chi le mando per prime, se sono ancora buone senza il tuo benestare. Il divano blu mi chiede dove ti siedi scomodo guardando gli zombi. Gli zombi mi chiedono se hai chiuso anche con loro. Alla fine si è scoperto che gli zombi muoiono se li ignori, come le amicizie come gli amori.

Le tue poesie mi chiedono di te, quando le rileggo, chissà se ti fa arrabbiare avermele dedicate, la poesia sopravvive alla sua musa, anche perché la musa è sempre il poeta. Mi chiede di te la casetta luminosa che ho sul comodino, me l’avevi portata per Natale, l’accendo la sera, non serve a nulla, non illumina abbastanza nemmeno per un libro, è una luce per piccoli bui. Poi i bambini, quelle due persone basse che ho come inquilini, mi chiedono di te, se mangi abbastanza, se hai qualcuno con cui giocare.

I tuoi amici mi chiedono di te, che è strano se ci pensi, loro ti vedono e allora chissà perché. Mi chiede di te il vestito, il tuo preferito, quello blu a fiori rossi, si è fatto insicuro dice che mi cade male. Io mi chiedo di te, se è possibile lasciarsi più di così. Siamo il massimo grado di lontananza, la massima distanza tra ex amanti ex amici ex fidanzati ex colleghi ex fratelli ex sorelle. Siamo al punto in cui le rette parallele all’infinito fanno finta di non vedersi, guardano il cellulare piuttosto di incrociarsi.

Ogni tanto qualcuno mi chiede di te e non so cosa rispondere. “Spero sia felice”. Credo lo sia. Credo sia stato triste per causa mia. Ho letto che l’amore sopravvive agli amanti, l’amicizia agli amici, quante cose diciamo per non dirci la verità. Ogni tanto qualcuno mi chiede di te e la risposta è che hai fatto seguire i fatti al nostro addio, così di te sono rimasta solo io.

foto: Officina Calze Lunghe di Elisa e Susanita29571457_1644904352269421_6229109293726930742_n.jpg

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16 thoughts on “Ogni tanto qualcuno mi chiede di te.

  1. Un post perfetto per una serata cominciata male, finita peggio. E non mi decido se è più devastante, per l’anima, l’ultima frase o la seconda foto.
    Ho invidiato spesso la tua ironia, la tua leggerezza. Il tuo suonare con le parole melodie che non puoi non fischiettare. E come fai diventare protagonista di un romanzo gli invisibili comuni oggetti quotidiani. Come la casetta luminosa: ce l’ho anch’io una, ma questa è un’altra storia.
    Ma, stasera, le tue parole sono diverse: hanno un’anima diversa. Più dolorosa. O più consapevole, chissà. Insomma, credo che non dormirò stanotte. Vado a farmi un caffè. Solo perché non fumo.
    Ed è inutile che ti dica buonanotte.

  2. cavallogolooso says:

    io non ce la faccio, ti prego non essere poetica, ma didascalica, spiegami, mi serve, per te, per voi, cosa significa “hai fatto seguire i fatti al nostro addio”. Mi aiuterebbe. anche se ti non sei lei, e io non sono lui. Non mi importa. Anche in privato, se credi.

  3. Ogni tanto qualcuno mi chiede di te perché è solo da poco che ho rivelato che non sto più con te. E forse dovevo dirlo tempo prima, ma sai ci si prova sempre prima di andare uno a nord e uno a sud anche se questo nord e sud dista poco meno di due chilometri. Ogni tanto qualcuno chiede di te, molto meno da quando ho detto che non sto più con te.

  4. Ogni tanto mi chiedo di te, e mi dico che sei là, dove potrei trovarti ogni giorno. Ma non credo che tu ti chieda di me, e allora non vengo là, dove so che ti troverei.

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