Alcune cose che so del corpo.

Gli occhi sono posizionati in cima al corpo, sarà per questo che guardiamo noi stessi dall’alto in basso, con sufficienza, a volte con un certo disprezzo.

Mia nonna non diceva mai “che bel corpo” ma che “bel personale”. Un “bel personalino” se la ragazza che si prendeva il complimento era minuta e senza seno. È un’espressione che mi piace, il personale dà l’idea di un’interpretazione di sé e riguarda anche il portamento, l’attitudine. Carne e personalità, personalità incarnata.

L’acido lattico è meno acido se è quello del giorno dopo il sesso.

“Sembri un sacco” ripeteva mia madre quando mi vestivo intabarrata negli anni dell’adolescenza ed effettivamente quando sei adolescente senti che il tuo corpo non è altro che un sacco per cuore, polmoni e altre frattaglie.

Tra i bambini si vociferava che i genitori facessero delle cose con i loro corpi, i corpi avevano la facoltà di poter entrare negli altri corpi. Una cosa da spiriti, da poltergeist, e infatti li avevano visti sotto le lenzuola come fantasmi, colti in flagrante si erano coperti, un fantasma nudo deve fare spavento. Io non avevo mai visto Babbo Natale portare i regali, mai la fatina dei denti portare le monete, mai la befana portare il carbone, mai i miei genitori fare i fantasmi, né gemere, al massimo mia mamma sbuffava, ma a tavola, o quando faceva le pulizie.

Il corpo tende a sorridersi alle vetrine. A non riconoscersi allo specchio se si osserva a lungo. A non amare il suono della propria voce se viene registrata.

Ci sono molti modi per ferire un corpo, il peggiore è non toccarlo.

Il corpo è un luogo misterioso, da bambina coltivavo l’irrazionale dubbio che dolesse a tutti, ma siccome era un male che affliggeva l’umanità dalla nascita nessuno ci faceva più caso. Solo i neonati piangevano, dovevano ancora abituarsi. Prendere consapevolezza della lingua nella bocca, dei piedi che sono mani sottosviluppate, della pelle che si estendeva ovunque. Il corpo come luogo alieno.

I corpi si definiscono nel confronto. Prima è tutto un “è più bella di me? Ha più tette? È più magra?”, col tempo ci si confronta solo più l’età. Sembra più giovane di me? È la domanda che sostituisce tutti gli altri parametri.

Il corpo combatte la forza di gravità. Chi tiene alta la testa, chi tiene dritte le spalle, chi si rialza, chi non si fa schiacciare dal peso dei giorni, quello è un corpo che vince.

Il corpo è abitato da voci. Il richiamo della fame, delle voglie, della sete, del desiderio, degli appetiti. Un corpo armonico è spesso quello dove tutte queste voci si muovono in coro, senza sovrapporsi e urlare.

Se un individuo espone le proprie idee è un libero pensatore, se espone il proprio corpo è un esibizionista. Il corpo è un totem, ma soprattutto è il più grande dei tabù.

(continua…)

Illustrazione: Letizia Rubegni. 38195913_10217411175019786_8780054909950099456_n.jpg

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6 thoughts on “Alcune cose che so del corpo.

  1. Bellissimo post…come sempre del resto.
    Mi ha fatto ricordare un evento di tantissimi anni fa, ahimè. Quando ero poco più che ventenne un giorno che mi stavo vestendo per andare ad un matrimonio con tutti i decori del caso, tacchi, abito stiloso, capelli fatti ecc…, mi sono imbattuta per caso nella mia immagine allo specchio. In quel momento ero distratta, impegnata a mettermi le calze che mal sopportavo e, sono rimasta colpita da me stessa. Me lo ricordo come fosse ieri. Il mio dentro non si sentiva cosi bello come appariva fuori. Le due cose non andavano di pari passo, come se il corpo fosse stato un altro essere. Penso accada anche a chi si fa male che si estranea dal proprio pezzo di corpo infortunato e se lo deve portare appresso ma non lo conosce o non lo accetta. Comunque vale anche per le rughe, noi siamo ragazze per sempre dentro!

  2. “Ci sono molti modi per ferire un corpo, il peggiore è non toccarlo.”

    Non so come fai a scrivere cose così vere e grandi in un modo così semplice e immediato.
    Complimenti davvero! Bellissimo post ❤

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