Piccolo prontuario sulla tristezza.

Quando cade la tristezza copre tutto, come la neve. Quando sale la tristezza copre tutto, come la nebbia. Che il paesaggio sotto sia il più rigoglioso o il più desolato, poco importa. Chiedersi “Perché quella persona è triste, se ha una vita così bella?” è una domanda insensata. La tristezza cade, la tristezza si alza, e quello che c’è sotto, per un po’, non si vede più.

La tristezza è misura di se stessa. A una persona sofferente non puoi dire “c’è chi sta peggio”. Il benaltrismo (“sono ben altri i problemi”) emotivo è quasi peggio del benaltrismo politico. Una persona triste non è scema, non è malata, non è depressa, è lucida, quindi lo sa che c’è chi sta peggio. A meno che la persona triste sia sadica o anche solo molto stronza, il fatto che ci sia qualcuno disperato non è motivo di allegria.

Bellezza mezza tristezza non vale. Insomma a me Modugno che canta “ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto, ti hanno inventato il mareeeeee” innervosisce. Ti viene da dirgli che ti hanno inventato anche le alghe di merda, la sabbia nelle mutande e le meduse spunzichineeeeee.

La tristezza è competitiva, tristezza chiama tristezza, come lo sbadiglio. Se sei triste e alla domanda “Come stai?” hai la malaugurata idea di rispondere “Insomma” è molto probabile che tu ti possa imbattere in un esemplare di “non dirlo a me”. Ecco non dirlo a lui, se sei triste. Perché oltre che triste, dopo, sarai anche molto incazzato.

La tristezza dichiarata, soprattutto da chi è solitamente di buonumore, mette ansia intorno, è destabilizzante per le persone che ti amano (che ti vorrebbero felice), ma anche per quelle che non ti amano (che ti vorrebbero disponibile all’ascolto). Bisogna uscirne presto! Dopo il primo “sono triste” inizia un’attesa implicita, scatta il contachilometri sulla strada che dovrebbe condurti alla città della gioia. Più o meno la conversazione implicita tra un triste e uno in attesa della fine dell’altrui tristezza, è questa:

Stai meglio?

No.

E ora?

No.

E adesso? sei felice?

No.

Ma quanto manca?

Non lo so. Ma tu magari mentre guido dormi e ti sveglio io quando arriviamo a Happyland. Nel frattempo ascolto musica triste, triste triste triste triste come me.

La tristezza ha quasi sempre a che fare con una mancanza, mentre il dolore ha quasi sempre a che fare con una perdita. La perdita è lancinante, definita e purtroppo spesso definitiva, ha nome e a volte anche cognome. La mancanza no, è uno spazio bianco, un vuoto. A volte il dolore diventa tristezza, è quando la perdita diventa mancanza.

Se sono giù, guardo le vecchie foto. Prima di un periodo di grande gioia, c’è sempre uno scatto in cui ho un’aria infelice. È un pensiero che mi dà conforto, la tristezza è un preludio.

Illustrazione: Letizia Rubegni.

41440936_1344313662370572_3007925683704823808_n.jpg

Advertisements
Standard

13 thoughts on “Piccolo prontuario sulla tristezza.

  1. Pingback: Piccolo prontuario sulla tristezza. — prima o poi l’amore arriva. E t’incula. – Evaporata

  2. Mi piace come la vedi.
    Anche perché ultimamente sono spesso triste, e non ci ero abituata: i vuoti dei cervelli rotti ci fanno cadere dentro le emozioni di base.
    La tristezza è stata una cosa strana è curiosa da provare all’inizio, però adesso ha iniziato a rompere il cazzo. Come chi aspetta a cercarti che ti sia passata. Sorpresa: la contengo, mica è usa e getta.

  3. Marina says:

    Ho scoperto il tuo blog per caso e mi ha conquistato! Ho un bimbo di 2 anni e una bimba di 4 mesi, immagino la fatica dietro tutto quello che racconti con leggerezza e ironia, sei una grande donna e mamma, leggerti è un immenso piacere, un abbraccio

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s