L’esercito dei desideri estinti.

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(foto scattata stamattina durante le pulizie di fine stagione).

– Chi siamo noi?

– Siete l’esercito al servizio dei capricci passati.

– E cosa facciamo qui?

– Mi fate fare i conti con la mia inadeguatezza. Siete la flotta di cielo, di mare e di terra con cui ho blandito, contrattato, convinto, risposto colpo su colpo alle richieste dei miei figli. Siete il contenuto di anni di famigerate bustine dell’edicola sotto casa. Siete la criptonite dei pedagoghi. Siete i Mollenci. Ribattezzati così per la vostra consistenza gommosa da invertebrati, la stessa materia della mia credibilità e dei miei piccoli ricatti quotidiani, “se non stai bravo non ti compro la bustina con il tuo drago di komodo che brilla al buio”.

Perché un bambino di quattro anni dovrebbe desiderare un drago di komodo che brilla al buio? Cosa cazzo siamo, la famiglia Addams? Eppure sì, Lorenzo desiderava ardentemente i suoi draghi di komodo che brillavano al buio, i suoi gechi da tutto il mondo, le sue meduse super allungose, le sue rane allucinogene e i suoi camaleonti cangianti nelle tonalità Desigual 2014/15. Abbiamo fatto diventare animali da compagnia le vedove nere di gomma che funzionano come gli swifter e raccolgono tutti i peli e la polvere di casa. La gatta ne ha allattata una di queste vedove nere di gomma pelose e polverose credendo in una gravidanza isterica. Siete stati schifosi mercenari al soldo delle mie debolezze, perché costate come un occhio della testa. Un prezzo che non sarebbe giustificato nemmeno se al vostro interno ci fossero palline di cocaina (cosa che almeno spiegherebbe la dipendenza che creano). Le mantidi boliviane sberluccichine sono corriere della droga di Escobar, ne sono quasi certa.

Alcuni di voi sono caduti, lo ammetto, sotto i colpi del fuoco amico. Ho fatto fuori le viscide bisce che i miei figli lanciavano contro i muri tenendole dalla coda. Una sera ho ritrovato una parete maculata animalier: le viscide bisce bislunghe, pur essendo di polietilene, lasciavano un muco nero indelebile, le maledette, sulla cui provenienza non ho voluto mai approfondire. Avessero messo in commercio pomodori marci da lanciare sarebbe stato meglio, ma non voglio suggerire nulla, altrimenti domani mi ritrovo i “Tomatoes esplosivi” tra le pubblicità di cartoonito.

Vi conosco uno a uno. Tu, piccolo pesce degli abissi, per esempio, mi hai salvato una mattina da un linciaggio professionale, velocizzando la vestizione della primogenitura e consentendomi di arrivare in riunione in tempo. Tu, squalo squirtante, mi sei valso dieci lavaggi di denti senza storie. Tu, balenottera flatulente, mi hai consentito qualche compito fatto senza discussioni. Tutti voi, soprattutto, avete pagato a Roberto, l’edicolante, una pensione alle Maldive. Da anni ci saluta con la stessa allegria mista a pena che un gestore di una bisca riserverebbe a un avventore malato di videopoker.

Magari facessero dei Mollenci di anatomia umana… una milza, un cuore, un intestino crasso, una collezione completa di questi affari costa come quattro anni di tasse per una laurea in medicina, mi sentirei più giustificata. Voi siete la tangibile dimostrazione che le cose essenziali per un bambino diventano totalmente inutili nel giro di ventiquattr’ore, brillano al buio di una notte e si spengono alla luce del mattino dopo, siete desideri estinti, estinti come il mio conto corrente. Ora ci dobbiamo salutare, vi lascio liberi di tornare alle vostre foreste amazzoniche di polistirolo, ai vostri mari di slimer. Siete stati l’esercito della mia salvezza, la corazzata della mia serenità domestica. Onore a voi, Mollenci!

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Illustrazione: Letizia Rubegni.

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8 thoughts on “L’esercito dei desideri estinti.

  1. Vans says:

    E la collezione dei regali dei giornalini tipo Peppa pig? Vogliamo parlarne? Il salvadanaio che è stato chiuso 32 secondi, prima di non chiudersi mai più? O il tamburello?
    Comunque anche a loro ho voluto un po’ bene, perché sono stati un anno di colazioni al bar nel weekend, ci. La brioche buona buona. (E, of course, armi di ricatto poco credibili per innumerevoli lavaggi di denti o vestizioni).

  2. Che esercito valoroso allora…

    La foto è bellissima, l’immagine dei soldati mollicci come valuta per gli armistizi, inquietantissima: anche io sarei disposta a lavarmi i denti senza lamentarmi, se avessi ancora una di quelle manine spiaccicose da lanciare al muro e il calendario segnasse ancora 1994

  3. adele says:

    non so se ridere o piangere….
    mi do della stupida e dell’impotente e della madre incapace,
    ma forse fai meglio tu a riderci/sorriderci sopra

    e comunque fa bene condividere le proprie piccole sconfitte con altri

    grazie

  4. wasadreamer says:

    Ma Lorenzo lo sa, che li butti?! No, perche’ io non riesco a buttare neppure le sorpresine degli ovetti Kinder 😦 Anche se faccio pulizia di nascosto, si ricordano a distanza di mesi di ogni minima cianfrusaglia. Comunque complimenti come sempre, hai il dono di trasformare in poesia tutto cio’ che racconti, anche I mollenci. Sei proprio brava.

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