Al netto dell’amore.

Al netto dei “Sei troppo intelligente, lo spaventi”. Sto cercando di brevettare le mie sinapsi spaventose come cura per il singhiozzo. Ho l’intelligenza terrorizzante, se ti avvicini al mio orecchio puoi nitidamente sentire la pianola dei Goblin o le due note dello Squalo. L’intelligenza (come l’olio d’oliva nella focaccia bianca) non è mai troppa, non si è mai troppo intelligenti, al massimo si è troppo rompicoglioni. E comunque vorrei lanciare una petizione per alzare la soglia di sopportazione dei coglioni degli uomini. Stop alla produzione di gonadi soffiate da mastri vetrai di Murano, palle di cristallo, maroni di Boemia.

Al netto dei “si pentirà”. Che premio di consolazione di merda è “si pentirà”? Chi dovrebbe sentirsi meglio al pensiero di questo che, tra tre anni, nella solitudine della sua casa, viene colto da una fitta potente. Fosse almeno un infartino, una colica renale. No. Una fitta di pentimento. Io al “si pentirà” preferisco “si piscerà un calcolo renale”.

Al netto dei “sei una donna ingestibile”. Come fossi un San Bernardo in un monolocale, che si è pure ubriacato con la fiaschetta di salvataggio.

Al netto delle dediche. Perché sono una che si dedica, dedica tempo, pensieri, canzoni, parole, dedico silenzi, vestiti svolazzini, rossetti sulle labbra. Solo che ogni dedica è una proprietà privata, quella canzone sarà solo sua, suo quel pensiero, quella via, quel silenzio, quell’abito e quel rossetto. Ogni amore finito è un trasloco, un guardaroba sprecato, un disco scaduto.

Al netto dei “mai più!” ripetuti, rivendicati. Mai più messaggi senza risposta, mai più richieste d’aiuto, mai più serate passate a guardare nel vuoto. Mai più questo dolore, mai più il sordo rancore. Ma anche al netto dei “non mi succederà mai più, vero?” detti con aria smarrita, perché la grande paura celata, quella taciuta è che l’amore sia un caso fortuito, appena una o due volte in una vita.

Al netto dell’amore che ammala e allora quando ammala bisogna avere la forza di farla finita. Procedere con l’esecuzione. È Beatrix Kiddo che si deve vendicare, che deve uccidere Bill per continuare ad amarlo e ad amare. Ecco lo so che sembra paradossale, ma al netto dell’intelligenza, dei pentimenti, delle dediche, dei finali mai all’altezza, delle brutte canzoni, delle esecuzioni, al netto del lutto, se penso al mio amore per te, io lo rivivrei tutto.

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foto: Susanita

 

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10 thoughts on “Al netto dell’amore.

  1. Viviana says:

    Considerando che ieri sera ho finito di vedere Kill Bill 2 e che l’amore della mia vita mi ha lasciato perchè rispetto a me si sentiva subalterno, dico solo che questo post sembra scritto per me. Aggiungo solo, purtroppo, non da me :). Enrica, sei un mito.

  2. giulia da sé says:

    Al netto dei consigli (perché darne, mi chiedo) sbagliati di chi poco vive nella tua situazione io ogni giorno rifaccio tutto… Forse perché peggio di sbagliare c’è solo il non fare. E allora Erica sbaglia tutto, sbagliamo tutto. In amore i consigli e le frasi di ruolo (sia di finto conforto “si pentirà” sia di artiglio “lo spaventi”) le danno i tiepidi. chi è tranquillo e sicuro nel suo porto amoroso. Gli altri, i marinai dei mari agitati, ascoltano, tanto, passano serate con te. E trasformano le lacrime in sorrisi e con loro puoi smontare i finti sorrisi in lacrime.
    Al netto di tutto sbagliare è forse l’unico modo di vivere.

  3. Paola Cinque says:

    Al netto degli auguri della Pasqua, in cui non credo, ti auguro un felice weekend (complimenti per il brano godibile)

  4. Da uomo (e dicendo “uomo” forse mi sopravvaluto un po’), credo di poter condividere ogni parola. Tranne forse le ultime due: rivivrei tutto. Non ne sono proprio sicuro.

  5. cavallogolooso says:

    la soglia di sopportazione dei coglioni è giusta, anzi, credo che se nella coppia di A e B entrambi li avessero e ognuno sentisse il male dell’altro saremmo vicinissimi al capire che battere il mignolo sullo spigolo non è un bene, quando è il tuo. E neanche quando è dell’altro: se quando batti quello dell’altro senti male tu, allora capisci. E vale, chiaramente, in entrambi i sensi.
    Mi fai solo pensare, Tiasma, non ce l’ho con te né col tuo pensiero, né col tuo specifico rapporto d’amore. Ma stai rivendicando qualcosa come Hitler che urli alla folla “ma perché si lamentano tanto questi ebrei? non possono subire e tacere, perdiana?!” … fa un po’ ridere 🙂

    A parte questo, quello che più importa è che i Goblin hanno provato un brivido d’orrore vero, peggio di quello da eccesso d’intelletto, quando hai scritto “pianola”. E sicuramente tu lo sai, sadica di una perfida! 😀

    Buon amore a te!

  6. Bello come scrivi e quello che scrivi.Mi ci sono in gran parte ritrovato. E anch’io, al netto di tanto, lo rivivrei tutto. M non vorrei mai tornare indietro.

  7. Caterina Iofrida says:

    Comunque, rileggendo questo post che avevo letto tramite FB amandolo particolarmente, volevo solo aggiungere: spesso “sei troppo intelligente, lo spaventi” è un timore, un monito instillato da altre donne e talvolta succede anche perché rosicano, sia che non siano altrettanto intelligenti, sia che lo siano ma non osino metter in evidenza le loro qualità intellettuali quanto te 🙂 Sapere questo serve a qualcosa di pratico? Non ne sono certa ma a me esser giunta a questa conclusione aiuta, se non a comportarmi meglio, almeno a pensare meglio.

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