La mia tuta nera tutta intera (ovvero la totale incompatibilità della moda con i cessi).

Amo la mia tuta nera tutta intera, la indosso senza reggiseno perché fa tanto Kate Moss ma anche Paola Turci a Sanremo, ci posso fare quella cosa cool di mettere le mani in tasca e camminare con le mani in tasca e specchiarmi nelle vetrine con l’aria “scansati-Sartorialist”, “Ferragni-puppa” e “Sucamelaradio Enrique Iglesias” (non accetto che dica Subeme la radio). Penso to’ anche tu per caso qui, non ti saluto donna del riflesso con le mani in tasca dall’aria Ferragni-puppa solo perché dovrei togliere le mani dalle tasche. Ho recentemente scoperto che dietro alla vetrina parzialmente specchiante vicino al mio posto di lavoro in realtà non c’è Anna Wintour che annuisce deliziata, ma un ufficio di programmatori informatici, uomini che nel tempo mi hanno visto sorridere, pulirmi il rossetto dai denti e sistemarmi gli slip impertugiati tra le chiappe con quel classico gesto plastico del pinza e tira a fionda.

Io amo la mia tuta nera tutta intera, perché mi abbraccia, mi fascia ma non mi strizza. La amo finché mi rendo conto che il suo morbido tessuto ricopre epidermide, adipe, muscoli, ossa e soprattutto un insieme di organi e di strutture deputate alla produzione e all’eliminazione dell’urina. E allora vorrei prendere il telefono e chiamare Kate Moss e Paola Turci e informarmi:

Ma anche voi, anche voi quando vi scappa, quando tirate fuori le maledette mani dalle tasche, entrate in un bagno, vi abbassate le spalline, fate scendere la tuta nera tutta intera verso il pavimento e vi sedete sulla tazza vi sentite un personaggio di Ciprì e Maresco, quello di Cinico tv, il panzone a torso nudo? Anche voi, completamente nude, con la postura floscia di quando si piscia perdete tutta la credibilità acquisita per strada, la sicumera Ferragni-puppa-Sucamelaradio-Enrique? Anche a voi l’autostima estetica si azzera all’istante? Come quando negli alberghi per sbaglio giri lo specchio tondo, quello bifacciale, dalla parte ingrandente e scopri che si può fotografare il buco nero senza l’Event Horizon Telescope, basta un tuo poro, tutta quella ricerca e invece era lì, tra guancia e attaccatura del naso?

Ma parliamo dei bagni pubblici, nel caso in cui voi, Paola e Kate, abbiate avuto l’idea di indossare la tuta nera tutta intera per uscire la sera. Come gestite la turca? Nei locali pubblici per terra è necessario guadare il pantano, allora bisogna rigirarsi i pantaloni svasati della tuta nera tutta intera fino alle cosce. Una volta creato un comodo pannolone da infante tocca alla parte di sopra, via le spalline e tette al vento, poi ci si accovaccia. Ecco Kate e Paola, io mi chiedo: anche voi siete colte dal terrore che Anna Wintour, la Ferragna e the Sartorialist, ma anche il programmatore informatico entrino improvvisamente nel cesso e vi vedano così: come un lottatore di sumo vestito a lutto che sta cagando?

foto: Susanita

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7 thoughts on “La mia tuta nera tutta intera (ovvero la totale incompatibilità della moda con i cessi).

  1. Il motivo principale per cui non uso le tute è la scarsa capienza della mia vescica e delle mie palle: si riempiono insieme e mi rendono una sorta di Hulk che sclera da 0 a 1000 (millilitri)

    e sappiamo tutti che fine fanno i vestiti di Hulk.

  2. Lorenza Morelli says:

    Anch’io ti ringrazio per le risate o soprattutto perché ero indecisa se acquistarne una. Opto decisamente per il no 🤣

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