Scuola io non t’ho vissuta, t’ho sopravvissuta.

Addio chat delle mamme, come potrò fare senza la mia puntata del venerdì di “The games of frixions”, in cui la genitrice di Lord M. dichiara che il portapenne del suo delfino è stato depredato della pilot frixion cancellabile dal sangue blu, nonostante riportasse le iniziali della loro antica casata?

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Addio corse delle 8 e venti, addio “sbrigatevi prima che chiuda il cancello”. Che se si chiude il cancello si apre la porticina del disonore, un varco vegliato dalla temibile inserviente che rivolge le domande di ordinanza: Alt! Chi siete? (sempre noi: la madre in ritardo che porta i figli a scuola, le cispe degli occhi di Lorenzo dovrebbero ricordarti qualcosa, sono cispe dai florilegi barocchi, non si lava la faccia dalla materna per far prima la mattina). Cosa portate? (il solito: uno zaino ara-merda a testa, abbiamo trebbiato corso Re Umberto e poi lo abbiamo concimato dello sterco canino del quartiere. Ci riconosci quando arriviamo, facciamo un casino infernale con le ruote sulle griglie dei tombini, perché lo zaino è quello strumento che sempre dà la stessa nota ratatatà). Sì, ma quanti siete? (Sempre noi! Io giuro che non entro, ambasciator non porta penne, te li mollo e via). Un fiorino! (Non ce l’ho, ma se proprio vuoi ho tutte le frixion che si è imboscata mia figlia Marta, la regina dei draghi).

Addio sguardo colpevole ogni volta che incrocio le rappresentanti di classe. “Ti devo dei soldi vero?”, le prendo sempre di anticipo. Rimettete a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo agli altri genitori. Ormai ho ricevuto la segnalazione, sanno tutti che ho problemi con ogni forma di burocrazia, mi hanno messo la madre di sostegno. Mi tranquillizzano, mi aiutano a svolgere i miei compiti base, sono una cazzona certificata.

Addio temperini, vi odio temperini, inutili mangiatori di mine a tradimento, masticatori seriali di lapis, vi colleziono a mia insaputa. Spuntate le matite, sparite, spuntate quando non siete invocati, fate il cazzo che vi pare, siete l’emblema della mia sisifica frustrazione.

Addio grembiule spiegazzato che giaci nella tasca interna dello zaino e sempre rinvenuto la domenica sera alle 23 e 32. Ho finto di lavarti ogni settimana ma solo tu ed io sappiamo la forza autopulente della disperazione dell’ultimo minuto. Sei stato un fedele compagno, ma temo dovremo salutarci, sei diventato così corto che sembri un bolerino, non andresti bene nemmeno se Lorenzo frequentasse una scuola di toreri.

Addio orrendi lavoretti. Ammetto di aver scambiato la pagnotta secca, trafugata in mensa da Marta e lasciata in fondo allo zaino, per un fermaporta in pasta di sale incartato nel grembiulino blu. L’ho comunque molto apprezzato.

Addio maggio piovoso che hai mandato in tilt tutte le gite, gettando i genitori in un’ansia meteoropatica ingestibile. Addio bambine vestite come mondine con calosce ascellari addio bambini come fantini anche per andare a Palazzo Madama. Addio mantelle da capitano Achab. Addio antica ombrelleria del corso.

Arrivederci scuola primaria di primaria importanza, che finisci tra due giorni e ci getti nello sconforto del tetris estivo: ancora una volta io non t’ho vissuta, t’ho sopravvissuta.

 

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14 thoughts on “Scuola io non t’ho vissuta, t’ho sopravvissuta.

  1. Elena says:

    MITICA! Mi hai strappato più di una risata, ricordandomi i “bei tempi andati”, ormai remoti ma vividi nella memoria 😂

  2. Irene says:

    Poi però scrivi di me (perché tu scrivi di tutte noi), alle prese col tetris estivo🤪… Ti prego di farmi ridere di me, con te e salvami dalle 13 settimane di delirio♥️

  3. Un pensiero alle zie, gemelle delle mamme, che vanno a prendere e talvolta portare i nipoti e puntualmente qualcuno le saluta scambiandole per la madre con esternazioni talvolta di dubbio gusto. Un pensiero vi prego anche per noi, eterne supplenti, che non capiscono tutte le dinamiche, e se sbagliano qualcosa sembrano delle deficiente complete perchè sembrano quella di ruolo e invece sono solo le zie.

  4. ing.francesca says:

    wow! e io di figli ne ho 3! se chiudo gli occhi mi rivedo in ogni cosa che hai scritto, tranne il ritardo perché essendo ingegnere sono per deformazione puntuale !!!!
    una cosa la vorrei aggiungere…: le discussioni per parti assegnate, costumi e data di rappresentazione della fatidica recita di fine anno! una delle mie sarà domani alle 11.30, un parto! Giorgio interpreterà Diderot In uno stralcio de “La gabbianella e il gatto”. comunque vada sarà un successo!
    Baci, Francesca

  5. ing.francesca says:

    wow! io di figli ne ho 3! mi rivedo in tutto quello che hai scritto… tranne nel ritardo perché essendo ingegnere sono per deformazione puntuale! posso aggiungere una cosa? le discussioni per le parti, i costumi, il luogo e la data di rappresentazione della fatidica recita di fine anno! domani ne avrò una alle ore 11:30, un parto! Giorgio sarà Diderot in uno stralcio de “La gabbianella e il gatto”! Cmunque vada sarà un successo! Baci, Francesca

  6. Bianca says:

    Ahahahah incredibile anch’io ritrovo sempre il grembiule nello zaino la domenica sera! La chat della classe la odio profondamente, ogni 100 messaggi inutili ( il migliore la domanda alle 530 de mattino di una mamma sul tipo di quaderno da comprare, dopo la quale là chat è stata silenziata fino al 2040) uno utile che ovviamente non ritrovo mai!
    ❤️

  7. E calerà il silenzio sulle chat di classe, non arriveranno più mitragliate su mitragliate di foto di libri coi compiti “scusate Figlio non era in classe, mi potete mica mandare matematica?” e vai di 30 foto high resolution.
    Ma quando c’è la verifica? Ma un’altra verifica? Ma cosa deve verificare ancora? ahahah. Ma davvero domani c’è sciopero? Oddio che sciopero? (immancabile faccina dell’urlo di Munch).

    Chissà come ha fatto mia madre senza WhatsApp.

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