la mia vita a tinte forti.

Ho avuto i miei primi capelli grigi a venticinque anni, sono affetta da imbiancata precoce, in più sono riccia, la scelta era tra entrare nel cast di Shaun vita da pecora o tingermi. Ho scelto la seconda opzione. Compio i miei primi quindici anni di discussioni con i parrucchieri, non scherzo, più sono giovani e più ci polemizzo. Tutto inizia con una semplice richiesta: “Mi faresti la tinta?”. Ma non ha nessuna intenzione di farmi la tinta, il giovane parrucchiere è determinato a farmi il fottutissimo color storytelling.

– Noi non tingiamo i capelli, noi ti aiutiamo a tirare fuori il tuo colore interiore. A tal proposito c’è la linea vegan color che è una vera yoga experience. Possiamo fare dei colpi di saluto al sole per rilassare il cuoio capelluto, ma siccome il cuoio è di origine animale suggerirei un processo di scalpo a freddo per sostituirlo con una corteccia di sequoia.

– No, purtroppo conosco i miei tremendi capelli bianchi, i colori naturali su di me fanno l’effetto inchiostro simpatico.

– Ma guarda fatti consigliare, io proverei un riflessante.

– No, fidati, non sei tu, sono loro. Il riflessante con questo grado di grigio mi fa “specchio riflesso, se non ti tingi sei un fesso, nessuno è grigio come me, chi lo dice lo è”.

– Secondo me ti sbagli.

– Vorrei sbagliarmi, mio giovane amico storyteller delle teste canute, ma hai ancora la lanugine neonatale e la fontanella aperta. Sono anni di ricrescita che ti stanno parlando. Devastami ‘sti cazzo di capelli, ma smettila di accanirti sui miei coglioni. Prendi l’ossigeno, il petrolio, l’ammoniaca, l’idraulico liquido, il napalm. I miei bulbi non temono nulla, sono stati sottoposti a diciotto shampoo antipediculosi in tre mesi, secondo te hanno paura? I miei capelli sono dei sopravvissuti, hanno passato la Chernobyl della tricologia e sono ancora lì in piedi, non mollano.

– Mi dispiace che tu non voglia entrare in contatto con il tuo colore interiore.

Ancora una volta l’ermeneutica dello shatush mi ha stroncato. Decido così di farmi la tinta da sola e mi dirigo al supermercato. Qui le descrizioni delle nuance si suddividono in due categorie: i francesismi e il vegan food porn. La prima comprende le sfumature che vanno dal marrone Cucciolone al rosso cardinale che ha squartato un maiale, ma il tutto scritto in francese che fa più chic.

La seconda riguarda le confezioni scritte da un titolista de Le ore che si è dato all’agricoltura bio. Mirtillo peccaminoso, ciliegia conturbante, ribes ammiccante, albicocca lussuoriosa, l’ossimorica camomilla eccitante. Se sei un uomo, stai facendo la spesa e capiti per caso nel reparto cosmesi, alla prossima macedonia non potrai trattenere un’erezione. I pubblicitari che si occupano del pack delle tinte attribuiscono a un prodotto ortofrutticolo una chiave di ricerca youporn e via. Un lavoro facile facile.

La promessa sulla scatola urla al miracolo, la tinta esce diretta dai Laboratoires de Lourdes. È repulpant, éclairant, volumizzant, nourissant, vous deviendrez figues à l’instant. Solo che una volta a casa apri la confezione e il messaggio delle istruzioni è di fatto un memento mori scritto in caratteri gotici: chi tocca muore. Ma non muore normalmente, tra le braccia dei propri cari, no, muore dopo atroci sofferenze, per reazioni allergiche multiple. Segue l’invito a testare un po’ di prodotto su un quadratino di cute, se dopo una quarantena trascorsa in camera iperbarica sei ancora viva, puoi passare al resto della testa e pregare. L’operazione richiede un paio di mesi.

Sto per dare una possibilità a Shaun. Ma mi faccio coraggio, vado di spallucce, perdoname mama por mi vida a tinte forti, infilo i guanti tattici monouso e in men che non si dica mi ridisegno l’attaccatura dei capelli di Topolino, tingendomi di nero anche le orecchie naturalmente, mi impollok tutta, marmorizzo lavandini e maioliche varie. Nei venti minuti di posa rispondo ripetutamente al telefono. Sciacquo. La doccia è in condizioni agghiaccianti che manco l’avesse usata un minatore del Sulcis dopo dieci ore di lavoro. Asciugo. Non sono morta, sono la solita minchiona dai capelli corvini, in compenso il mio cesso e il mio cellulare hanno tirato fuori il loro colore interiore, sono entrambi splendidamente dalmata, un dalmata seducente.

Foto: susanita

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13 thoughts on “la mia vita a tinte forti.

  1. Sono passata al colore fai da me semplicemente perché non potevo aprire un mutuo per andare ogni tre settimane a fare il ritocco colore. Sono diventata una professionista, uso tubetto ed ammoniaca e miscelo colori come un imbianchino e sono arrivata alla perfezione perché ormai non tolgo più nemmeno il tappeto davanti al lavandino.

  2. Sorella!!!
    E l’ultimo colore fatto due settimane fa (rigorosamente dalla parrucchiera) sta virando, non so perché, ad un biondo stoppaccioso inguardabile. Io chiedo sempre un castano ‘freddo’… mah!, vabbè tra due sabati ricoloro 🙂

  3. Sto meditando di abbandonare la tinta, ma sono pavida, perciò l’ultima variazione è un misto tra Marylin e Norma Jean senza l’adeguato charme e pure sopravvissuta a quella notte d’agosto e debitamente invecchiata

  4. cavallogolooso says:

    si favoleggiava che a scrivere per Le Ore (eccetera) fossero donne. Soprattutto “romanzi porno” (che ora sono diventati Erotici , nonché “Harmony Rosso”, giusto?

  5. Caterina Iofrida says:

    L’ermeneutica dello shatush mi ha uccisa! Ma come si fa infatti a dar spago a quei discorsi dal parrucchiere?

  6. Barbara says:

    Odio andare dal parrucchiere. Sto rimandando in questi giorni perché tra due settimane ho un matrimonio e l’ultima volta ci sono stata a Maggio.
    2018.

    Forse per questa mia protesta interiore, non ho ancora capelli bianchi, ma per ora sono convinta che quando appariranno li lascerò lì. Troppo pigra.
    Poi si vedrà

  7. Giusi says:

    Sorella! Mi hai fatto sbellicare. Io sottoscrivo tutto. Ho adottato il faidate , oltre che per il costo della tinta dal parrucchiere, anche per il tempo che si perde…. A casa approfitto dei ritagli di tempo, e con la testa spennellata approfitto per girare il risotto o stendere i panni. Basta con lo strapotere dei parrucchieri! (mai visto in tv “il salone delle meraviglie” ? ALLUCINANTE!!!)

  8. 😂😂io ho abbandonato la tinta dal parrucchiere e piano piano pure il taglio e la piega. Con forbici professionali comprate dai cinesi faccio scalature impensabili,😂

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