Le 7 meraviglie del mio mondo.

1. Come mi tiene mia figlia quando camminiamo. Che non le basta la mano. Mette il suo gomito nel mio palmo a conca e stiamo avambraccio contro avambraccio, allacciate, carne della mia carne, radio del mio radio, ulna della mia ulna. I corpi che si amano trovano infiniti modi per dirselo. La guardo ancora dall’alto se ride e ride forte, con la testa all’indietro e la bocca così aperta che le si vede anche il cuore.

2. Lorenzo con le mani in tasca, lo fa quando si intimidisce e vuole farsi grande. Lo intimidiscono gli adulti che si baciano, le domande troppo dirette, il sarcasmo che non comprende, i complimenti, io che gli dico che è un bravo bambino. Si aggiusta i capelli a modo suo, se li appiattisce tutti davanti, ha preso ad avere una visione estetica di sé, una novità.

3. I momenti di sospensione. Da bambina mi piacevano i palloncini riempiti ad elio, ma non appena gonfiati, no, mi piacevano i giorni dopo la festa. Quando li riportavi a casa e galleggiavano incerti su quale richiamo seguire, se quello del soffitto e quello del pavimento. Nati per salire, invece restavano così, a mezz’asta, a mezz’aria. Sono attratta dagli stati intermedi. I viaggi in macchina, con lo sguardo fuori dal finestrino, zitta. Quell’impero delle cicale che è il pomeriggio d’estate al mare. Il mondo che invece di aspettarsi cose da me, per pochi attimi ha deciso di aspettarmi e di aspettare.

4. Il lavoro che faccio e che mi piace, anzi i lavori al plurale. Il lavoro che è una ricostruzione continua di sé, dimostrazione che ce la puoi fare. Il lavoro che ti permette di guadagnarti chi sei ogni giorno è una benedizione che continuamente sei tentato di mandare a farsi benedire.

5. Le tregue. Mi concedo più tregue di un tempo, perché ho tanti amici che mi vogliono bene. Cercate degli amici, amici miei, amici nuovi, perché gli amici nuovi sono davvero grandi occasioni. L’amore è il futuro, l’amicizia è sempre il presente e abbiamo bisogno di presente e di presenza. Io almeno ne ho bisogno. Di gente che parli bene di te quando non ci sei, per esempio. Anche se fai finta che non sia importante, perché da sempre hai così paura del giudizio della gente, che ti autosomministri una dose di autoperfidia immunizzante.

6. La resistenza ad addormentarti perché è troppo bello stare insieme, nudi nel letto. Troppo bello parlarsi. Gli occhi che si chiudono, l’alba che chiama e tu che, per una volta, ti abbandoni al sonno e vai per prima.

7. Gli abbracci. La voglia di abbracciare le persone che potevi essere e che non sei, a modo tuo, strizzando troppo a volte con un piccolo spintone. La certezza che se abbracci la tua umanità, abbracci l’Umanità intera.

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foto: Estéban Pozzuoli

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4 thoughts on “Le 7 meraviglie del mio mondo.

  1. cavallogolooso says:

    Le foto / i fotografi che scegli / ti scelgono sono interessanti. Sento un’affinità con quello che viene raffigurato ed il suo spirito. Quello che io amo fare ha un’estetica più sessualizzata ed esplicita, ma anche questa è molto esplicita e sensuale, nel suo modo. Mi piace. E mi chiedo sempre se nelle foto sia tu o no, anche con Susanita.

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