I genitori di luglio vs i genitori di agosto.

A luglio ci riconosciamo alla prima occhiata, per strada, lo sguardo sorpreso tra il malinconico e lo stupito, ci avviciniamo tra noi, indicando la città e sussurriamo: “Ti ricordi? Una volta qui era tutto un mamma cosa facciamo, mi annoio?”. Che silenzio invece adesso che i figli sono via una settimana al campo scout, dai nonni, con i padri. Non ti senti smarrita tu? Da dove possiamo ripartire? Ma io ripartirei da un moscow mule.

Che poi buffo, no? Fino a ieri sorbivamo mojito in barattoli Bormioli Rocco, ci siamo girate un attimo, il tempo di fare un paio di bambini, e ci siamo ritrovate a sucarci quest’insalata greca alcolica in tazze di rame. Rasserenante: non siamo così fuori dai giri se i barman non hanno ancora scoperto a cosa servono i bicchieri, il prossimo anno ci serviranno cocktail floreali nei sotto vasi, probabilmente.

Però poi parte la videochiamata serale dell’infante e allora si nascondono i Bormioli Rocco, i catini di zinco, le salsiere di capodimonte.

“Ma mamma cos’è quella cosa? Mica stai bevendo vero?”.

“Ma no tesoro è una tazza di Peppa, mi sto facendo un po’ di latte prima di dormire, non vedi?”.

“E dietro le tue spalle, sembra un trenino, ci sono anche le trombette!”.

“Ma no amore è una processione in suffragio”.

“Ma vedo anche del fumo, non è che stai fumando una sigaretta vero?”.

“Ma figurati, è l’incenso, è la Quaresima. Qua stiamo soffrendo moltissimo. Mi manchi da pazzi, ciao ciao amore torna presto”.

Soffriamo moltissimo, è per questo che ci trasformiamo in tante piccole Bukowski, per dimenticare.

Ci sono anche le coppie dei genitori nella settimana senza figli che pianificano la loro seconda luna di miele, solo molto più eccitante della prima, si scambiano occhiate con aria complice e poi si fanno la proposta indecente: amore lo vedi quel muro? Ora vai là, piegati e lo ritinteggiamo! Dare il bianco in salotto approfittando dell’assenza dei bambini, questa è la vera trasgressione. Perché quando il gatto non c’è i topi vanno all’Ikea, al Brico, a Leroy Merlin. Tipo io ho dichiarato guerra alle farfalline della pasta, quest’anno la mia cucina si è trasformata nella casa di Buffalo Bill del Silenzio degli Innocenti, un disastro. Ho buttato via pacchi di farina che manco il tumulto di San Martino dei Promessi Sposi, ho imboscato tutto. Ma credo che le stronze nidifichino nella polvere, scambiandola per frumento.

Io comunque me la sono goduta la settimana di libertà di luglio, presa da una strana euforia, uscivo la sera e ogni volta che incontravo un uomo o una donna per mano alla progenie mi veniva voglia di spernacchiarli come Sordi nei Vitelloni: Genitoriiiiiiii PRRRRRRR e giù di gesto dell’ombrello. Amo i miei figli, li adoro, è che d’estate sono come l’umidità, ne hai due ma la stanchezza te ne fa percepire sei. E riscoprire il tempo tuo è bellissimo. Le sette di sera. Ma lo sapevate che esistono ancora le sette di sera? Io pensavo che fossero quel breve intermezzo tra a tavola lavatevi le mani e a letto lavatevi i denti. E invece no. Le sette di sera sono ben 60 minuti meravigliosi. Ma lo sapete quante farfalline si riescono a seccare in 60 minuti? Quanti metri di muro si riescono a imbiancare? Quanti moscow mule si riescono a sorbire? Tanti. Soffriamo, ma qualcuno una volta l’anno lo deve pur fare, che poi tanto agosto è tornato, come Marta e Lorenzo, che sono il mio grande amore, mica una cotta estiva.

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Foto: “Estate” di Susanita

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3 thoughts on “I genitori di luglio vs i genitori di agosto.

  1. Maledette farfalline della pasta!
    Proverò a farle fuori a colpi di Moscow Mule! (Non ho figli, ma ho un moroso barman, vedi che le tue strategie vanno bene per tutti?!)

  2. Stefania says:

    Ahhahah bellissimo! Io sono separata con due bimbi piccoli, e l’unica settimana al mese che stanno dal papà è come dici tu…. Si riscoprono sensazioni dimenticate da luuungo tempo…. Poi i bimbi tornano ed è bellissimo anche che tornino, però intanto ci siamo ricaricate un po’. 😉
    PS: Mi sa che è l’anno delle farfalline perchè ce le hanno tutti, mannaggia. 😦

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