SETTEMBRE, CHE T’HO FATTO?

Settembre io lo prendo sul personale, settembre che t’ho fatto a te che sei fatto della stessa sostanza dell’ansia, tu che mi togli uno strato di pelle, mi squami la coscienza. Luglio è una promessa, agosto è una bugia, settembre pretende energia. Entusiasmo. Ma io non sono entusiasta, sono un’allegra pessimista. Mi sembra più saggio, mi sembra più realista. Anche perché persevero nella mia demenza matriarcale, le vacanze non sono servite, non scorgo miglioramenti di sorta.

Qualche giorno fa ho messo i bambini a guardare un film in streaming. Non si fa. Non si fa perché è un reato, lo so vostro onore, ma ho risposto alla necessità di neutralizzarli per non commettere un reato più grave. I due passano le loro giornate a rompersi le palle a vicenda come sport estivo, è tutto un giochiamo a racchettoni sui coglioni. Quindi dicevamo… streaming. Metto “Aladdin” e io ho tre desideri: nessuno che mi chiami, il mio culo su una sedia, la mia testa tra le pagine di un libro. Li piazzo sul soppalco e scendo. La vita mi sorride, anzi no, meglio, la vita mi ignora, un delizioso silenzio mi avvolge per ben venti minuti. Venti minuti in cui riconsideri il futuro con più ottimismo, hai voglia di organizzare un viaggio in una capitale europea, ritieni che la tua progenie sia abbastanza grande per venire con te a Parigi o a Londra magari. Ti senti pronta a recitare quelle serratissime battute sagaci tra madre e figli stile Gilmore girls. Vi aspetta un radioso futuro di adolescenza lieta, d’altronde, come sostiene una mia amica, l’adolescenza è un virus e mica tutti lo pigliano nello stesso modo, magari i tuoi la fanno leggera, l’adolescenza. Poi il futuro prossimo ti si presenta nella sua cruda realtà. “Mamma, è successo qualcosa”, ti dice Lorenzo. Quando i bambini sono vaghi c’è da preoccuparsi, quando non usano un tono capriccioso c’è da preoccuparsi, quando semplicemente ti chiamano e non ti pretendono c’è da preoccuparsi. Ma non chiudo il libro, attendo con il fiato sospeso.

“Abbiamo toccato qualcosa e ora c’è una signorina che mangia un pisello”. UNA-SIGNORINA-MANGIA-UN-PISELLO. E tu vagli i possibili scenari. Il genio della lampada ha risposto a un improvviso desiderio di verdure di Jasmine? Difficile. Era la principessa un’appassionata di leguminose? Non ti pare. Realizzi. Ti scapicolli per le scale, chiudi il portatile al volo come una cozza, giusto il tempo per sbirciare la nostra amica vegana alle prese con l’assunzione per via orale di questa preziosa fonte di proteine, anche se diciamo così, ella, essendo una signorina per bene, non mangia… al massimo degusta. Mantengo un contegno, balbetto qualcosa per tagliare corto, prometto di donare un unicorno a lei e a lui un Ronaldo vero, anzi esageriamo: un Ronaldo a cavallo di un unicorno, tutto questo per mandarli a dormire senza tante storie. Si addormentano. Ricostruisco l’accaduto e vengo colta da uno di quegli eccessi furibondi di risa, non riesco a trattenermi. E mi coglie un assurdo buonumore perché in tutta questa torbida vicenda di pop-up porno in link piratati e figli maleducati (nel senso di educati male) non vedo l’ora che cresciamo tutti e tre per rivangare l’episodio dell’Assaggiatrice di piselli e riderne insieme. Per ora di Parigi e Londra non se ne parla e comunque secondo me Rory Gilmore degustava, oh se degustava.

p.s. il fatto che Marta ogni mattina di vacanza si sia svegliata cantando ai quattro venti la sua versione personale di ahhhh zubegna, l’inno iniziale del Re Leone, storpiandolo in HAAAAA LA FREGNAAAA, ecco io non ritengo sia collegato con la questione assaggiatrici e non costituisce aggravante, vostro onore.

 

Foto: Officina calze lunghe di Elisa e Susanita

che sanno fotografare così bene la maternità.

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5 thoughts on “SETTEMBRE, CHE T’HO FATTO?

  1. Il maledetto settembre, odio feroce.
    E comunque, quando poi il grande (15), per sbaglio ti inoltra quella catena con i 100 migliori siti porno, il cerchio si chiude.

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