Potrebbe sembrare un piccolo trattato di pedagogia e invece è una delle mie solite minchiate.

Si dice che ci voglia un villaggio per crescere un bambino, ma è altrettanto vero che ci vuole un villaggio di bambini per crescere un genitore. Per crescere, ma soprattutto per tenerlo in buona salute mentale, almeno nel mio caso, magari non proprio un villaggio, più un manipolo non troppo organizzato di infanti. Sembra un paradosso ma ospitare a casa gli amichetti dei miei figli, soprattutto quando sono più stanca e nervosa, è terapeutico e mi sorprende non ci siano volumi e termini specifici inglesi sul tema. E dire che la pedagogia moderna inglese ha una parola per tutto, dal cosleeping all’homeschooling, ma non parla del kidsharing, nonostante sia una pratica da me consigliata come strategia di sopravvivenza genitoriale, quindi ne teorizzerò i benefici in 13 punti.

  1. I bambini non si moltiplicano, si neutralizzano. Perché se è vero che tutti insieme mormorano in coro i tulli tulli tilipan, e altrettanto vero che giocano tra loro i tulli tulli tullipan e non rompono i coglion i tulli tulli tuli pan. Si intrattengono. Su questo devo fare una rivelazione scomoda: giocare con i miei figli mi fa cagare. L’ho fatto per anni, ho costruito orrendi castelli di pongo, mi sono nutrita di plastilina, impersonato tutti i ruoli più assurdi usciti dalla fantasia di un infante, compresa la sirena zombi che trasforma le bagnanti in sirene, mordendole. Mi sono nascosta, ho contato, ho stanato, ho finto meraviglia, mi sono complimentata. Ma dire che mi sono divertita sarebbe una bugia. Io poi perdo a tutto, perdo anche ai Lego. Ho giocato a merda, solo per urlare merda a un certo punto e liberare la mia frustrazione. Amo stare in compagnia di Marta e Lorenzo, parlare, cantare, scoprire posti nuovi, leggere, andare al cinema, cazzeggiare. Ma giocare è un altro paio di maniche. È stato un problema, anche perché i due non sono mai stati autonomi nell’organizzazione dei loro tempi vuoti, finché ho trovato questo intrattenimento meraviglioso, inesauribile, stimolante, il migliore che puoi offrire a un figlio: un coetaneo.
  2. La madre ospitale è una madre al suo meglio. Perché ha dei piccoli occhi estranei con cui confrontarsi, io per esempio per non sfigurare metto addirittura la tovaglia per cena.
  3. I piccoli ospiti sono a basso mantenimento e massimo risultato. Amano la tua cucina, la ritengono incredibilmente esotica. La tua pasta bianca è la più bianca che ci sia, il tuo pollo al forno è il più al forno mai mangiato prima. Il menu dell’ospite si ripete uguale a se stesso da generazioni e il pesto la fa da padrone. Cosa ci mettono nel pesto per renderlo così appetibile ai loro palati solitamente refrattari al verde? Non mi è chiaro. Noto anche che prediligono le cose confezionate rispetto a quelle fresche, il sintetico al naturale, i bambini sono dei cyborg liguri.
  4. Solitamente alla domanda “cosa hai fatto oggi a scuola?” i tuoi figli rispondono niente, si sa. Unica eccezione quando sono in compagnia dei compagni. Insieme sono invogliati a raccontare, in un gioco al rilancio in cui uno chiude il resoconto dell’altro, lo sostanzia, aggiunge particolari.
  5. I piccoli ospiti non mentono a differenza delle madri che raccontano un sacco di fregnacce sulla gestione della propria vita familiare, si abbassano l’ora della nanna come si abbassano l’età: ah mio figlio? Va a dormire alle otto, da solo, dopo aver lavato i denti a se stesso e a tutti i peluches. Ma mentono anche in senso peggiorativo, dipingendo la propria progenie come una combriccola di bestie di satana.
  6. I piccoli ospiti evidenziano le dinamiche assurde che ci capita di adottare. Una volta ho detto a Lorenzo che se avesse fatto i compiti gli avrei dato tre euro per comprare le carte Pokémon. “Ma tu paghi tuo figlio perché ti ascolti?” mi ha chiesto il suo compagno. La mia prima reazione è stata: esci da questa casa voce della coscienza in foggia di nano, però aveva ragione.
  7. I piccoli ospiti ti rispettano. Sono più ubbidienti perché sono fuori dalla loro giurisdizione. Se dici una cosa a un piccolo ospite lui la farà, anche velocemente, con effetto emulazione sul tuo bambino.
  8. Orecchiare i loro discorsi è educativo. Non è che siano i miei figli ad avere il senso dell’umorismo di Martufello, sono tutti così.
  9. I bambini ospiti mi fanno molte domande sul fatto che io sia da sola, una cosa che in generale mi diverte. Parlo molto con loro dell’amore, di cosa si aspettano, una volta un’amica di Marta mi ha chiesto: “ma con chi te la prendi quando finiscono le cose nel frigo?”. Amore è poter prendersela con qualcuno perché ti saccheggia la spesa.
  10. I figli degli altri ti dicono molto sui tuoi. Che a volte i tuoi sono stronzi e non te ne accorgi e invece è il caso di intervenire.
  11. I bambini ospiti ti fanno capire che i tuoi figli non sono speciali o, meglio, sono speciali come tutti.
  12. Prima di dormire i bimbi si assomigliano nelle loro diversità, ci sono quelli più spavaldi e quelli più indipendenti, quelli più sbruffoni e quelli più bisognosi. Amo il momento della buonanotte, dare un bacio in fronte, avere cura dei loro sogni. Mi sento più madre quando ho a che fare con i figli degli altri, non saprei dirlo meglio.
  13. I figli degli altri hanno questa capacità pazzesca, questo super potere incredibile: a un certo punto tornano da dove sono venuti.0.jpg
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10 thoughts on “Potrebbe sembrare un piccolo trattato di pedagogia e invece è una delle mie solite minchiate.

  1. gippistefi says:

    Ahahaha bellissimo post, e molto vero, cmq anche io come te ho sempre provato avversione a giocare coi miei figli e non ho problemi a dirlo, ammiro quelle donne entusiaste che si accucciano sul duro pavimento a livello bambino e si prestano a qualunque gioco, io se mi butto pre terra poi mi viene il mal di schiena, ad alzarmi sembro una novantenne, e in ogni caso mi annoio enormemente. Grazie al cielo i miei bimbi hanno sempre giocato molto da soli quindi da quel lato sono fortunata. 😉

  2. Fai quasi venire voglia di averne, a dirla così (ma lo so che è solo magia di buona scrittura: nessun nano mi avrà mai come madre, ma mi piace tanto leggere di mamme come te!)

  3. Barbara says:

    Io adoro giocare con la mia bimba e non vedo l’ora di poter fare con lei giochi più strutturati ma… Adoro comunque questo decalogo sa tredici punti XD

    E comunque sono anche d’accordo e già applico la presenza di altri bimbi in continuazione, compreso invitare mamme e papà (per ora ad un anno e mezzo non ci vengono ancora da soli!)

  4. Gabriela says:

    Verissima verità! Ed anch’io ho sempre detestato giocare con mio figlio?Leggere, fare le cose insieme, anche i videogiochi sì, tantissimo, ma giocare…. Bleah.

  5. Rita says:

    Bellissimo!
    Mi sono molto divertita, e ho pensato alla mia infanzia… Ho tre sorelle, mia mamma non ha mai avuto bisogno di giocare con noi!

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