I figli si crescono sbagliando.

Sei un po’ provata, vero? Ti chiede una mamma gentile davanti alla scuola e la prima cosa che ti viene in mente è il verso di quella canzone: conosci una ragazza la cui faccia ricorda il crollo di una diga? La conosci quella ragazza perché sei tu, le occhiaie devono essere franate sugli zigomi che devono essere rotolati sulle guance che, a valanga, devono essere sprofondate sulla bocca. Hai una faccia che è un disastro ingegneristico, è sotto gli occhi di tutti. E pensare che ti eri messa pure il fondotinta, avevi fatto il contouring, quello così naturale che non sembri truccata ed è proprio così, infatti hai un aspetto di merda quando non ti trucchi. Se un po’ provata vero? Ti domandi tu. No, sto bene, più che provata sei in prova. Un periodo di prova che dura da anni, con i figli soprattutto. Perché hai i titoli per essere genitore, quasi una decade di esperienza ormai, ma non ti senti titolare, sai qual è il tuo ruolo, ma non sei mai di ruolo fino in fondo. Forse l’unica cosa vera che puoi fare è registrare il record di presenze e concederti una piccola dose di indulgenze, perché la conclusione a cui sei giunta è che bisogna esserci e chi c’è sbaglia. I figli si crescono sbagliando e tu sbagliare lo sai fare, ne sei capace.

Capace. Più che capace sei capiente. Prima di arrivare all’orlo deve caderne di acqua. Prima di reagire conti fino a 10, 20, 30, 100 gocce, una volta non era così. Ecco, un’altra cosa che hai imparato dai bambini: la vastità della tua pazienza, ne hanno tracciato limiti e frontiere, sono avventurieri, sono anche coraggiosi, scorrazzano da qui a laggiù sui terreni della tua sopportazione, fino a quando devi proprio spiegare che no, di là non si scavalca. Sperimentano i tuoi limiti e tu con loro. Fin qui è un abbraccio, da lì in poi è una mossa di wrestling. Fin qui è una richiesta, da lì in avanti è una molestia inaccettabile. Fin qui puoi aiutarli da qui in poi dovranno aiutarsi da soli.

E vorresti aiutarli ad essere autonomi ma anche indipendenti. Perché l’autonomia è pratica, ha a che fare con il legarsi le scarpe, tagliare bene la carne, con lo svolgere i compiti da soli e poi in futuro con il trovare un lavoro per mantenersi. L’indipendenza invece è mentale e consiste nel legarsi le scarpe, tagliare la carne, svolgere i compiti, trovarsi un lavoro e tutto il resto senza cercare una costante approvazione, perché altrimenti tutti quei gesti non hanno valore. Ne è pieno il mondo di gente autonoma ma dipendente.

E vorresti aiutarli a capire che la paura è amica, bisogna coltivarla, è il panico che si deve tenere a distanza. Il panico acceca, la paura rende lucidi e realistici.

E vorresti aiutarli distinguere tra le cose da buttare e quelle da conservare. Ma per quello ci vorrebbe tua nonna che teneva l’avanzo del caffè della moka in un bicchierino da vino accanto ai fornelli per macchiare il latte per la merenda. E teneva le briciole di pane per i passerotti e le bucce dei mandarini per i termosifoni in inverno.

E vorresti aiutarli ad esprimersi, per quello che sono, perché siamo troppo concentrati sul realizzarsi e poco sull’esprimersi. Ci provi ad aiutarli e sai che è la strada giusta, perché per quanto tu sembri provata, tutto quello che provi, lo provi per loro.

foto: Susanita69431980_10157607100321392_6687316139170594816_o.jpg

 

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5 thoughts on “I figli si crescono sbagliando.

  1. giggi says:

    bellissimo…la cosa della indipendenza e anche dell’esprimersi…e il senso di inadeguatezza che non ci riusciamo a togliere…quando succedera’ che i loro errori non saranno per forza colpa mia???

  2. Maria Cristina Girardi says:

    Buongiorno.
    Trovo il tuo modo di descrivere il quotidiano,speciale,dolcissimo,vero,ma soprattutto consolante. È la prova,che non ci si sente male per sempre. Poi passa,e se lo si vive bene,anche il malessere lascia un segno positivo,ci si ritrova migliori.
    Grazie
    Speravo che questo bellissimo brano,fosse tratto da un tuo nuovo libro. Li avrei regalato a mia nuora. Ha appena partorito. E sappiamo benissimo come ci di sente…
    E vabbè. Optiamo per una borsa vezzosa,consola anche quella.
    Ma meno
    😊😊

  3. Noi adulti per proteggere bambini e giovani vorremmo vivessero la loro vita con la nostra esperienza. Ovviamente non è possibile, li si accompagna e li si sostiene. Anche loro faranno i loro errori e se la caveranno, andrà tutto bene.

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