Le raccomandazioni. Cose che dico ai miei figli quando non mi sentono.

Abbiate fiducia in noi quando non riuscite ad avere fede. Da bambini i genitori sembrano maghi. Hanno tutte le risposte, dominano gli elementi, possiedono questi bancomat da cui tirano fuori i soldi, anche quando sostengono di non averne. Mettono insieme il pranzo con la cena, guidano, se qualcosa si rompe la sanno aggiustare, creano la vita, altri bambini, fratelli e sorelle. La semplicità con cui lo fanno li rende dei maghi. Poi c’è un momento in cui si intuisce il trucco. Con i trucchi è così, basta sospettarne uno e ogni incanto si rompe, basta vedere una lacrima, un indugiare, una promessa non mantenuta e si insinua il dubbio e dopo il dubbio la certezza che no, i genitori non sono maghi, sono solo prestigiatori. È una scoperta che cambia il modo di intendere il mondo, ci si può sentire presi in giro, truffati, c’è così bisogno di credere alle magie. Ma poi, a pensarci bene, i genitori sono persone che imparano a far sembrare possibile l’impossibile, lo fanno per necessità, ma soprattutto per amore. E la fede si trasforma in fiducia che è una cosa tutta terrena, umana, fragile e resistente insieme, una cosa da persone perbene.

Copritevi bene e uscite, di casa, uscite all’aria aperta, uscite da voi stessi. Sono tempi strani questi, dove la fantasia ha vinto sulla realtà, l’immaginare quello che dovrebbe essere su quello che è, l’aspettativa sul risultato. Tempi dove si sta davanti allo specchio (schermo) a prepararsi (inventarsi), a cercare di piacersi. È diventato imperativo piacersi. “Piaciti!” Che brutto che è tra l’altro piaciti! Come suona surreale. C’ho pensato a quello che è fondamentale. Fondamentale è che la gente che incontri per strada abbia voglia di salutarti senza cambiare marciapiede. Eh sì, non c’è dubbio, se tu l’altro l’hai visto, l’altro ti vede, non siete distratti, non avete il sole negli occhi, preferite evitarvi. Avrà le sue ragioni, come d’altronde le hai tu. Però che triste trovare più appagante specchiarsi nelle vetrine che nei sorrisi dei passanti. Le relazioni sono tutto, fuori a tratti è un mondo bellissimo, di persone che sono viaggi e altre che sono compagne di viaggio.

Diffidate dai proclama e dai programmi. Non siamo mai così deboli come quando affermiamo la nostra forza, mai così incerti come quando ci diciamo determinati, mai così confusi come quando elenchiamo le nostre motivazioni, mai così aggressivi come quando sosteniamo di essere in pace. “È l’ora di tagliare i rami secchi” ci ripromettiamo e parliamo di persone, di relazioni, ci spendiamo energie a meditare e tempo a pensare a come potare, quando i rami secchi cadono semplicemente al primo grosso temporale.

Tra le cose che vi racconto mentre non ci siete o, ancora meglio, mentre dormite, c’è che se avrete la fortuna di innamorarvi, ripassate, è l’unica lezione che mi pare di aver compreso davvero sulla coppia e le relazioni. Poi vi faccio le raccomandazioni. Lavate la frutta e lavate i denti dall’alto in basso, non solo da sinistra a destra, le mani alzatele solo per fare domande. Ricordate che avete imparato prima ad ascoltare e poi a parlare: quella è la sequenza naturale.

foto: Officina calze lunghe di Elisa e Susanita82812614_2703564646403381_1243720854160801792_o.jpg

“Pensieri appesi a un filo”.

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