Non conosco posto migliore dove mettere una vita.

L’unico esame, quello che davvero non dovrebbe finire mai è l’esame di coscienza, l’esame scrupoloso del soggetto verso il quale nutriamo dalla nascita maggiore desiderio di comprensione (anche perché lo abbiamo sempre sotto il naso, negli occhi, a portata di mano): noi stessi. La lezione che si impara dagli esami di coscienza è che non siano innocenti, i nostri impulsi non sono guidati da una virtù infallibile. La scoperta di essere semplicemente umani dovrebbe far capire che lo stesso vale per tutti. Tutto quello che abbiamo, che ci differenzia, sono le nostre domande, il problema è che ci affezioniamo più alle risposte che alle domande, soprattutto oggi, soprattutto di questi tempi di libere opinioni in statiche posizioni.

Eppure gli ultimi anni ci hanno portato a pensare di essere in moto anche da fermi. L’illusione dei due treni in partenza. Un’illusione di movimento emotivo e fisico, ma anche di movimento relazionale. I rapporti appesi al suono di una chat, con gente che non c’è, uomini e donne di altre e di altri o forse proprio di nessuno, forse nemmeno uomini e donne, a ben pensarci. Sono tempi di amore tra ombre, di ipertrofia della fantasia. “Mondo! Sono qui, capiscimi”. Urliamo. “Mondo! Sono qui, vienimi a prendere”. Ma no. Siamo al servizio del mondo, non è il mondo ad essere al nostro servizio. Vai a vedere, tocca tutto e da tutto fatti toccare, con allegria. E invece rispondiamo a palline sparate da una macchina, siamo bravissimi a rispondere allo sparapalle, ma le partite con le persone le giochiamo sempre meno, soprattutto su terreni che non conosciamo.

A non fare esperienza, a non toccare e a non farsi toccare dalla vita, ci si intristisce. Si diventa teorici di tutto, anche dell’amore, che invece si alimenta di pratica, quello vero dico, è quello infelice che ha bisogno di parole. L’amore nel mentre non è una cosa su cui scrivere o poetare, le parole nel mentre non servono a niente, sono buone e utili a riempire i silenzi vuoti, a giustificare, a convincere a restare, a sedurre o riscrivere il finale. L’amore nel mentre invece non ha bisogno di fantasia, è più una cosa da iperrealisti, da fischiettare mentre stendi la biancheria, una cosa da impastare o da infarinare, per l’amore nel mentre ci sono i muri da tinteggiare o i quadri da appendere, sicuramente non una penna, una tastiera o una macchina da scrivere. Che tanto l’amore nel mentre saprebbe buttare giù solo la vecchia nenia del felici e contenti, che a leggerlo ti fa pensare solo beati loro, beati deficienti.

Io me lo immaginavo proprio così il mondo, diviso in due file: una per i felici e contenti, l’altra per quelli come me. Anche nei periodi in cui avanzavo spavalda nella fila degli innamorati sapevo di essere un’imbucata, che non era il mio posto. Poi è successo l’imprevedibile, mi è stato chiaro che di fila ce n’è sempre stata una, solo che alcuni di noi sono più avanti e altri più indietro, altri purtroppo non arrivano in tempo. Ho avuto fortuna a quarantun anni suonati è giunto il mio turno, dell’amore nel mentre, dell’amore da impastare e da tinteggiare. L’amore che non vuoi dire ma vuoi vedere e allora gli darai braccia e gambe e un piccolo pugno in cui stringere il mignolo, il mignolo del mondo. Un amore che si vuole far guardare e allora gli darai occhi e pure una bocca per strillare.

E così a quarantun anni mi ritrovo ad aspettare, di nuovo, te, una bambina. E a farmi l’esame di coscienza e in te ritrovare l’umanità, ma anche l’unica possibile innocenza. Andrà bene? Ho chiesto a un’amica, per dirle che la mia pancia era di nuovo abitata. Ha sorriso e al sorriso ha aggiunto “non conosco un posto migliore dove mettere una vita”.

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Foto: Susanita con la collaborazione di Estéban Pozzuoli

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29 thoughts on “Non conosco posto migliore dove mettere una vita.

  1. Arriva, arriva, eccome se arriva… Se penso a quando ho iniziato a seguire questo blog (quasi da… subitissimo… direi…) e quando poi ci siamo viste quella sera a Milano… Mi fa piacere metterti il mio commento qui, perché Wp è ormai un non posto trascurato…tutti scrivono su Fb, è più veloce, più immediato. Io il mio stupore te lo lascio qui. In bocca al.lipo, Enrica, e benvenuta fra le Mamme Di Tre…❤

  2. ClaudiaLuna says:

    Sono commossa e felice come una stupida… e felice di essere commossa… Tu non sei mai stata in fondo alla fila, ma ai primi posti, mia cara. Solo che non te ne accorgevi mai perchè anzichè guardare avanti ti guardavi alle spalle 😉 …ma tutte le micro-felicità ed i mini-conforto che con le tue parole hai sempre dato a tutte noi in fila con te, ecco: ognuno ti spingeva un millimetrino più avanti nella fila, e tutti insieme fanno tanti tanti metri… e poi se prima avevi due grandi immensi amori nella vita (tre con la scrittura?), e ora ne avrai addirittura uno in più, rosa magico e tutto nuovo… oh mia cara, ma quanto avanti sei in quella fila??? Un abbraccio fortissimo e sincero. ClaudiaLuna

  3. elena says:

    Giorni fa si è posata una colomba bianca sul nostro davanzale, ed è tornata, più è più volte. Ho pensato immediatamente che portasse l’annuncio di una bambina in arrivo, come fu quatto anni fa, quando aspettavo la mia più piccola, ma che non riguardasse me (e menomale, chè quattro mi bastano e avanzano). Oggi sono così felice per te, anche se non ci siamo mai neppure sfiorate, che non riesco a non pensare che il suo volo fosse il tuo, e che venivi a farmi un saluto. Un grande abbraccio per la tua gioia, una calda carezza alla tua colombella.

  4. Ilaria says:

    Che meravigliosa donna sei, Tesio. Ti leggo da una vita, una delle penne migliori del web… e una delle anime più belle. Congratulazioni, di cuore.

  5. Serena says:

    Andrà bene? La domanda che ci facciamo sempre tutti… e nessuno che possa davvero dare una risposta. .. Tu hai coraggio, e forse questo basta a dire che andrà. Comunque andrà avanti.
    Auguri Enrica

  6. Irene Toussan says:

    Mbe che si fa così!?
    Abbandoni la valle delle mater lagrimose per zompettare su un campo di margherite con una coroncina in testa!?
    Così si fa😜
    Noi lagrimose abbiamo bisogno di vedere che se ne esce!
    Auguri

  7. Daniela says:

    Ho finito la lettura con gli occhi lucidi (come tante volte a dir la verità!) 🙂
    Che bello!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Ti abbraccio forte

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