E ora qualcosa di qualcosa completamente diverso: gli effetti del porno sulla quarantena.

Pare che ci sia stato un boom di accessi ai siti per adulti in queste settimane di quarantena. Più nello specifico i giornali hanno titolato “porno on line schizza alle stelle” (mi compiaccio sempre dell’uso puntuale dei predicati verbali da parte dell’informazione). Non sono detrattrice della pornografia, mi interrogo solo sugli effetti che avrà tanta esposizione alla fantascienza sessuale, a cattività terminata. Pornhub dovrebbe specificare che i suoi contenuti non sono video tutorial, che è preferibile non rifarlo a casa se non si vogliono intasare i pronto soccorso con grandi contusi.

Quello che mi terrorizza nei porno non è ciò che fanno gli attori, ma l’intenzione che ci mettono. La gente se mangia, se mozzeca, se divora e idrovoreggia. Le donne alle prese in disquisizioni orali con questi poveri membri smaniano come Rubio che spolpa un ossobuco. Suggono forsennate, ci mettono tanta foga che ti viene da intervenire: “amica, anche meno o, per la legge dei vasi comunicanti, il poveretto sul letto sotto di te si ritroverà presto le lenzuola e tutto il corredo della nonna risucchiato tra le chiappe”.

Le tue certezze vacillano. Scopri che le metafore gergali che usi per descrivere cose che ti danno fastidio (quella persona è insopportabile come “una pigna in culo” o “un gatto attaccato ai coglioni”) corrispondono a una categoria di youporn, starai più attenta in futuro, ora sai che la tua fantasia lessicale non supererà mai la fantasia sessuale dei tuoi possibili interlocutori.

Le donne hanno le stesse funzioni di Baby Mia chiagni e fotti, solo che le copiose lacrime non escono dagli occhi, ecco. A comando fanno cose incredibili, pura micromagia. Hanno vagine capienti come valigie di Mary Po(m)ppins, come zaini di Decathlon, alcune testimoniano di aver fatto tutto il cammino di Santiago a spalle libere. Là sotto sono double face, fuori carine e coccolose come un Gizmo depilato, dentro aggressive, fantasiose e sadiche come un Gramlins dopo mezzanotte.

Se la camera stringe sui volti si direbbero tutte impegnate in una discesa su un ottovolante al luna park. Le fanciulle urlano, ridono, sembrano terrorizzate, vanno a testa sotto. Poi la camera allarga e non siamo al luna park ma all’Aquafan di Riccione. I francesi le chiamano femme fontanelle, fenomenali creature: dalla vita in su donne, dalla vita in giù annaffiatoi. Si accoppiano solo su divani ricoperti di cellophane. E qui mi si insinua il dubbio sulle nostre povere nonne, quelle che tenevano la plastica sulle poltrone perché il tessuto non si rovinasse. Zia Assunta era una squirter.

Comunque meglio gli attori professionisti che l’amatoriale neorealista della porta accanto, quello mesto dove ti distrai contando il numero di brufoli sul sedere di lui, anche in quarantena resta sempre la paura di trovarci qualche insospettabile, tipo la Gizmo non depilata della mia panettiera.

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9 thoughts on “E ora qualcosa di qualcosa completamente diverso: gli effetti del porno sulla quarantena.

  1. Renato says:

    Se ti compiacci dei predicati nei media andrai a nozze con i termini che catalogano l’inesauribile fantasia di questi artisti del porno!
    Comunque noto con tristezza che non hai fatto battute sulla durata di un’eiaculazione media nei video. Ho realizzato grazie a te di essere proprio scarso… ; )

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