Soffro di insonnia e di femminile irritabile.

Che bella l’insonnia in gravidanza. Che bello desiderare la posizione orizzontale ogni momento del giorno, ma ritrovarsi con gli occhi sbarrati dei lemuri alle due di notte. Ore piccole le chiamano. Ore in cui tutto si miniaturizza sotto il tuo esame distorto: il tuo conto in banca, la voglia di fare, il letto matrimoniale ripieno di figli e io ripiena a mia volta, la vescica. Solo le ansie sono enormi, insormontabili, come le vergogne, le invidie provate e ricevute, perché alla fine l’invidia è democratica, siamo tutti il Mozart di qualcuno e il Salieri di qualcun altro. Sono enormi i sospesi e pure le rese. Non bisognerebbe mai rileggere la propria vita durante le crisi di insonnia, è come riascoltarsi in un vocale, la tua voce ne esce sempre male. La notte porta consiglio se dormi, se sei sveglio la notte porta pensieri di merda, zanzare, caldo torrido e gatti anziani che litigano in cucina.

 

Mi alzo. Accendo la tv e guardo la ottantinfinitesima replica di Quattro ristoranti. Ne sono ossessionata. Mi fa venire un nervoso quando Borghese infila il suo ditone nella cappa delle cucine e lo tira fuori ricoperto di petrolmerda. E mi fanno venire il nervoso pure i ristoratori che con aria colpevole annuiscono depressi. Empatizzo con questi minchioni, che dopo l’ottantinfinitesima edizione non hanno capito che tre cose fa Alessandrone nostro: controlla la cappa, controlla che non ci siano coltelli appesi al magnete e verifica che le cucchiarelle di legno siano bandite. Minchia come lo fanno incazzare le cucchiarelle di legno! Se mi rimetto a dormire ora la mia cappa mi verrà a perseguitare per il resto della notte. Quindi spegno la tv e controllo il telefono.

 

Sulla timeline di facebook qualche strascico dell’affaire M&M, Murgia-Morelli. Leggo un articolo esaustivo “il vero volto di certi cattivi maestri” su Esquire. Mi sa che lui ha notti più faticose delle mie al momento e di nuovo empatizzo, anche con questo minchione, mi imbarazzo per lui. Cioè, non voglio infierire, ma maestro di che, mi chiedo? Della corrente psicanalitica del GRAZIEALCAZZISMO? Approfondisco con alcuni pezzi della sua produzione manualistica. Sei triste? È perché non trovi la felicità dentro di te. Dice. Graziealcazzo Raffaele “Meme” Morelli. Scommetto che la trovo riposta tra il femminile e le Birkenstock. Ti è proprio andata male, perché capita che questo sia un periodo in cui le donne hanno il femminile irritabile e quindi faccia scalpore la frase sulla seduzione, che è una cagata intendiamoci, ma comunque detta da un rispettato professionista che insegna felicità for dummies, con terapie di gruppo dove si fa cantare ai depressi “sei felice e tu lo sai batti le mani”. Io ho irritabile un po’ tutto e mi sono sempre rifiutata di essere la donna e soprattutto la persona a cui si rivolgono quelli come Morelli, preferisco prendermi per il culo da sola (arte in cui sono ottima maestra) piuttosto che farmi prendere per il culo dai professionisti.

 

Sulla seduzione, sulla femminilità e sulla bellezza, posso dire che l’approccio dei bambini è sempre quello che preferisco. Se ho un bel vestito, per i bambini sono io con un bel vestito, se mi taglio i capelli sono io con i capelli più corti, se ingrasso, indovinate? Sono io con qualche chilo in più. Non c’è bellezza e non c’è bruttezza, c’è solo una specie di essenza ineluttabile.

È anche vero che Lorenzo, dieci anni, mi riempie di complimenti ora che sono incinta, penso che abbia colto una mia fragilità legata al corpo che cambia, alla paura di non tornare come prima. L’altro giorno mi ha detto “mamma, quando ti siedi e ti alzi lasci sempre sul divano un buon odore”. Mio figlio mi annusa il culo, è un pensiero inquietante, non mi aiuterà a dormire.

Mi rimetto a letto, la mia cappa è un disastro, ma le ore si fanno più grandi, come Marta nel lettone e l’altra bimba nel pancione. Una piccola preghierina prima di dormire: abbiate cura della vostra femminilità, ma soprattutto della vostra intelligenza. Tra l’altro le due cose si trovano proprio vicine, da qualche parte tra il senso dell’umorismo e le Birkenstock.

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foto: Susanita

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6 thoughts on “Soffro di insonnia e di femminile irritabile.

  1. Urca: le tue crisi di insonnia gravidica sono molto simili ai miei pensieri diurni menopausali.
    In ogni caso empatizzo. Tanto.
    Ci sono passata e tuttora, alla mia veneranda, ho altrettanti momenti di sconforto, sebbene non sia incinta (e per fortuna). Coraggio.
    I momentacci passano? Eccerto, ma nel frattempo si patisce.
    Buona estate col pancione a te e a chi ti riempie la vita (in molti sensi).
    Ciao, vado a comprarmi un paio di birchenstoc.

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