Sono nata idiota sapiente.

E io che credevo d’essere nata per la nostalgia, credevo d’essere nata con quella malattia di non darmi a nessuno per sentirmi più mia. Credevo d’essere nata per le sedie scomode dei cinema all’aperto, per le porte sbattute, per quando sei al mare e il cielo è coperto, per le sveglie che non mi sono mai riuscite a svegliare, quelle puntate all’alba in extremis per provare a studiare. Credevo d’essere nata corista, ballerina di fila, mai in mezzo alla pista, mai in mezzo alla scena, una che improvvisa la rabbia la sera e nel letto si chiude di schiena.

Credevo di essere nata idiota sapiente, devota alle frasi ad effetto che non dicono niente, tipo “belli gli amori che fanno battere i cuori, come quando nella doccia scivoli, ma non cadi e non muori”. Ma che minchia vuol dire? Sei bella come le cardioaspirine? Come un colpo apoplettico andato a buon fine? Come un femore fragile che non si frattura? Ecco, credevo d’essere nata per l’amore che toglie il respiro perché sa di paura. Credevo d’essere nata per i ti amo come concessione, per il ti amo a buon prezzo per una mediocre canzone. Credevo d’essere nata per dirlo e sentirmelo dire, ma appena detto l’amore iniziava a finire.

E invece tu me lo hai detto così, senza “credo di starmi per”, senza “sono in procinto di”. Senza regina reginella quanti passi devo fare per arrivare al tuo castello, così grande e così bello, senza avanzare come formiche o come leoni, come canguri, bradipi o gamberoni. Senza ti adoro, ti cuoro, ti amoro. Senza che uno chieda andiamo? e l’altro capisca ti amo. Senza bisogno di riflettere e di pensare, senza mettersi d’accordo: conto fino a tre, poi tu lo dichiari a me e io lo dichiaro a te.

Me lo hai detto in un bacio e quando mi baci mi tieni la testa, con le mani mi attutisci i rumori, noi siamo dentro e il mondo sta fuori. Così mi hai detto ti amo, un ti amo lontano, un biglietto chiuso da anni in una bottiglia. Ma è arrivato chiaro e infinito, come l’eco perpetua del mare in una conchiglia. Come la meraviglia di essere nata proprio per questo e fanculo ai miei credo, alle ansie, ai pudori, fanculo anche al resto.

 

foto: Susanita

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