Specchio riflesso se ti muovi sei un cesso.

E Dio disse: Donna partorirai con dolore e, come se non fosse sufficiente, ti specchierai con orrore, così inventò la fotocamera frontale. Avere la camera frontale nel telefono (ovvero l’app specchio riflesso se ti muovi sei un cesso) è come avere il ritratto di Dorian Gray che invecchia in soffitta, è il memento mostro, perché sai che anche con ottocento selfie-tutti-filtri-e-luci-strategiche in cui sei venuta carina, ci sarà sempre lei ad azionarsi all’improvviso per metterti di fronte alla brutale verità. E la brutale verità è che sei un rabatto. Quando capita io vado dal mio fidanzato e lo bacio, mi inginocchio proprio, grata: “ma io sono così e tu stai con me ugualmente? Sei una persona meravigliosa, di una generosità eccezionale. Dovrebbe esserci un posto in paradiso apposta per gente come voi, gente che sceglie di svegliarsi e andare a dormire ogni giorno e ogni sera con un cesso a pedali di siffatta caratura. Sette modelle dalla pelle elastica, una masnada di figa come contrappasso al basset hound con il rossetto che hai scelto come compagna di vita”. Da quando mi sono vista tutta seria nella camera frontale mi sono anche ripromessa di non tenere mai più il muso e io sono una campionessa olimpica di musi rancorosi. Ma ho capito che mentre io mi percepisco con un’espressione da attrice francese, quasi sexy per intenderci, lui mi vede la faccia come un orologio sciolto di Dalì. Allora sorrido, non per allegria, ma per tirarmi su le guance. Però metto le cose in chiaro: guarda che questo non è un sorriso, è solo un complicato sistema di tiraggio guanciale, tu fai finta che sia un broncio sexy alla Bardot, insomma sorrido ma tu non ti rilassare che sono sempre incazzata, ok?

C’è da dire che più sorrido più si vedono le rughe in un rassicurante giro giro tondo dove casca il mondo casca la Terra, ma anche le chiappe, le palpebre, il sotto braccia, le tette… tutto giù per terra. Non che sia nuova a vedermi male, ho quarantadue anni e mi sembra di aver avuto con i miei difetti la relazione più lunga e duratura della vita. Da che mi ricordo, siamo state io e il mio naso, il primo bacio l’abbiamo dato io e il mio naso, al cinema con gli amici ci andavamo io e il mio naso, in macchina con qualcuno che mi piaceva eravamo sempre il tipo, io e il mio naso, di profilo. Quando ero giovane ogni cosa veniva fatta da me pensando a lui, a come renderlo sopportabile, addirittura simpatico, come un cugino mezzo scemo che porti a una festa e che ti fa stare tutto il tempo in allarme. Forse anche Achille andava in giro così con il suo tallone, stava seduto come certi vj degli anni Novanta con il piede sotto il culo, fingendo fascino spensierato. Comunque nel 2020 sono invecchiata di cinque anni in una botta sola, tra gravidanza e videochattate impietose, e adesso siamo io, il mio naso e pure le mie pieghe e le mie rughe, insomma abbiamo allargato la famiglia di cugini svantaggiati. E non ho neppure mai pensato di rifarmi, è una rara forma di “nasochismo” la mia, mi piace soffrire, lo trovo carino pure assurdo e impresentabile così com’è. Che alla fine, ok il broncio, ma una mica può vivere una vita facendo il muso anche allo specchio.

nella foto io e un po’ di bellezza.

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7 thoughts on “Specchio riflesso se ti muovi sei un cesso.

  1. Fra says:

    La Bellezza ce l’hai negli occhi che sorridono in questa foto (e nel cuore che apri sempre).
    […avendo un naso “importante” ti capisco, ahi, come ti capisco 😀 ]

  2. Il mio cervello è talmente bravo a farmi credere di essere come Amélie Poulain, che al mattino mi chiedo cosa ci faccia la gattara dei Simpson nel mio bagno. Ah no, sono io.

  3. Cristiana Cerutti says:

    Potrei scendere nell’ovvietà del “ma smettila, sei bellissima” e mettermi in quel mucchio di donzelle che lo fanno per poi sentirsi rispondere ” mai quanto te tesoro”…
    Posso invece condividere ogni tua singola riga, ogni parola, naso compreso.
    Mia nonna diceva “in una bella piazza ci sta un bel campanile”, e me lo dicevo che ero ancora bimbetta quindi mi ha fatto crescere coi dubbi stile “se mi soffio il naso suoneranno le campane?”
    Ognuna di noi è unica e irripetibile, con tutti i nostri difetti ma anche con tanti pregi… alla fine troviamo sempre la forza di alzarci e guardarci allo specchio, anche quando non chiudiamo occhio e sembrano a tratti asiatiche raggrinzite come patate vecchie.
    Grazie Enrica, grazie per tutti i sorrisi che mi fai fare e per tutte le rughette che mi fai venire!
    Buona vita!!!
    https://pensieriniedesideri.altervista.org

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