Confessioni di una madre nabba.

Ti banno! killami! Non Killarmi! Sei un nabbo! Tappami Levante tappami! La colonna sonora della mia vita in questo periodo è questa, Lorenzo ha scoperto i videogiochi e per un’ora al giorno ulula con le cuffie in testa e i suoi amici dall’altra parte, amici a cui dà ordini che sembrano safeword sadomaso in lingue sconosciute, con l’enfasi di buonanima Roberto “baffo” da Crema quando faceva le televendite. È l’inizio della fine? Da qui in avanti litigheremo solo per questo? Certo che sì, è evidente, non si torna indietro.

Io ho deciso di parlare come loro per essere più comprensibile: Sittati composto a tavola, sittati sittati! Vuoi listennarmi! Non mi breakkare le palle! Ogni tanto Dario cerca di dare un modello alternativo e parte con i racconti edificanti dall’altro secolo che propone a suo figlio e anche al mio: “quando eravamo ragazzini noi passavamo i pomeriggi a smontare e rimontare oggetti elettrici per capirne il funzionamento, a leggere la Treccani nel salotto dei nostri genitori, a studiare anche le pagine facoltative sulla Scapigliatura, vero che facevamo così?”. E io annuisco, dico “sì, avoja, sempre lì a leggere Arrigo Boito eravamo”, ma col cazzo, io passavo i pomeriggi a guardare Fuego e dire Nudami Walter Nudami! (o forse non era Fuego, era Colpo di fulmine?). Però guarda, non sono venuta su così mahahahahlaha, manco riesco a finirla la frase che poco poco mi strozzo con le risate.

Quando Lorenzo spegne il computer inizia la richiesta di acquisti di skins, le skins sono le varianti grafiche del gioco, la beauty routine del gaming insomma. Eh no caro, io non mi tingo i capelli da otto mesi non parliamo della ceretta, per quanto mi riguarda tu puoi anche andare sciatto e con le ciavatte su Fortnite. Quando ha finito il pressing acquisti, passa alla richiesta di guardare ancora-un-video-solo-uno. Ancora-un-video-solo-uno è una tipologia particolare di video, mostra un ragazzo che gioca a sua volta alla Play emettendo gridolini da visita alla prostata che non si capisce bene sia gradita o meno.

Finiamo per concordare giusto dieci minuti, mentre va in bagno. E dieci minuti non sono mai, basta dire che ormai si è impresso Pozzi e Ginori su una chiappa, per via di quanto sta seduto sulla tazza. Avremo bisogno della dolce euclessidra per non perdere il senso del tempo al cesso. Io i gamer li detesto tutti soprattutto perché con le loro vocette stronze mi svegliano la bambina, il mio odio più profondo va a Lyon, che secondo me la visita alla prostata deve farla davvero perché c’ha ‘na certa età. In tutto questo anche Marta chiede di vedere dei tutorial, idee geniali fai da te di una serie che si chiama “5 minuti creativi” dove una ragazza che assomiglia alla Kelly Taylor bulgara taglia pantaloni brutti per renderli maglie e top orribili, in pratica la costumista di Beverly Lidl 90210. E Arrigo Boito muto.

Nella foto: Lyon durante la visita dall’andrologo.

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6 thoughts on “Confessioni di una madre nabba.

  1. Althea says:

    Quanto new Italian mi insegni, a me che sono quasi quarant’anni che vivo altrove..Oltre a farmi ridere alle lacrime. Dì a Dario che quei racconti non servono, ci d0vremo piegare noi….

  2. Sono qui che ti leggo piegata in due dalle risate, con un pannolino bollente al seno (ho scoperto che sono molto meglio degli asciugamani per fare gli impacchi caldi!) e il tiralatte in mano. Il mio secondo ci ha catapultati tutti nel solito loop che descrivi e non posso che condividere ogni singolo tuo pensiero :)))

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