Ci ameremo in silenzio come si amano i pesci.

Nell’educazione sentimentale che ho ricevuto c’è un capitolo che si intitola “non fare questo o quello perché altrimenti si spaventerà”. In amore bisognava andare per gradi, mai forzare troppo, usare una manovra a tenaglia, lenta e inesorabile piuttosto. Fa sorridere, oggi, l’idea di un amore che, di fronte a una richiesta, a un movimento brusco, scappa come un gattino randagio maltrattato. Fa sorridere, oggi, come tante teorie che evaporano al contatto con la realtà.

Nascere (e far nascere), morire e innamorarsi sono cose difficilissime, impossibili da immaginare quasi, finché non accadono. Ma quando accadono te ne accorgi proprio perché non c’è più spazio per la teoria. A me l’amore ha cambiato totalmente la percezione del tempo. Ho scoperto che ti àncora al presente. Ti ricordi com’era quando non stavamo insieme? Gli chiedo ogni tanto. No. Tu? Ma pure io sai, poco, mi pare una vita fa, che è una cosa strana da dirsi quando la vita in questione è la tua.

Penso a lei, alla me di un tempo, con un distacco tenero. Forse è così che ci perdoniamo gli errori, come se li avesse commessi qualcun’altra, un’amica che ti è stata tanto vicina, ma che hai perso di vista, con cui hai condiviso guai e leggerezze, troppe per volerla frequentare ancora. A quella amica racconterei di lui.

Che fa la settimana enigmistica dall’inizio alla fine, che conosce la data di scadenza delle cose e non le butta via, ma non rischia mai di avvelenarsi di nostalgia. Che non solo c’è, ma sta, radicato come un albero, a volte silenzioso come un albero. Che tiene le graffette per chiudere il pane, metti che debba legare un gelsomino alla ringhiera, e non lo dice da fissato con il riciclo, lo dice da nonno, da uno che ha fatto la guerra.

È così fuori moda, fuori dalle logiche del momento, a volte il mondo lo imbarazza: togli quel canale, non voglio sentire mi vergogno per loro, una volta perdere la faccia era la cosa peggiore che ti potesse capitare, ora la faccia la mettiamo per tutto, abbiamo perso il pudore. è marinaio e capitano e noi gli stiamo intorno, un po’ lo aiutiamo, un po’ prendiamo il sole, un po’ lo perculiamo e ammutiniamo.

Lui che è fuori contesto, un uomo d’azione in un periodo in cui non si agisce, al massimo si reagisce, si puntualizza, ci si oppone, ci si indigna, ma non ci si muove. Le racconterei di lui, di come prende in giro la mia voglia di parlare di noi, su di noi non c’è niente da dire, solo da fare, parliamo di Sciascia piuttosto, della Rivoluzione Russa, di Federer e Nadal, ma niente teorie su di noi, tanto non ci riesci, noi ci amiamo in silenzio come si amano i pesci.

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6 thoughts on “Ci ameremo in silenzio come si amano i pesci.

  1. La perfezione stanca says:

    Leggo, rileggo e all’improvviso ho una voglia terribile di abbracciarvi tutti. Perché vedere l’amore fa desiderare di amare.

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