Considerazioni sulla (mia) vecchiaia.

Tutto quello che è secco cade, cosa che riguarda le piante ma ancora di più il culo delle secche, per l’appunto.

L’altezza non mi è servita mai a niente. Ok, a parte a prendere la confezione di sgrassante sull’ultimo ripiano del supermercato per la vecchietta “signora lei che è ben piazzata potrebbe…” che poi mortacci tua vecchia tappa una volta mi dicevi almeno signorina. Tolta questa parentesi, il mio 1 e 75 oggi serve esclusivamente a potenziare l’effetto gravità, la faccia mi cade da più in alto e quindi più rovinosamente.

La scienza non aiuta. Ogni tanto scovo qualche notizia sorprendente sul corpo umano tipo che gli occhi non crescono durante la vita, gli occhi che ho adesso sono grandi come il primo giorno, diversamente il resto del corpo tende a rimpicciolire, con un’unica eccezione. Continuo a leggere l’articolo con avidità e, tra me e me, ripeto: di’ le tette, di’ che crescono le tette. Ma no. “La parte del corpo che continua a crescere è il NASO”. Naso, avevamo fatto un patto, nonostante la tua importabilità ti avrei ignorato e invece tu te stai ad allargà. Ora mi guardo allo specchio e penso: potrebbe andare peggio, potrebbe crescere.

Voglio provare a non tingermi più e lasciarmi i capelli grigi. Mi sono informata, si chiama gray transition. In assenza di colpi di sole (che non voglio fare) o decolorazioni (manco) ci vuole circa un anno e mezzo per concludere la transizione. Ci metto meno a diventare uomo, che gli uomini invecchiano meglio e magari non gli si allunga solo il naso.

Rispetto a quanto preventivava mia madre, lanciatrice acrobatica di anatemi, per me invecchiare è comunque un ottimo risultato, soprattutto invecchiare in salute. Non mettere quegli affari nelle orecchie (il walkman), diventerai sorda. Abbassa il volume della tv, diventerai sorda (e due). Non guardare la televisione così vicino, diventerai cieca (ma mamma mi avvicino perché non sento un cazzo visto che mi hai fatto abbassare). Stai dritta con la schiena, diventerai gobba. Le menomazioni acustico-visive-scheletriche proiettate nel futuro si aggiungevano alle nefaste previsioni nella contingenza: non bere l’acqua dopo il gelato o muori, non togliere la canottiera o muori, non bere roba fredda o muori (ubriacati pure ma a temperatura ambiente) non fare il bagno dopo mangiato o muori, non salire in piedi sull’altalena o muori, asciugati i capelli o muori e muori anche ad agosto. Però poi andavamo in montagna con la A-112 di zia Marianna e tre cugini li infilavano nel bagagliaio, che manco fossimo stati cuccioli di bulldog francesi importati illegalmente dalla Romania. Ma tanto dentro l’auto si fumava pure, a vetri chiusi perché poi entra la corrente e muori.

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6 thoughts on “Considerazioni sulla (mia) vecchiaia.

  1. Barbara DAuria says:

    Ti Amo!! 😍

    Il lun 28 mar 2022, 11:15 prima o poi l’amore arriva. E t’incula. ha scritto:

    > tiasmo posted: ” Tutto quello che è secco cade, cosa che riguarda le > piante ma ancora di più il culo delle secche, per l’appunto. L’altezza non > mi è servita mai a niente. Ok, a parte a prendere la confezione di > sgrassante sull’ultimo ripiano del supermercato per la ve” >

  2. Facevamo Milano-Riccione senza cinture nè specchi esterni e papà si bruciava tre pacchi di Muratti Ambassador.
    Confermo i finestrini su “c’è corrente”.

  3. PattyJo says:

    Hai fatto ridere questa “alta un tappo e un barattolo”… però ben piazzata significa larga come armadio a tre ante, indipendentemente dall’altezza

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