Non mi fate incazzare.

A casa dico un numero incredibile di volte “non fatemi incazzare”.

Lo dico da incazzata naturalmente, quindi in realtà è una minaccia inutile. Non fatemi incazzare, mi state facendo incazzare, sono in procinto di incazzarmi, je suis en train de…

Con Lorenzo mi arrabbio perché quest’anno ha avuto il cellulare ed è successo quello che era immaginabile: vivrebbe sul cellulare. Gliel’ho dato perché ce l’hanno tutti, vuoi che tuo figlio non sia come gli altri? No, voglio che sia come gli altri. Però la tua presunzione ti porta a pensare che possa essere come gli altri, ma anche l’eccezione, che sia come gli altri, ok, ma anche sorprendente. Ma perché dovrebbe essere un’eccezione? In virtù di cosa? In virtù di niente e infatti non lo è. Ho figli che come gli altri hanno imparato a camminare, leggere, scrivere e far di conto e anche a sviluppare velocemente dipendenze da un aggeggio che soggioga noi per primi. Senza eccezioni e unicità. Quindi mi incazzo, e non credo di essere un’eccezione nemmeno in questo, mi incazzo soprattutto con me stessa, perché ho ceduto, come cedono tutti. E se tu che leggi sei un’eccezione, ma beato te, beato.

La materia cedevole di cui sono fatte le nostre buone intenzioni mi pesa. Ci vuole una concentrazione per amare, una pratica costante dell’attenzione, sapendo però che troppa concentrazione soffoca e che troppa distrazione trascura. Qualche giorno fa scrivevo per lavoro, ero davanti al computer e sentivo un suono fastidioso, una specie di rumore bianco, come quando ti addormenti davanti alla tv e continui a sentire Mastrota blaterale di qualche congegno per la cervicale ma tu vuoi solo continuare con i tuoi sogni in pace. Solo che mentre scrivevo mi sono accorta che il rumore bianco era Marta che mi parlava. E allora mi incazzo di fastidio e poi mi incazzo con me stessa per essermi infastidita. La mia visione periferica mi tradisce sempre più spesso.

La questione della concentrazione si è fatta più forte con l’ultima arrivata, perché cresce veloce, esponenzialmente rispetto a Marta e Lorenzo. La sua crescita è spietata. Deve essere una contrazione temporale alla Interstellar. Se fossi più concentrata il tempo rallenterebbe, mi dico a volte, se la guardassi di più vedrei i millimetri di capelli crescere e non questo time lapse costante, questa corsa in discesa senza freni, eccitante e paurosa insieme. L’unica cosa per cui non cresce è la questione pannolino, che non abbiamo ancora eliminato, così mi ritrovo ogni giorno a farle bidet improvvisati in lavandini pubblici, con il favoloso effetto french merdicure sulle unghie. Bello questo colore! è smalto Chanel? Sì sì, Chanel, Caccà-Chanel.

È che ho tutto, davvero, compreso il terrore di non essere abbastanza.

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4 thoughts on “Non mi fate incazzare.

  1. annadavoli says:

    Grande Erica, il cacca chanel ha un suo perché 😂
    E condivido pienamente perché figlia di 11 anni con cellulare… Uguale ! Ma io da ingenua mi dico : è la novità, passerà…

  2. Zeta says:

    Solidarietà sorella! Qui un quasi treenne che non desidera mollare il pannolino e un quasi ottenne che quando è con la cugina adolescente guarda i video su Tik Tok… E io lo so, noi lo sappiamo che non si fa, non si deve, va malissimo.. ma ecco, ormai è successo. Ma un’amica saggia, quand’ero incinta la prima volta mi disse : ” vai a trovare amici con figli, di loro che sono troppo severi o troppo poco, che sbagliano a permettere la TV, che dovrebbero rendere i figli più autonomi e altre considerazioni del genere.. e approfittane bene, perché sarà l’ultima volta in cui avrai tutte le soluzioni in tasca!” Aveva ragione. Abbracci, come sei bella

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