Poteva andare peggio, potevi essere una rappresentante di classe.

Hai fatto Lettere, inserendo tutti gli esami merdosi per l’insegnamento nel piano di studi tipo latino scritto e orale. Non hai mai avuto nessuna intenzione di insegnare. Hai buttato i tuoi favolosi pantaloni a zampa, pensando che non sarebbero mai più tornati di moda. Hai fatto scelte davvero poco lungimiranti, hai pagato persino le tasse in anticipo quest’anno, che invece procrastinare si poteva. Ma ti guardi indietro e una decisione giusta l’hai presa, anzi ne hai prese due. Una durante la prima riunione delle elementari di Lorenzo, l’altra durante la prima riunione delle elementari di Marta.

Trattasi di QUELLA riunione, quando i genitori sconosciuti si guardano e si schedano, cercando di collocarsi vicendevolmente nelle rispettive colonne mentali dei buoni e dei cattivi. Questa capisce l’ironia: le sorrido. Questo prende appunti su tutto: o soffre della sindrome di Korsakoff e non possiede la memoria a breve termine o è lo psicopatico di Seven, nel dubbio ne evito lo sguardo. Questa ha appena domandato di quale marca è preferibile portare la carta da culo richiesta nel materiale scolastico: l’abbraccio, è un’insicura, poverina.

Tu durante QUELLA prima riunione hai sicuramente fatto qualche battuta che Korsakoff e l’insicura non hanno capito, hai probabilmente detto di essere un’amish, di aver rifiutato la tecnologia e quindi di non essere in grado di gestire una chat di classe. Al momento dell’elezione del rappresentante ti hanno presa tutti per una cretina, quale sei, ti hanno sorriso e depennata dagli abili al ruolo. Hai pronunciato allora la frase “qualunque decisione prendiate, per me è ok”, formula magica divenuta risposta standard a tutto. Vogliamo fare una cassa comune per le piccole spese: qualunque decisione prendiate, per me è ok. C’era l’intenzione di fare una cena di classe: hamburgheria e pizzeria? Qualunque decisione prendiate per me è ok. Volevamo fare un colpo di stato che spodestasse le maestre imposte dalle istituzioni per poi eleggerne di nuove democraticamente: qualunque decisione prendiate per me è ok.

Come rappresentante finisce per essere eletta quasi sempre una mamma esperta o un papà sprovveduto che si immola alla causa. Nel caso della mamma esperta è una donna di buona volontà che ha avuto già un figlio nella scuola e quindi conosce vagamente le dinamiche dell’istituto, una specie di lignaggio di sfiga e accettazione. Nel caso del padre sprovveduto è un uomo che pecca di ubris, non sa a cosa sta andando incontro e si ripete “che sarà mai?”.

Cosa sarà mai? Sarà che, nonostante tu non abbia l’utero, partorirai con dolore ogni decisione, amico mio, anche le attività collaterali come la raccolta soldi per i compleanni dei festeggiati della classe, l’acquisto del regalo per le maestre, ma se si fa alle maestre bisogna farlo anche alla maestra di religione? Ma chi non fa religione non mette la quota? Tipo se mio figlio non fa religione ma ha un buon rapporto con le bidelle, posso farlo a loro? Ma le bidelle non si chiamano bidelle, un po’ di rispetto, e via così sfumando. E questo in tempo di pace.

Perché poi succede che arrivino improvvisi i tempi di guerra. Ed è lì che un uomo e una donna dimostrano il loro valore, il loro coraggio, la loro tempra e le loro capacità di indomiti condottieri: è nella pandemia che il rappresentante di classe rivela la sua vera natura di eroe contemporaneo. Si guadagna una laurea ad honorem in psicologia, per la capacità di far fronte agli scleri incrociati di genitori e insegnanti; in ingegneria gestionale, in informatica e pure in scienze politiche. Tu intanto continui a fare schifo, al massimo proponi come esercizio di grammatica per i bambini la correzione dell’ortografia dei meme e delle catene di Sant’Antonio che arrivano sulla chat di classe. Questo è quanto hai da dire sulla continuità didattica. La continuità didattica è la parola d’ordine. La tua continuità la manifesti perseverando nella filosofia “qualunque decisione prendiate, per me è ok”.

Però le tue bandiere alle finestre sono tutte per i rappresentanti di classe, a loro vuoi dire: vi trovo sexy come Conte, più di Conte, vi trovo sexy come Alberto Angela alla Sanità. A voi dedico tutti i miei flash mob ai balconi, quando in onore della piattaforma più hackerata d’Italia dopo il sito dell’INPS, canto:

“Sarà capitato anche a voi
di avere una musica in testa,
sentire una specie di orchestra
suonare suonare suonare suonare, Zoom Zoom Zoom Zoom Zoom Zoom Zoom Zoom Zoom”.

A voi dico che non sarete mai pagati abbastanza. Come? Lo fate gratis? Allora niente, vi do solo un consiglio. Il prossimo anno, intorno a ottobre, quando ci sarà la riunione per l’elezione del nuovo rappresentante ecco ricordatevi:  #stateacasa e #viandràtuttobene.

Firmato: una pavida disertrice amish.

 

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Foto:Susanita ovvero come mi immagino finiscano le proprie giornate le rappresentanti di classe in questi giorni.

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12 thoughts on “Poteva andare peggio, potevi essere una rappresentante di classe.

  1. Mi piace la strategia di passare per cretina: anche io la applico sempre. Temo solo quel fastidioso effetto collaterale per cui rischi di trovarti improvvisamente ministro, ma insomma va bene

  2. Tutto vero. E però io da insegnante invece spero che anche i genitori in questa occasione capiscano quanto è dannatamente importante fare squadra e non guardarsi l’un l’altro come alieni, ma almeno come pianeti dello stesso sistema solare. 😀

  3. Garantisco che in effetti le mie giornate si concludono così… ma avendo una lavatrice con carica dall’alto è un pelino più complicato

  4. La nazi ingegnere.
    È quella che ricordo meglio tra tutte, sigillava le mostruose chat senza fine con “avete ritto i coglioni decido io”
    E tutto andava a posto.
    Adorata dal primo giorno.

  5. Al3xI98O says:

    E’ (anche) per colpa di genitori che la pensano così che il lavoro di rappresentante può diventare complicato.

  6. Alssio says:

    Io nemmeno c’ero a quella riunione! Mi sono immolato per telefono alla settima ora di impasse per assenza di candidati!

  7. unhortodox says:

    Scrivo da “padre sprovveduto è che pecca di ubris (l’ho pure cercato su google eh…)”… non mi sono beccato così tanta disistima manco quando ho fatto il gravissimo errore in casa di non mettere a posto la farina…
    A parte questo… perché non aggiungere i genitori che con il telefonino che vale come la tua casa negano di avere un indirizzo mail?! e quelli che ti chiedono cos’è un link?
    W i rappresentanti di classe, meglio ancora quelli ingrassati di almeno 5 kg!!!

  8. esatto, esatto e ancora esatto… io però sono una rappresentante di classe. lo sono stata per 5 anni alle elementari e lo sono ora alle superiori (medie saltate perché non potevo dividermi). Sono mamma di gemelli, che hanno fatto le elementari insieme e ora sono al liceo insieme. Mia mamma non è mai stata presente in nulla e io ho sempre detto che se mai avessi avuto dei figli, avrei voluto essere più coinvolta. Non è facile, come dici tu… però con tanta volontà, ho sempre cercato di fare del mio meglio. Sono piuttosto diplomatica e sono riuscita a sopravvivere a diverse “sciagure” durante le elementari. Una maestra che in seconda è finita all’ospedale per un esaurimento… quindi una marea di supplenti, fino a quando, per l’ennesima protesta al preside, ci ha affidato una sola maestra per tutto il resto dell’anno! In terza abbiamo cambiato entrambe le maestre… è andata via anche quella “santa” di matematica che li ha portati alla fine della seconda con tutte le tabelline fatte e un accenno di divisioni. Per fortuna, perché quella della terza non sapeva insegnare…
    Dopo proteste e decine di riunioni dal preside, fortunatamente, affianca alla maestra (incompetente) una che sa il fatto suo e almeno metà dell’anno è salvo ^_^
    Quarta, ormai rassegnati al peggio, ciò che è arrivato non è stato poi tanto male… anche se poi quella di italiano è rimasta quasi subito in cinta (rientrerà ad aprile della quinta), ma ormai ho capito come muovermi e subito riesco a ottenere una brava maestra, che riesco a riavere anche per la quinta… che fatica però!
    Terza media divisi dalla scuola, mi sono astenuta! Anche se, essendo dentro i vari comitati della scuola, venivo sempre considerata dai prof come una rappresentante ^_^°
    Arriviamo alle superiori, scelgono la stessa scuola e quindi li metto nella stessa classe. Riunione in 7 genitori su 22 ragazzi… la coordinatrice mi frega chiedendo: «Qualcuno ha mai fatto la rappresentante?»
    Faccio veramente molta fatica a mentire… eccomi qui… rappresentante di nuovo, ma alle superiori ormai è uno spasso…
    ps: Mamma che lavora e con solo due figli gemelli… Spesso penso ai miei ragazzi e vorrei che fossero ancora bambini, ma solo da giugno a settembre… la scuola? No grazie 😉

  9. Pingback: Enrica Tesio: intervista a una persona bella - megliounpostobello

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