Cercatori e costruttori.

Se ascolto la canzone tu senti quella chitarra, il basso che entra in un determinato modo, la raffinatezza della scrittura, oppure la banalità dell’arrangiamento, che assomiglia a questo o a quello, se ascolti la canzone ne canti il testo se lo sai, come fosse un tributo al pezzo stesso. Se ascolto la canzone io ascolto il passato, dov’ero quando l’ho sentita per la prima volta, ascolto il tempo che passa, oppure creo un precedente per puntellare questo momento in cui siamo in macchina insieme e so che mi sarà utile per dire un giorno, allora, proprio quel pomeriggio, con questa colonna sonora, eravamo felici. Se ascolto una canzone io ascolto chi ero e chi sarò. Così se guardo un film o se osservo un panorama, che per te è spazio per pascolare i pensieri, far correre gli occhi, per rintracciare quella montagna o orientarti nel mondo. Per me il panorama è per forza abitato, è una scenografia. Tu guardi la costellazione io la caduta di un desiderio.

Ho sempre pensato troppo a quello che non stava succedendo (perché era già successo, perché non sarebbe successo mai). Lascio così tanto spazio all’altrove, non mi sembra ci sia mai stata alternativa.

È che ci sono i cercatori e i costruttori. I primi vengono al mondo e sentono di aver perso qualcosa, sentono di essere incompleti, non sanno bene cosa manchi, né perché, ma quello che fanno è cercare, a volte con lo struggimento dei malati che hanno dimenticato tutto, anche il motivo della loro tristezza. E poi ci sono i costruttori, i costruttori nascono interi, non cercano, creano, affermano, hanno una presa più salda sulla vita. Cercatori e costruttori, la differenza tra il trovarsi e il realizzarsi, anche se l’obiettivo è sempre lo stesso, forse, una vita soddisfacente. Io sono una cercatrice, tu un costruttore, mia madre era una cercatrice, mio padre un costruttore. Io sono una cercatrice e quello che costruisci tu (e qui sta la buona notizia) è quello che mi manca.

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3 thoughts on “Cercatori e costruttori.

  1. Serena says:

    Mio marito era il mio costruttore e, da quando non è più con me, mi accorgo che svolgeva così bene questa funzione che nemmeno me ne accorgevo.
    E invece è un bene che tu lo veda Enrica, e che ne riconosca il valore, perchè l’essere riconosciuti passa anche dal riconoscere l’altro

  2. solaremente says:

    Ho sempre pensato di essere una costruttrice; di case, di nidi accoglienti e di relazioni ma poi c’è sempre stato quel demone potente che mi ha portato lontano, lontanissimo per cercare quello che non trovavo. E ho costruito laggiù, lontano ma continuò a cercare…si può essere insieme costruttori e cercatori ma riuscire a scrivere come te è per pochi, pochissimi.

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