metti la cera, togli la cera

Ci sono persone tanto diverse da non appartenere nemmeno alla stessa specie. Nel carattere, nelle manifestazioni pubbliche, nelle priorità, nell’aspetto. Due di queste persone i miei figli se le ritrovano come nonne. Due fantastiche nonne, solo diametralmente opposte.

La casa della nonna materna. Difficile raccontarla in poche parole. E’ come se mia madre avesse chiamato Gozzano (quello delle piccole cose di pessimo gusto) come interior design, ma prima di dargli carta bianca gli avesse tagliato i budget e tagliato male anche la cocaina. Il risultato è un’accozzaglia incredibile ma esilarante di oggetti decontestualizzati. Tra tutti svetta il centrotavola. Un mio vecchio secchiello da spiaggia giallo fluo brandizzato Coppertone riempito di terra dove cresce un bel mazzetto di fiori finti – per inciso che siano finti secondo me è importante, come è importante che la terra sia vera – il tutto posto all’interno di una zuppiera di vetro blu con decorazioni sberluccichine.

La casa della nonna paterna. Una portaerei per dimensioni, un container per numero di pezzi d’antiquariato, quadri di pregio, collezioni di varia natura. Tutto lustro, lustrissimo e in un ordine da museo. Per capirci, ci sono donne che stirano le calze. Lei stira anche i lacci delle scarpe.

Le piante della nonna materna. Il binomio finto-vero tanto caro alla mia famiglia ritorna anche in salotto, nei vasi dei ficus e dei tronchetti della felicità, una felicità malinconica, di piante consapevoli di essere sopravvissute loro malgrado e malgrado l’incuria di mia madre.

E’ nella terra dei loro vasi che si mimetizzano piccoli peluche a tema animalier: un elefantino, un orsetto, qualche pupazzetto preso con i punti del Diperdì. Praticamente la serra della Famiglia Addams  che io ho ribattezzato la “jungla”.

Le piante della nonna paterna. Rigogliose, splendide, lussureggianti, le sue piante d’appartamento sembrano uscite fuori dalle pagine di Case&Country. Talmente belle che il gatto di casa piuttosto di rovinarle mangiandole e vomitando, si produce i conati con due unghiette in gola.

La pettinatura della nonna materna. Dico solo treccine.

La pettinatura della nonna paterna. Dico solo che Lorenzo parla spesso della parrucchiera di sua nonna, che chiama zia.

La cucina della nonna materna. Chef Rubio, solo molto più zozzo.

La cucina della nonna paterna. Cracco, solo molto più esperto di materie prime.

La cacca di Lorenzo secondo la nonna paterna. “Lorenzino, cos’è questa puzzetta?”

La cacca di Lorenzo secondo la nonna materna. “Lorenzo, hai fatto un bello stronzone!”.

Il pasto con la nonna materna: avete presente  Animal House? Ecco, però togliete qualche freno inibitore a John Belushi.

Il pasto con la nonna paterna: avete presente una sala chirurgica. Ecco, solo con più tupperware, tanti tupperware, quanti non ne ho mai visti in vita mia.

I regali della nonna materna. I giochi che mia madre regala ai suoi nipoti devono in ordine: fare casino, molto casino, schiamazzare in almeno cinque lingue orientali, illuminarsi, spernacchiare, rompersi in un nanosecondo e provenire da una bancarella dei cinesi.

I regali della nonna paterna. Pensatissimi e di ottimo gusto, sono sempre doni di valore, di marca, capi di abbigliamento che io non lavo per paura di rovinare. Giochi educativi e libri miniati da un amanuense certosino.

La nonna materna mina la tranquillità mentale della nonna paterna ogni giorno. Per esempio uno di quei libri miniati da un amanuense certosino lei l’ha tagliuzzato per fare un bel collage colorato. E infatti la nonna paterna ora i libri li compra in duplice copia (non sto scherzando).

La convivenza tra i loro modelli educativi in qualche modo però funziona, sono complementari, me lo ha spiegato Lorenzo: Nonna Mari rompe, Nonna Dida aggiusta. Nonna Mari sporca, Nonna Dida pulisce.

O come direi io Nonna Mari mette la cera, Nonna Dida toglie la cera. E se funzionava con Ralph Macchio perché non dovrebbe funzionare con quel gran macchione di mio figlio?

Immagine

io questo ce l’ho a casa… indovina chi l’ha regalato a Marta? Ringraziate Iddio che non possiate sentirne il dolce canto di Natale!

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45 thoughts on “metti la cera, togli la cera

  1. Angela says:

    oddio sto morendo! Mutatis mutandis pure le nostre nonne, meno all’eccesso ma siamo nelle stesse direzioni. Solo che nel mio caso la ruscarola (parola bolognese per “colei che raccoglie e tiene tutto tutto tutto, anche la cartaccia, che non si sa mai”) è mia suocera, la chic mia madre. Poi uno dice. Eccome se dice! 🙂

  2. Hahahahaha direi che anche qui stessa situazione 😀
    Anzi che ora mia madre vive con mia sorella e ha dovuto rinunciare a molti suoi originali pezzi di arredamento!

  3. Ah ahahaahah, pure qui è così anche se è la mia suocera chic che compra i giochi cinesi che fanno un sacco di chiasso per poi non farli usare ai bimbi perché altrimenti disturbano.
    I fiori finti dentro la terra vera hanno un che di veramente alternativo 🙂

  4. Cazzo se non avessi detto il nome avrei pensato che nonna Dida fosse nonna Mabì, cioè la madre di mio padre. Chissà perché le nonne paterne son sempre così.
    Voglio bene alla nonna Mabì.
    La mamma di mamma si chiamava Gina, ma per noi era nonna Birba (!!). L’ho amata immensamente.

  5. Io ti prego. TI PREGO.
    Fammele portare fuori a cena, insieme.
    Poi te le restituisco, parola, ma vuoi mettere lo spettacolo?

    PS. Giurami la storia delle stringhe stirate. Ho dovuto leggerlo tre volte per esserne sicuro.

  6. Dai, tu ne sei uscita fin troppo equilibrata. Come figlia non dev’essere stato banale, come nonna non qvrei potuto desiderare niente di meglio! Fortunati i tuoi due.
    Ma si incontrano le nonne? No perchè al CERN hanno paura di questo genere di eventi, dicono che provochino la comparsa di buchi neri.

  7. Ecco, da noi invece è avvenuta la metamorfosi: prima di Elisa mia mamma era più o meno come la nonna paterna, adesso è diventata una casinista inaudita.
    Mia figlia a 18 mesi piantava chiodi VERI nel muro usando un martello VERO, per dire. Le fa fare tutto quello che a me non aveva mai permesso, perché troppo sporco o pericoloso. La adoro molto di più, adesso.

  8. verdemela says:

    meraviglia. ci sono nonne minuetto e nonne corpo a corpo. chettelodicoafà. però volevo anche dirti : ho un’amica che trasforma destinazione d’uso agli oggetti in modo fantastico. sempre creatività è. foto subito. delle nonne nostre tralascio che non c’è molto da ridere, minchia.

  9. verdemela says:

    io da piccola oltre la mia adorata nonna ne avevo una acquisita che era la mamma della mia babysitter. parlava in veneto stretto mi coccolava di brutto e mi faceva trovare in un vaso di fiori finti le caramelle. questo è il secondo motivo per cui non devi sottovalutare il centro tavola.

  10. Questo post spiega moltissime cose. A cominciare dal tuo genio e dalla breve durata della relazione col padre dei tuoi figli.
    E comunque io di nonna ne ho avuta una sola. Sebbene materna, era come tua suocera. Non sai quanto avrei voluto una nonna Mari al mio fianco!

    • ma infatti nonna Mari è grandissima. Credimi le chicche quelle belle le ho tenute per me… a proposito si dice suocera anche da separati? la suocera è per sempre…

  11. francesca says:

    ahahhaha! ma chi sono queste nonne?? le mamme di Dharma e Greg? Io menomale che c’ho la nonna paterna che è precisetta e pulitina, ci salva dal mare di cialtroneria e di chiasso in cui siamo immerse io mia madre e mia figlia…insomma, ogni tanto tira su la nipotina, le dà una spolverata e poi la ributta tra i flutti!

  12. Vita Mina says:

    Le stringhe mi consolano. Io mi sono sentita dire dalla suocera: “Quando non potrò + stirare calzini e mutande non mi sentirò + donna”… e non sapete quante risposte avrei voluto dare … Che ne dite, preparo un cappio x Natale con un collant perfettamente stirato?

  13. mentre aspetti che Lorenzo diventi famoso con la “merde d’artiste”, puoi sempre proporre a qualche gallerista una versione gigante del centrotavola di tua mamma….con un buon titolo tra artificio e natura, un trafiletto di critica a seguito e fai il colpo!

  14. cavallogolooso says:

    una di queste due nonne però è quella che “taci che a giudicare di come ha cresciuto te”.
    Al di la di questo … sarebbe interessante vedere che cosa hai fatto tu … immagino per contrasto. Alla fin fine a te piace la mamma (ovvio) casinara 🙂 Anche a me piace! Però io credo che tu abbia provato vergogna tante volte, si sente.
    Sbaglio?

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