Dietro a una grande donna c’è un’adolescenza di merda.

Dietro a una grande donna c’è un’ombra di passato. A mezzogiorno, quando il sole è più alto, scompare. C’è l’adolescenza con tutto il repertorio di inadeguatezza, di pieni e di vuoti. L’adolescenza da grande te la ricordi come un luna park chiassoso, ma quando ci passi attraverso vedi solo gli specchi deformanti: troppo grassa, troppo corta, troppo lunga, troppo piatta, troppo spessa. C’è pure il calcinculo con quello che ti prende e ti lancia, ti fa volare, ma è un circolo vizioso. E la casa degli orrori, così simile a casa, così familiare. Il cibo non nutre e anche il divertimento fa paura.

Dietro a una grande donna ci sono gli ex, ex fidanzati, gli ex amici, gli ex lavori. “ex” ha quella x che è sembra una croce dove una volta c’era un tesoro. Ma “ex” in latino vuol dire anche “da”, come “uscire da”, “venire da” e a pensarci bene, gli ex sono anche radici, da lì si viene, da lì si riparte.

Dietro a una grande donna ci sono inverni infiniti. Gli anni si contano in primavere, ma la maturità si misura in inverni. E si impara dagli alberi, che sono matti gli alberi a spogliarsi quando fa freddo, e invece no, abbandonano il superfluo, si fanno oggetti e aspettano. E si impara dai ricci che si chiudono e le spine vanno fuori, non dentro. Si impara che la letargia non è l’allergia all’inverno, si impara il letargo, come pausa piena di vita e di malinconia.

Dietro a una grande donna ce n’è una uguale e più piccola, maligna, parla e pugnala, là dove fa male. Se la ignori scompare.

Dietro a una grande donna ce n’è un’altra uguale e arrabbiata che abbaia, morde e se la fai incazzare ti piscia pure sul tappeto. Se la accarezzi smette.

Dietro a una grande donna non c’è lato b o fattore c. Una grande donna di solito sa dire culo senza problemi e soprattutto sa riconoscere quando l’ha avuto e quando se l’è fatto.

Dietro a una grande donna non ci sono briciole per ritrovare la strada. La questione non è come tornare, ma se sia il caso di tornare.

Dietro a una grande donna c’è un futuro che non fa paura e “domani è un altro giorno” non è una minaccia.

Intorno a una grande donna c’è un girotondo di persone, di progetti e tutto si tiene alla faccia delle leggi della fisica e della ragione.

A fianco di una grande donna, qualche volta c’è un uomo. Lei lo guarda: “che bello averti conosciuto”, lui sorride: “bello aver voglia di conoscerti ogni giorno un po’ di più”.

Dietro una grande donna ci sono le incomprensioni, i tradimenti, i colpi dati, quelli ricevuti, quelli schivati. Ci sono i “mai più” e i “mai dire mai”, c’è la voglia di dare un senso all’insensato e di capire anche quando non c’è niente da capire.

Dietro a una grande donna c’è una donna che accetta di diventare grande. Con tutto il carico di dolore, di sofferenza e di bellezza. Sulle spalle.

Foto (che amo particolarmente) di Valentina Fontanella + Mehrdad Zaeri. www.susanita.it

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84 thoughts on “Dietro a una grande donna c’è un’adolescenza di merda.

  1. Dietro a un uomo normale c’è l’ombra dei ricordi. A mezzogiorno, quando il sole è più alto, è sempre lì. C’è l’adolescenza con tutto il repertorio di inadeguatezza, di pieni e di vuoti: specchio deformante dell’attuale presente.
    E i giudizi delle compgane di scuola lo fanno sentire come un alieno: troppo basso, troppo alto, troppo magro, poco maschio, poco bello.
    Cerca cibo per nutrire l’anima attraverso gli occhi di una donna, ma inutilmente.

    Dietro a un uomo normale ci sono le ex: quella della prima volta che gli ha fatto battere il cuore , quella che l’ha fatto ridere di gioia con le sue promesse (non mantenute),quella uscita da una storia seria e che l’ha fatto sentire poco importante, quella che l’ ha fatto sentire importante ma solo per ottenere i suoi scopi egoistici, quella che ”il mondo è pieno di gente e tu sei solo un granello di sabbia”, quella che pretendeva da lui rispetto senza darlo, quella che “se mi tradisci non perdono” salvo poi tradire lei per prima… credo che le ex abbiano contribuito a annaffiare le sue radici.

    Dietro a un uomo normale ci sono inverni infiniti e la reazione è quella di abbandonare il superfluo per imparare a bastarsi da solo.
    Gli anni passano ma i ricordi restano e le primavere sono asettiche, nonostante il canto degli uccelli e lo sfiorire delle margherite.
    L’uomo normale impara a vivere in letargo e a uscire solo per lo stretto necessario.
    E quando sente una donna sentenziare “quell’uomo è un orso” gli vien da sorridere: gli orsi vivono meglio.

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  5. DMM says:

    Bello quello che hai scritto e visto che anch’io ho iniziato a scrivere avrei voglia di parlarti, se vuoi! Come faccio a contattarti in privato? Comunque, tranquilla: non sono il prossimo che vuole farti ricominciare da dove hai lasciato. Ho solo bisogno di conoscere altre persone che scrivono.

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