Catachristmas.

Questi sono i giorni più veloci dell’anno, i più corti e non perché faccia buio presto, sono brevi perché le giornate non durano ventiquattr’ore… tipo l’8 dicembre ne ho contate sedici di ore, diciassette a tenersi larghi. È chiaro che con un’accelerazione del genere si parta con i festeggiamenti a ottobre, altrimenti non si ammortizzerebbe lo sbattimento di addobbare l’albero e tutto il Catachristmas correlato. Ma forse dicembre non c’entra, è proprio la mia vita ad essere entrata nella fase Interstellar.

Il brutto di avere dei figli da (relativamente) giovane è che ti sembra non crescano e il tempo non passi. Ricordo perfettamente di averlo pensato per Marta e Lorenzo… quando diventeranno grandi? Corri orologio corri, portati via questa fatica, oh oh cavallo oh oh. Il brutto di avere figli da (relativamente) vecchi è che ti crescono tra le dita, li lanci in aria per il vola vola e li riprendi che sanno fare le divisioni a due cifre. Andrea Ines diventa grande così velocemente che mi aspetto arrivino i Volturi da un giorno all’altro a prendermela, perché tutto suggerisce che sia nata dall’incontro di un vampiro con un’umana.

Il paradosso dell’invecchiare è che tu dici ad alta voce “come sono vecchia”, ma non ci credi davvero, sei sempre la stessa, con quella voglia d’avventura e quella carezza della sera e tutto il resto. Non me lo merito mica che mi diate del lei, non mi merito gli ovuli che si fulminano come le lucine dei cinesi sull’albero, io mi merito i baci pazzi per strada, di notte, sono ancora la cameriera nel bar davanti all’università, non è passato un giorno. E invece… Quando vai a un funerale è bruttissimo perché qualcuno è morto, certo, ma anche perché vedi tante persone che non incontravi da una vita e pensi per tutto il tempo: minchia che vecchi e loro, lo leggi negli sguardi, pensano lo stesso di te. Il ritratto di Dorian Gray è la tela interna della nostra coscienza che ci fa sentire più giovani di quello che siamo.

Ci sono anche dei lati positivi. Fino a una certa età è tutto un paragonarsi: quella ha gli occhi più belli, quella ha il culo più alto. Poi superi i quaranta e ti basta che ti dicano che sembri più giovane. Enrica sei un cesso… ma dell’86! e tu sei felice come una pasqua. A pensarci bene non vuol dire niente “sembri più giovane”, conosco giovani davvero inguardabili. Eppure sembri più giovane è il complimento per eccellenza. Ma giovane come i giovani di oggi, tutti carini e ben depilati, con i capelli mossi in splendidi ricci naturali che idratano con maschere serali? O giovane come ero giovane io con i baffi schiariti al plutonio e la mezza coda alta a fontanella? C’è differenza.

Un altro aspetto positivo del tempo che passa è che puoi giurare “per sempre” senza sentirne la pesantezza assoluta, il per sempre di una quarantaquattrenne non è poi così compromettente, che sarà mai sto per sempre, il doppio della tua età se proprio ti dice benissimo. È un romanticismo più sfumato ecco, tipo che Dario mi ha chiesto di sposarlo già da un po’ con anello e tutto, ma temporeggiamo incerti: se mi sposa c’è la possibilità che, quando avrà l’età pensionabile, non gli diano la Minima. D’altro canto se mi sposa e muoio, può prendere la reversibilità da vedovo. A quarantaquattro anni, amare è non dover mai dire mi dispiace ma non puoi accedere al mio estratto conto retributivo.

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2 thoughts on “Catachristmas.

  1. Marianna says:

    “I baffi schiariti al plutonio e la mezza coda alta a fontanella” è pura poesia. Come rievocare una stagione con una frase che manco la madeleine di Proust

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